L’opera nascosta di Franco Fanigliulo ritrova la luce: Olden firma il sorprendente primo tributo discografico al cantautore

C’è un cantautore che la musica italiana ha quasi lasciato scivolare via. Si chiamava Franco Fanigliulo, era amico di Vasco Rossi e Zucchero, e scriveva canzoni che sembrano nate oggi. Olden, al secolo Davide Sellari, artista perugino ma barcellonese di adozione, gli restituisce luce, memoria e ascolto con un omaggio intenso e necessario: il primo tributo discografico mai realizzato sulla sua opera. Con “Fanigliulo, l’artista”, riporta al centro della scena uno degli autori più sorprendenti e sottovalutati della nostra canzone d’autore.
Figura irregolare e brillante, il cantautore ligure ha lasciato un repertorio unico: ironico, teatrale, malinconico, capace di unire sarcasmo e poesia con una libertà creativa rara.
L’album, prodotto da Flavio Ferri (delta V), è uscito ad aprile per l’etichetta Beta Produzioni. “C’è un punto cieco nella parola interprete – spiega Olden riferendosi al titolo del suo lavoro – e sta nell’eccesso: nel voler dimostrare, aggiungere, lasciare un segno a tutti i costi. Fanigliulo, con il brano L’artista, prendeva di mira proprio questo: l’artista che si autocelebra. In senso profondo, lui era un anti-artista. Questo disco nasce da una scelta precisa: quella di togliere, non di imitare, né di aggiungere, per poter cogliere la vera essenza della sua poetica”.


Sellari si avvicina alle sue canzoni – nove brani in tutto, e uno (La Giovanna) cantato con
Claudia Crabuzza – con rispetto e personalità, restituendo loro una nuova vita attraverso
arrangiamenti contemporanei e una lettura interpretativa intensa. Il risultato è un ponte tra epoche e sensibilità: le parole di Fanigliulo tornano a vibrare, ma filtrate attraverso lo
sguardo di un artista che ne comprende profondamente la fragilità e la forza. “Per cantarlo – racconta – ho dovuto rinunciare a una parte di me, o quantomeno
modificarla. Ho cercato un modo per dare voce a un artista così peculiare senza cadere nell’imitazione, trovando dentro di me il codice più credibile e onesto possibile. In questo senso, ‘L’artista’ non è una dichiarazione, ma una sottrazione: un modo per restare in ascolto, non per affermarsi”.
“A un certo punto – continua – mi sono accorto che il lavoro non era su cosa fare per far riscoprire Fanigliulo, ma su cosa evitare. La sua poetica, spesso nichilista, si intrecciava a una sensibilità fuori dal comune, attenta a cogliere ciò che spesso passa inosservato, ed è anche per questo che è sempre stato difficile collocarlo. Mi interessava stare in quel punto lì, un po’ scomodo”.
Nato a La Spezia il 9 febbraio 1944 e scomparso troppo presto, a 44 anni, Fanigliulo è stato un cantautore atipico. Noto soprattutto per il brano portato a Sanremo 1979, “A me mi piace vivere alla grande” — che per scelta non si trova in questo album — ha vissuto una carriera ai margini, pur godendo della stima di molti colleghi. La sua amicizia con Vasco Rossi e Zucchero Fornaciari, che volevano produrre il suo prossimo disco, testimonia quanto fosse considerato un talento autentico. Riscoprire Fanigliulo significa rimettere al centro un artista che non ha mai cercato il centro. Significa ascoltare ciò che resta quando si smette di voler apparire.
Con questo disco, Olden non riporta soltanto alla luce un autore dimenticato: restituisce
spazio alla misura, alla verità delle canzoni, alla loro ironia fragile e luminosa. E in quel vuoto che si apre — fatto di ascolto, sottrazione e libertà — la musica di Franco
Fanigliulo torna finalmente a respirare.
Davide Sellari, in arte Olden, nasce a Perugia nel 1978 ma vive da anni a Barcellona.
Cantautore dalla penna profonda e dalla voce calda e potente, è cresciuto con i “favolosi anni ‘60”, tramandati dai “mangiacassette” di casa. A 17 anni fonda a Perugia la sua prima band, i Roarr, che diventano (con qualche cambio di formazione) gli Zonaplayd e infine i Figli di John. Durante questi anni affronta molti palchi, anche importanti, come quello della Festa del Primo Maggio a Perugia, di Rock Targato Italia, di Arezzo Wave, del Festival di San Marino e del Tim Tour. Nel 2008 Davide parte per Barcellona, dove matura l’idea di costruire il suo progetto solista, sotto il nome di Olden. Nel 2011 pubblica il primo album, omonimo e in inglese, prodotto dall’etichetta catalana Daruma Records, che ottiene ottime recensioni. Il singolo Jim & Jane viene trasmesso da molti network italiani, tra cui Radio 2. Nel frattempo, Olden inizia a scrivere nella sua lingua madre, l’italiano, pensando che sia la maniera migliore per comunicare e diffondere la propria musica. A Barcellona partecipa a piccoli eventi musicali
organizzati dalla “comunità italiana”, entrando in contatto con Radio Contrabanda, unica e ultima radio libera di Barcellona. Nel 2013 fa parte del cast di uno spettacolo musicale dedicato alle “canzoni anarchiche”, in particolare alla memoria del martire Salvador Puig Antich, anarchico catalano tristemente famoso per essere stato l’ultimo giustiziato tramite “garrota” nel 1974. In Canzoni d’amore e d’anarchia, Olden duetta con Joan Isaac, canta La canzone del maggio di De André, Addio Lugano bella e altre canzoni della tradizione anarchica europea. Con lui, artisti come Juan Carlos Biondini, Vittorio De Scalzi, Beppe Voltarelli, Joan Isaac e tanti altri. Nel 2014 collabora con Cose di Amilcare e fa parte del cast del Premio Tenco: Olden sale sul palco del Teatro del Casinò di Sanremo nel corso della prima serata del Premio, cantando una versione in italiano de Nasza Klasa di Jacek Kaczmarski. Il 20 novembre esce il suo secondo album Sono andato a letto presto, a cui segue un tour di presentazione in tutta Italia in full band. Nel 2015 esce l’EP L’amore occidentale, seguito nel 2018 dall’album Ci hanno fregato tutto, prodotto da Beta Produzioni/Marte Label e registrato presso Rokkaforte Studio (Castiglione del Lago – PG). Nel 2019 Olden realizza per la prima volta un album di cover, A60: una rivisitazione di grandi successi italiani e internazionali degli anni ’60 (Tutta mia la città – Equipe 84, Adesso sì– Sergio Endrigo, Lei – Adamo, ed altri). La produzione è di Flavio Ferri (Delta V). Il disco è finalista alle Targhe Tenco 2019 nella sezione “Interpreti” e inserito tra i migliori cinque dischi italiani dell’anno. Nel 2020 esce invece Prima che sia tardi con l’etichetta Vrec, prodotto ancora una volta da Flavio Ferri: il disco ottiene ottime recensioni da parte della critica specializzata, grazie alle quali Olden vince la Targa Rock Targato Italia al “Miglior Artista Emergente”. La canzone Il
Clown viene premiata alla Rassegna Botteghe d’autore 2020 per il “Miglior testo”.
Nel 2021 esce sempre per l’etichetta Vrec, il nuovo album Cuore Nero, prodotto da Flavio Ferri e anticipato dal singolo Per diventare un fiore, a cui segue nel 2022, per Squilibri Editore, Questi anni – Dieci canzoni inedite di Gianni Siviero, prodotto sempre da Ferri: il disco è una rielaborazione di dieci brani mai pubblicati del cantautore Siviero, uno degli “eroi” della sua generazione e tra i primi cantautori approdati sul palco del Premio Tenco, insieme a Francesco Guccini e Roberto Vecchioni. Il disco è tra i finalisti alle Targhe Tenco nella categoria Interpreti di canzoni e Olden si esibisce insieme alla sua band sul palco del Premio nell’ottobre del 2022. Ad agosto 2023 Olden presenta all’Auditorium Alfano di Sanremo un nuovo spettacolo insieme all’Orchestra Sinfonica di Sanremo dal titolo Le più belle canzoni d’autore del Festival di Sanremo, interpretando i brani più importanti di “musica d’autore” proposti al Festival, dalle prime edizioni (Endrigo, Tenco, Lauzi) fino a quelle più recenti (Jannacci, Bersani). Grazie al successo riscosso, lo spettacolo viene riproposto a ottobre nel Teatro del Casinò di Sanremo, all’interno della quarantaseiesima edizione del Premio Tenco. Il 19 aprile 2024 esce il nuovo singolo Fidati di me, seguito il 28 giugno da Gioia negli occhi, e il 27 settembre da La fretta e la pazienza feat. Paolo Benvegnù, anticipazioni del nuovo album di inediti, La fretta e la pazienza (Vrec), pubblicato il 18 ottobre.
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