Lazio

l’omaggio ai martiri delle Ardeatine

Non sarà una semplice cerimonia accademica, ma un momento carico di memoria e responsabilità civile. Lunedì 20 aprile la Sapienza Università di Roma inaugura ufficialmente l’anno accademico 2025/2026, scegliendo di legare questo passaggio simbolico a una delle pagine più drammatiche della storia italiana.

Nel 723° anniversario dalla fondazione voluta da Bonifacio VIII, l’ateneo guarda indietro per ribadire il proprio ruolo nel presente: custodire la memoria e trasmettere i valori della democrazia.

Al centro della giornata, il ricordo dei 18 membri della comunità universitaria — tra studenti, docenti e laureati — vittime dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine. Un legame profondo che riaffiora oggi con forza, trasformando l’inaugurazione in un ponte tra passato e futuro.

L’arte come testimonianza

Cuore della commemorazione sarà l’omaggio a Francesco Coccia, architetto e docente della Sapienza, tra i protagonisti della progettazione del Mausoleo delle Fosse Ardeatine.

Nel Rettorato verrà presentata la riproduzione del bozzetto del gruppo scultoreo “Le tre età alle Fosse Ardeatine”, realizzato nel 1946 e oggi custodito presso l’Accademia di San Luca. Un’opera che racconta, con forza simbolica, la frattura generazionale provocata dalla violenza della guerra.

Nell’Aula Magna torneranno anche due presenze storiche: i busti marmorei di Leonardo da Vinci e Dante Alighieri, realizzati dallo stesso Coccia nel dopoguerra. Un recupero che restituisce all’ateneo una parte della sua identità culturale.

Le storie riemerse dagli archivi

Ad anticipare la cerimonia sarà la presentazione di un lavoro di ricerca che riporta alla luce documenti e testimonianze inedite sulle vittime legate alla Sapienza.

Fotografie, fascicoli e carte d’archivio ricostruiscono le loro vite prima della tragedia, restituendo nomi e volti a una memoria spesso rimasta sullo sfondo. I materiali saranno pubblicati in un volume realizzato con l’Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri e raccolti in un portale digitale dedicato.

Il significato di una scelta

Per la rettrice Antonella Polimeni, dedicare l’inaugurazione a questo capitolo della storia nazionale significa ribadire il ruolo dell’università come presidio di libertà. Il richiamo è al percorso che, dalla fine del conflitto al referendum del 2 giugno 1946, ha dato vita alla Repubblica.

In questo contesto, il Mausoleo delle Ardeatine diventa simbolo fondativo della memoria collettiva e monito contro ogni forma di sopraffazione.

Una comunità che guarda avanti

La cerimonia proseguirà alle 11:30 nell’Aula Magna con la prolusione della rettrice e l’intervento della direttrice generale Loredana Segreto.

Spazio anche agli studenti, con gli interventi di Serena Ferraiolo e Mohammed Arafat, espressione di una comunità universitaria sempre più internazionale.

Un appuntamento che va oltre il calendario accademico. Perché, in un tempo segnato da nuove incertezze, la Sapienza sceglie di partire dalla memoria per riaffermare il proprio compito: formare coscienze, prima ancora che professionisti.

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