Lombardo, le parole dopo la vittoria di Sampdoria – Empoli
Genova. Attilio Lombardo fa i complimenti ai suoi giocatori per la vittoria della Sampdoria contro l’Empoli in una partita non facile anche se Martinelli praticamente è rimasto inoperoso. Un match in crescendo: “Siamo partiti timidi, le nostre scalate non erano nei tempi giusti, a centrocampo non avevano capito cosa fare quando Lovato e Guarino giravano palla. Poi siamo cresciuti e abbiamo fatto poi ancora meglio nella ripresa. La squadra ha risposto a livello fisico bene e a livello tecnico ancora meglio. Quando trovi una squadra come l’Empoli che sa palleggiare in quella maniera è difficile, però Martinelli non ha fatto parate. Faccio i complimenti alla squadra per come è rimasta in partita, come non è andata in difficoltà con il loro possesso”.
Non vuole parlare dei singoli in conferenza stampa quando gli si chiede di Esposito e Di Pardo: “Non faccio scelte per i singoli, parlo sempre di gruppo, la squadra ha reagito bene con buon atteggiamento, buon approccio, tutti hanno giocato un’ottima gara, anche quelli entrati nel secondo tempo. Io dico sempre che bisogna morire in campo prima di farsi sostituire, per me non è obbligatorio fare cinque sostituzioni”. Su Esposito dice: “Mi è piaciuto, ho chiesto a lui di giocare semplice. In fase di non possesso doveva giocare davanti alla difesa e facesse filtro. In fase di possesso l’unica pecca è che gli ho chiesto di fare cambio gioco e ne ha fatto poco. Lui però non deve essere un problema. Lui era in un momento di crescita, la squalifica e la sosta lo hanno rallentato e oggi ha dimostrato che ci può stare”.
Altra svolta tattica in questa partita: in fase di possesso la Sampdoria giocava con un 4-3-3, mentre in fase di non possesso avrebbe dovuto essere 4-1-4-1 con qualche difficoltà iniziale: “Dipende dagli avversari, abbiamo avuto dieci giorni per studiare tanto la qualità dell’Empoli e loro arrivavano da tante partite positive. Il sistema lo fa sempre la voglia del giocatore e del gruppo. I ragazzi devono imparare a interpretare la partita e quando c’è da uscire e non uscire. Piano piano abbiamo preso le misure alla squadra e meritato di vincere”.
Proprio Pierini sia a fine primo tempo sia a inizio ripresa, è stato preso da parte da Lombardo, che rivela cosa si sono detti: “Non era entrato in partita, andava a scontrarsi con Barak, lui aveva il compito di allungare e fare spazio, invece no. Ha combinato poco, a livello di freschezza nello spunto stava dando poco, l’ho sollecitato e quando l’ho portato in mezzo al campo avevo già l’idea di mettere Cherubini e mi ha dato buone impressioni. Non era stato pianificato e poi, a cascata, per non cambiare struttura di gioco, Begic è stato spostato a sinistra.
Abildgaard è tornato e ha fatto un’altra grande partita nella difesa a quattro: “Era il mio grande dubbio − dice Lombardo − se metterlo al posto di Barak o con altro difensore al suo posto, Riccio o Ferrari, visto che Palma si era allenato pochissimo. Non sapevo quale potesse essere la sua performance a quattro. Un conto è durante l’amichevole contro una squadra di Eccellenza, invece ha dato certezza e sicurezza. Deve a volte rallentare il suo impatto. Lui è stato una sorpresa per tutti come difensore. Per il passo che ha trova qualche difficoltà ed è un po’ disordinato a centrocampo, è un po’ squilibrato. In difesa fa chiusure da giocatore vero.
Ora c’è la trasferta di Pescara, una squadra che ha cambiato volto ed è in ascesa: “Per noi sarà la partita più importante da quando siedo su questa panchina”, afferma Lombardo.





