Lotta ai diplomifici, Valditara: “Decisa azione di contrasto, lo Stato deve essere inflessibile nei confronti di chi tenta di svilire il valore dell’istruzione”

L’operazione è scattata nei giorni scorsi, coordinata dalla Procura di Nola. Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha messo sotto sequestro documenti e registri di alcune società che, secondo l’accusa, rilasciavano titoli di studio senza aver svolto alcuna attività formativa.
Un mercato dei diplomi facili, alimentato da anni, che ora il ministero dell’Istruzione e del Merito dice di voler smantellare con regole più stringenti.
Giuseppe Valditara ha commentato, in una nota, l’intervento con un tono che lascia poco spazio a interpretazioni: “La scuola italiana si fonda sul merito, sull’impegno e sulla serietà dei percorsi formativi. Per questo abbiamo avviato una decisa azione di contrasto ai cosiddetti diplomifici, introducendo norme più rigorose e rafforzando i controlli”. Parole che arrivano a pochi giorni dalla pubblicazione dei primi dati relativi agli Esami di Maturità 2026, i quali – secondo il ministro – inizierebbero a mostrare gli effetti della stretta.
A sostegno della tesi del titolare del dicastero di Viale Trastevere, un dato numerico: per la prima volta si registra un calo consistente dei candidati provenienti dalle scuole paritarie, con un picco negativo in Campania. La regione era finita al centro dell’attenzione già in passato per il numero sospetto di iscritti a istituti privati. La flessione, secondo il ministero, sarebbe il risultato diretto delle misure introdotte per garantire maggiore tracciabilità e regolarità dei percorsi.
Il provvedimento punta a rendere più difficile l’accesso agli esami per chi non ha frequentato con regolarità. Controlli a campione, obblighi di frequenza certificati e verifiche sulla documentazione presentata: questi gli strumenti messi in campo per arginare il fenomeno. L’obiettivo dichiarato è restituire valore al titolo di studio, evitando che il diritto all’istruzione si trasformi in un commercio di attestati senza reale contenuto formativo.
Valditara ha voluto sottolineare il significato più ampio dell’operazione: “Lo Stato deve essere inflessibile nei confronti di chi tenta di svilire il valore dell’istruzione. La legalità è la condizione imprescindibile per valorizzare il merito e costruire il futuro dei nostri giovani”.
Un messaggio che, nelle intenzioni del ministro, suona come un avvertimento a chi ancora pensa di aggirare le regole. Il dato della Campania, per ora, sembra dare ragione alla linea dura: la scuola paritaria torna a essere ciò che dovrebbe essere, un’alternativa seria e non un passaggio obbligato per chi cerca il diploma senza studiare.
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