Società

Locatelli porta a Rimini il più grande evento italiano sulla disabilità. A EXPOAID 2026 Orizzonte Scuola protagonista con Antonio Fundarò moderatore del panel sul percorso scolastico nel progetto di vita

Dal messaggio del Santo Padre alla presenza di ministri, rappresentanti delle istituzioni, università, associazioni e mondo della scuola. Dal progetto di vita all’intelligenza artificiale, dall’autodeterminazione all’inclusione lavorativa.

 Dal 25 al 27 giugno il Palacongressi di Rimini diventerà il cuore pulsante del dibattito nazionale sulla disabilità grazie ad EXPOAID 2026 – “Io, Persona di Valore”, la grande manifestazione promossa dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli che si candida a rappresentare il più importante appuntamento italiano dedicato alla valorizzazione della persona, alla promozione dei diritti e alla costruzione di una società autenticamente inclusiva. Non una semplice rassegna di eventi, ma un grande laboratorio nazionale nel quale istituzioni, Terzo Settore, professionisti, università, scuole, famiglie e persone con disabilità saranno chiamati a confrontarsi sui temi che caratterizzeranno il futuro delle politiche inclusive del nostro Paese. Il programma, particolarmente ricco e articolato, testimonia la volontà di affrontare la disabilità non come ambito settoriale, ma come dimensione trasversale che attraversa l’educazione, il lavoro, la salute, la cultura, lo sport, la tecnologia e la partecipazione sociale.

L’iniziativa fortemente voluta dal Ministro Alessandra Locatelli assume una valenza che va ben oltre la dimensione organizzativa. EXPOAID 2026 rappresenta infatti la traduzione concreta di una visione culturale che pone al centro la persona e il suo valore, indipendentemente dalla condizione di disabilità. Lo stesso slogan scelto per questa edizione, “Io, Persona di Valore”, richiama un cambio di paradigma che negli ultimi anni sta caratterizzando le politiche nazionali e internazionali in materia di inclusione. Non più interventi costruiti attorno ai limiti, alle fragilità o ai bisogni, ma percorsi orientati al riconoscimento delle capacità, dei talenti, delle aspirazioni e delle potenzialità di ciascuno. Una prospettiva pienamente coerente con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e con le più recenti riforme che stanno interessando il sistema italiano, a partire dal nuovo progetto di vita introdotto dalla riforma della disabilità. In questo contesto EXPOAID diventa il luogo nel quale le grandi scelte normative incontrano le esperienze concrete dei territori, delle scuole, delle università e delle associazioni.

La dimensione nazionale della manifestazione emerge con forza già dalla giornata inaugurale del 25 giugno. Dopo il momento inaugurale e il taglio del nastro alla presenza del Ministro Locatelli, il programma prevede il messaggio del Santo Padre Papa Leone XIV e gli interventi di autorevoli rappresentanti delle istituzioni italiane, tra cui il Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il Ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti, il Presidente dell’INPS Gabriele Fava, il Presidente dell’INAIL Fabrizio D’Ascenzo, il Presidente della FISH Vincenzo Falabella, il Presidente della FAND Nazaro Pagano e numerose altre personalità del mondo istituzionale, sociale e culturale. Accanto alle sessioni plenarie, EXPOAID ospiterà decine di seminari tematici distribuiti nelle diverse sale del Palacongressi, dedicati ai temi del progetto di vita, dell’inclusione scolastica, del lavoro, della comunicazione, dell’intelligenza artificiale, dell’autodeterminazione, dell’accessibilità e della partecipazione attiva delle persone con disabilità. Un mosaico di riflessioni e di esperienze che conferma la centralità assunta dalla questione inclusiva all’interno delle politiche pubbliche italiane.

EXPOAID 2026: la visione del Ministro Alessandra Locatelli

Quando nel dibattito pubblico si affrontano i temi della disabilità, troppo spesso l’attenzione si concentra sulle difficoltà, sui limiti, sulle criticità organizzative o sulle carenze dei servizi. EXPOAID 2026 nasce invece da una prospettiva radicalmente diversa. La manifestazione promossa dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli rappresenta la traduzione concreta di una visione culturale e politica che intende collocare la persona al centro di ogni riflessione, di ogni intervento e di ogni scelta istituzionale. Non è casuale che l’evento si presenti come il più grande appuntamento nazionale dedicato all’inclusione, alla partecipazione e alla valorizzazione delle persone con disabilità. La filosofia che lo ispira non guarda alla persona attraverso la lente della mancanza, ma attraverso quella delle possibilità. Non si concentra esclusivamente sui bisogni, ma sulle capacità, sulle aspirazioni, sui talenti e sul contributo che ciascuno può offrire alla comunità.

In questi anni il Ministero per le Disabilità ha progressivamente promosso una nuova impostazione delle politiche pubbliche, fondata sui principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e orientata al riconoscimento dell’autodeterminazione, della piena partecipazione sociale e dell’eguaglianza sostanziale. EXPOAID rappresenta probabilmente la sintesi più evidente di questo percorso. Per tre giorni Rimini diventerà il luogo nel quale istituzioni, associazioni, università, scuole, professionisti, famiglie e persone con disabilità potranno confrontarsi non soltanto sulle problematiche esistenti, ma soprattutto sulle soluzioni, sulle esperienze positive e sulle prospettive future.

La presenza del Ministro Alessandra Locatelli assume dunque un significato che va oltre la dimensione protocollare. Essa rappresenta la testimonianza di una precisa scelta politica e culturale: costruire un Paese nel quale la disabilità non costituisca un elemento di esclusione ma una delle tante condizioni umane che devono trovare pieno riconoscimento all’interno della società. In questa prospettiva EXPOAID non è soltanto una manifestazione, ma diventa il simbolo di una nuova stagione dell’inclusione italiana.

Io, Persona di Valore”: il significato culturale del titolo

Tra gli elementi che maggiormente colpiscono dell’edizione 2026 vi è il titolo scelto dagli organizzatori: “Io, Persona di Valore”. Una formula apparentemente semplice, ma capace di racchiudere una profonda rivoluzione culturale. Per molti decenni il linguaggio della disabilità è stato dominato da definizioni che ponevano l’accento sul deficit, sulla menomazione o sul bisogno di assistenza. Oggi, invece, il centro della riflessione si sposta sulla persona, sulla sua dignità intrinseca e sul valore che essa possiede indipendentemente dalle condizioni fisiche, sensoriali, cognitive o relazionali che la caratterizzano.

L’affermazione “Io, Persona di Valore” richiama direttamente uno dei principi fondamentali della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: il riconoscimento della dignità intrinseca e dell’autonomia individuale. Non è la disabilità a definire la persona. Non sono le limitazioni a determinarne il valore. Ogni individuo possiede una propria identità, una propria storia, un proprio progetto di vita, una propria capacità di contribuire alla crescita della comunità. Il titolo scelto per EXPOAID 2026 rappresenta dunque una dichiarazione culturale che si contrappone a ogni forma di paternalismo, assistenzialismo o marginalizzazione.

Anche il pronome iniziale, “Io”, assume una particolare rilevanza. Non si parla della persona con disabilità in terza persona, ma si restituisce direttamente voce al soggetto interessato. È la persona stessa che afferma il proprio valore, che rivendica il proprio diritto a partecipare, a scegliere, a decidere, a costruire il proprio futuro. In questo senso il titolo dell’evento anticipa e sintetizza molti dei temi che saranno affrontati nei seminari e nelle sessioni plenarie: autodeterminazione, progetto di vita, partecipazione, lavoro, formazione, accessibilità e cittadinanza attiva.

Il programma generale dell’evento e la presenza delle istituzioni nazionali

La portata nazionale di EXPOAID 2026 emerge con particolare evidenza dall’ampiezza del programma predisposto per le tre giornate di lavoro. Il Palacongressi di Rimini ospiterà decine di seminari tematici, tavole rotonde, laboratori, incontri istituzionali e momenti di confronto che coinvolgeranno alcuni dei più autorevoli protagonisti italiani delle politiche sociali, educative, sanitarie e inclusive. La manifestazione si aprirà il 25 giugno con il momento inaugurale e il taglio del nastro alla presenza del Ministro Alessandra Locatelli, segnando simbolicamente l’avvio di una tre giorni che si preannuncia tra le più significative mai organizzate in Italia sul tema della disabilità.

L’elenco delle personalità coinvolte testimonia la dimensione istituzionale dell’iniziativa. Accanto al Ministro per le Disabilità interverranno rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Regioni, degli enti locali, del sistema sanitario, delle grandi associazioni nazionali e del mondo del volontariato. La presenza di soggetti così diversi tra loro evidenzia come la disabilità non possa essere affrontata come una questione settoriale, ma richieda un approccio integrato capace di coinvolgere l’intero sistema Paese.

Particolarmente significativa appare anche la struttura stessa del programma. I seminari affrontano temi che spaziano dall’educazione al lavoro, dall’università alla tecnologia, dalla salute all’autonomia abitativa, dallo sport alla cultura, dall’intelligenza artificiale alla comunicazione aumentativa alternativa. Una pluralità di argomenti che riflette la complessità della vita delle persone e che richiama direttamente il nuovo paradigma del progetto di vita introdotto dalla riforma della disabilità. Non esistono infatti percorsi realmente inclusivi se non si riesce a costruire una visione complessiva della persona, delle sue aspirazioni e delle opportunità che la società è in grado di offrirle.

Il messaggio del Santo Padre e la partecipazione dei ministri

Tra gli elementi che conferiscono ad EXPOAID 2026 una dimensione nazionale e internazionale vi è certamente la presenza delle più alte istituzioni civili e religiose. La manifestazione si aprirà infatti con il messaggio del Santo Padre Papa Leone XIV, un intervento che assume un forte valore simbolico in un evento dedicato alla dignità della persona, alla partecipazione sociale e alla costruzione di comunità inclusive. La presenza del Pontefice, seppure attraverso un messaggio ufficiale, testimonia l’attenzione che la Chiesa cattolica continua a riservare ai temi della fragilità, dell’accoglienza e del riconoscimento del valore di ogni essere umano. In una società spesso dominata dalla logica della prestazione, dell’efficienza e della competizione, il richiamo alla centralità della persona rappresenta un messaggio di straordinaria attualità.

Accanto al Santo Padre, il programma prevede la partecipazione di numerosi esponenti del Governo italiano. Saranno presenti, direttamente o attraverso contributi video, ministri e rappresentanti delle principali istituzioni nazionali, a conferma del carattere trasversale delle politiche per la disabilità. Dalla Pubblica Amministrazione alle Politiche di Coesione, dall’Università e Ricerca alle Infrastrutture, passando per il sistema sanitario, previdenziale e assistenziale, emerge chiaramente come la questione dell’inclusione non possa essere confinata all’interno di un singolo ministero o di una specifica competenza amministrativa. La costruzione di una società inclusiva richiede infatti una visione integrata che coinvolga tutte le politiche pubbliche.

La presenza di così tante istituzioni rappresenta inoltre il riconoscimento della maturità raggiunta dal dibattito italiano sulla disabilità. Non si tratta più di affrontare singole problematiche o di intervenire esclusivamente in situazioni emergenziali. L’obiettivo è costruire condizioni strutturali che consentano alle persone con disabilità di partecipare pienamente alla vita sociale, culturale, educativa e lavorativa del Paese. EXPOAID diventa quindi il luogo nel quale il confronto tra istituzioni, associazioni e società civile si trasforma in un’occasione di progettazione collettiva del futuro.

Un programma che racconta l’intero universo dell’inclusione

Ciò che colpisce osservando il programma di EXPOAID 2026 è la straordinaria ampiezza degli argomenti affrontati. La manifestazione non si limita infatti a discutere singoli aspetti della disabilità, ma propone una visione complessiva della persona e delle diverse dimensioni che caratterizzano il suo percorso di vita.

Le sale del Palacongressi di Rimini ospiteranno decine di seminari e laboratori che accompagneranno i partecipanti lungo un itinerario ideale che parte dai diritti fondamentali per arrivare alla piena partecipazione alla vita sociale. Si parlerà della Carta di Solfagnano e delle prospettive aperte dal G7 Inclusione e Disabilità, del nuovo Piano d’Azione triennale del Ministero per le Disabilità, della Convenzione ONU vent’anni dopo la sua approvazione, delle più recenti innovazioni tecnologiche, delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e delle sfide etiche che accompagnano la trasformazione digitale.

Ampio spazio sarà dedicato ai temi dell’autodeterminazione e dell’autorappresentanza, che rappresentano uno dei pilastri della moderna cultura dell’inclusione. Diversi seminari approfondiranno il rapporto tra autonomia personale, partecipazione attiva e costruzione del progetto di vita, mettendo in evidenza il ruolo delle persone con disabilità come protagoniste delle scelte che riguardano il proprio futuro. Accanto a questi temi troveranno spazio riflessioni dedicate all’accessibilità delle informazioni, ai processi comunicativi, alla Lingua dei Segni Italiana, alla Comunicazione Aumentativa Alternativa e agli strumenti che consentono di superare le barriere culturali e relazionali ancora presenti nella società contemporanea.

Particolarmente significativa appare inoltre l’attenzione riservata al mondo del lavoro. Numerosi incontri analizzeranno il rapporto tra formazione, occupazione, dignità professionale e inclusione sociale, nella consapevolezza che il lavoro rappresenta uno dei principali strumenti di emancipazione e partecipazione. Il tema sarà affrontato sotto diverse prospettive: dalle politiche attive per l’inserimento lavorativo ai nuovi modelli di disability management, fino alle esperienze più innovative di impresa inclusiva e di valorizzazione delle competenze delle persone con disabilità.

Il programma dedica inoltre grande attenzione ai temi della salute, della riabilitazione, delle cure innovative e delle tecnologie assistive. Si parlerà di unità spinali, di autismo, di disturbi del neurosviluppo, di modelli sanitari integrati, di prevenzione, di assistenza e di qualità della vita. A questi si affiancano seminari dedicati allo sport, alla cultura, all’arte, al turismo accessibile, all’invecchiamento attivo, all’agricoltura sociale, alla vita indipendente e alle nuove forme dell’abitare, a dimostrazione di come il progetto di vita coinvolga ogni aspetto dell’esistenza della persona.

In questo articolato mosaico di temi trova collocazione anche il seminario “Il percorso scolastico nel progetto di vita”. Non come evento separato dagli altri, ma come una delle tessere fondamentali di una riflessione più ampia che attraversa l’intera manifestazione. La scuola, infatti, costituisce il punto di partenza di molti dei percorsi che saranno affrontati nei diversi seminari: il lavoro, l’autonomia, l’università, la partecipazione sociale, la cittadinanza attiva e l’autodeterminazione nascono tutti, in qualche misura, all’interno delle esperienze educative vissute durante gli anni della formazione.

Perché la scuola è uno dei pilastri del progetto di vita

Se esiste un luogo nel quale il progetto di vita inizia concretamente a prendere forma, questo luogo è senza dubbio la scuola. È tra i banchi scolastici che bambini e ragazzi sviluppano le prime relazioni significative al di fuori della famiglia, costruiscono la propria identità, acquisiscono competenze, sperimentano autonomie e imparano a riconoscere il proprio ruolo all’interno della comunità. Per questo motivo il percorso scolastico rappresenta una delle dimensioni fondamentali del progetto di vita della persona con disabilità.

Negli ultimi anni la riflessione pedagogica e normativa ha progressivamente superato una concezione della scuola limitata alla sola trasmissione delle conoscenze. Oggi alla scuola viene riconosciuta una funzione molto più ampia: quella di accompagnare ogni studente nella costruzione del proprio futuro. L’inclusione scolastica non consiste semplicemente nella presenza fisica dell’alunno in classe, ma nella sua effettiva partecipazione ai processi di apprendimento, alla vita sociale della scuola e alla costruzione delle competenze necessarie per affrontare la vita adulta. In questa prospettiva il Piano Educativo Individualizzato non rappresenta più soltanto uno strumento didattico, ma una componente di un progetto più ampio orientato alla crescita della persona.

La riforma della disabilità e il nuovo modello di progetto di vita rafforzano ulteriormente questa impostazione. La scuola è chiamata a dialogare con la famiglia, con i servizi sanitari e sociali, con il territorio, con il mondo del lavoro e con l’università. Diventa il luogo nel quale si costruiscono aspettative realistiche ma ambiziose, si valorizzano talenti e capacità, si individuano percorsi di autonomia e si pongono le basi per una piena partecipazione alla vita sociale. Per questa ragione il seminario dedicato al percorso scolastico nel progetto di vita assume una rilevanza strategica all’interno dell’intera manifestazione EXPOAID.

Orizzonte Scuola protagonista del confronto nazionale

All’interno di questo scenario assume un significato particolare la presenza di Orizzonte Scuola, la più autorevole testata italiana specializzata nel mondo dell’istruzione. Da anni Orizzonte Scuola rappresenta un punto di riferimento quotidiano per dirigenti scolastici, docenti, personale amministrativo, famiglie, studenti, studiosi e operatori del settore educativo. Attraverso un costante lavoro di informazione, approfondimento e divulgazione, la testata ha contribuito a costruire uno spazio di confronto nazionale sulle grandi trasformazioni che interessano il sistema scolastico italiano.

La partecipazione ad EXPOAID 2026 segna un ulteriore passaggio in questo percorso. Il coinvolgimento diretto della testata in uno dei seminari più significativi dell’intera manifestazione testimonia il ruolo che il mondo della scuola continua ad assumere all’interno delle politiche inclusive. In una fase storica caratterizzata dalla centralità del progetto di vita, la scuola non può essere considerata un soggetto marginale o semplicemente esecutore di indicazioni provenienti da altri contesti istituzionali. Al contrario, essa rappresenta uno degli attori fondamentali nella costruzione delle opportunità di crescita, autonomia e partecipazione delle persone con disabilità.

La presenza di Orizzonte Scuola all’interno di EXPOAID assume quindi un valore che va oltre la semplice copertura giornalistica dell’evento. Essa rappresenta il riconoscimento del contributo culturale che il mondo dell’informazione scolastica può offrire alla costruzione di una società più inclusiva. Informare, approfondire, raccontare esperienze e diffondere buone pratiche significa infatti contribuire concretamente alla crescita di una cultura dell’inclusione fondata sulla conoscenza, sulla consapevolezza e sul rispetto dei diritti di ogni persona.

Antonio Fundarò moderatore del panel

A rappresentare Orizzonte Scuola all’interno di EXPOAID 2026 sarà Antonio Fundarò, docente di Diritto ed Economia, giornalista, collaboratore scientifico della testata e da anni impegnato sui temi dell’inclusione scolastica, dell’educazione civica, della dispersione e delle politiche educative. La sua presenza come moderatore del seminario dedicato al percorso scolastico nel progetto di vita rappresenta un riconoscimento significativo non soltanto al percorso professionale maturato nel mondo della scuola e dell’informazione, ma anche al ruolo che la comunità educativa svolge nella costruzione delle nuove politiche inclusive.

Moderare un confronto di alto profilo significa molto più che gestire i tempi degli interventi. Significa creare connessioni tra esperienze diverse, valorizzare il contributo di ciascun relatore, favorire il dialogo tra discipline differenti e consentire ai partecipanti di cogliere la complessità dei temi affrontati. Nel caso specifico del seminario dedicato al progetto di vita, il compito assume un valore ancora più rilevante, poiché il confronto metterà insieme pedagogisti, psicologi, giuristi, docenti universitari, rappresentanti del mondo associativo e professionisti impegnati quotidianamente nei processi di inclusione.

La scelta del Ministero per le Disabilità di affidare ad Antonio Fundarò la moderazione di questo importante appuntamento testimonia inoltre il crescente riconoscimento del ruolo che il mondo della scuola e dell’informazione educativa possono svolgere nella diffusione di una cultura dei diritti e dell’inclusione. Una presenza che contribuirà a fare da ponte tra il dibattito scientifico, le esperienze concrete delle istituzioni scolastiche e le prospettive future delle politiche educative italiane.

Il panel “Il percorso scolastico nel progetto di vita”

Tra le numerose iniziative previste all’interno di EXPOAID 2026, il seminario intitolato “Il percorso scolastico nel progetto di vita” occupa una posizione particolarmente significativa. Non soltanto perché affronta uno dei temi più innovativi introdotti dalla recente riforma della disabilità, ma anche perché mette al centro la funzione educativa della scuola come strumento di costruzione dell’autonomia, dell’autodeterminazione e della partecipazione sociale. In un momento storico nel quale il concetto di progetto di vita sta progressivamente diventando il fulcro delle politiche inclusive, riflettere sul ruolo della scuola significa interrogarsi sul futuro stesso delle persone con disabilità.

Il seminario si propone di analizzare il percorso educativo nella sua dimensione più ampia, superando una visione limitata alla sola acquisizione delle conoscenze disciplinari. La scuola viene considerata come il luogo nel quale si sviluppano competenze personali, relazionali e sociali, si costruiscono aspettative, si coltivano talenti e si pongono le basi per la vita adulta. In questa prospettiva il progetto di vita non rappresenta un documento amministrativo o un insieme di procedure, ma un processo dinamico che accompagna la persona lungo tutto il proprio percorso di crescita.

Particolarmente qualificata risulta la composizione del panel. Attorno allo stesso tavolo siederanno alcuni tra i più autorevoli studiosi italiani dell’inclusione scolastica, della pedagogia speciale, della psicologia della disabilità, del diritto dell’inclusione e dell’alta formazione universitaria. La pluralità degli approcci e delle competenze consentirà di affrontare il tema da prospettive differenti ma complementari, offrendo ai partecipanti una visione articolata e multidimensionale del rapporto tra scuola e progetto di vita.

Dario Ianes e la pedagogia dell’inclusione

Aprire il confronto con Dario Ianes significa partire da una delle figure che più hanno contribuito alla diffusione della cultura dell’inclusione scolastica in Italia. Cofondatore del Centro Studi Erickson, già Professore di Pedagogia dell’Inclusione presso la Libera Università di Bolzano e oggi Presidente della Fondazione Scuola e Ricerca di Trento, Ianes rappresenta da decenni uno dei principali punti di riferimento per insegnanti, dirigenti scolastici, educatori e studiosi impegnati nei processi inclusivi.

La sua riflessione pedagogica ha accompagnato l’evoluzione del sistema scolastico italiano, contribuendo a superare progressivamente modelli centrati sull’integrazione per approdare a una visione autenticamente inclusiva dell’educazione. Nei suoi studi e nelle sue pubblicazioni emerge con forza l’idea che l’inclusione non possa essere considerata una pratica destinata esclusivamente agli alunni con disabilità, ma debba costituire il principio organizzatore dell’intera scuola. Una scuola capace di valorizzare le differenze, di riconoscere i bisogni educativi di ciascuno e di promuovere il successo formativo di tutti.

All’interno del seminario il contributo di Ianes assume un valore particolarmente rilevante perché consente di collocare il progetto di vita all’interno di una più ampia prospettiva pedagogica. La costruzione dell’autonomia, lo sviluppo delle competenze e la partecipazione sociale non possono infatti essere considerati obiettivi separati dal percorso educativo. Al contrario, rappresentano il risultato di una scuola che sa guardare alla persona nella sua globalità e che interpreta l’inclusione come uno strumento di crescita individuale e collettiva.

Fabio Celi e il valore della speranza educativa

Dopo la riflessione pedagogica di Dario Ianes, il seminario proseguirà con il contributo del professor Fabio Celi, psicologo, psicoterapeuta e docente universitario, tra i maggiori esperti italiani nel campo della psicologia della disabilità e dei disturbi del neurosviluppo. Autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche e direttore di importanti percorsi di alta formazione, Celi ha dedicato gran parte della propria attività professionale allo studio delle potenzialità delle persone con disabilità e dei percorsi educativi capaci di favorirne la crescita.

Il titolo del suo intervento, “Date loro speranza”, racchiude uno dei temi più profondi dell’intero seminario. In una società che troppo spesso tende a concentrarsi sulle difficoltà, sulle diagnosi e sui limiti, Celi richiama l’attenzione sul ruolo decisivo delle aspettative positive. La storia dell’inclusione scolastica italiana dimostra infatti che i più importanti risultati raggiunti dalle persone con disabilità sono spesso nati dalla capacità di insegnanti, famiglie ed educatori di credere nelle loro possibilità di crescita e di realizzazione.

Attraverso esperienze concrete e testimonianze di vita, il suo intervento offrirà una prospettiva profondamente umana del progetto di vita. Non esiste infatti progetto di vita senza speranza, così come non esiste inclusione senza la convinzione che ogni persona possa sviluppare competenze, relazioni e autonomie che forse inizialmente sembravano irraggiungibili. È una lezione che riguarda non soltanto la scuola, ma l’intera comunità educante.

L’Associazione Giovanni Manicone: scuola, sport e solidarietà

Uno degli aspetti più interessanti del programma di EXPOAID 2026 è la forte presenza del mondo associativo. Tra le realtà protagoniste del panel dedicato al percorso scolastico nel progetto di vita figura l’Associazione Giovanni Manicone, nata con l’obiettivo di trasformare un’esperienza personale di dolore in un impegno concreto a favore dei giovani, delle scuole e delle comunità locali.

La partecipazione dell’associazione consente di ampliare ulteriormente lo sguardo sul progetto di vita. Se infatti la scuola rappresenta uno dei luoghi fondamentali della crescita, non bisogna dimenticare che l’inclusione si costruisce anche attraverso la rete di relazioni, esperienze e opportunità offerte dal territorio. Le associazioni svolgono da anni una funzione insostituibile nel promuovere percorsi di partecipazione sociale, cittadinanza attiva, volontariato, solidarietà e sostegno alle famiglie.

La presenza dell’Associazione Giovanni Manicone assume un significato ancora più importante all’interno del programma generale di EXPOAID, che dedica ampio spazio ai temi dell’autodeterminazione, dell’autorappresentanza, della partecipazione alla vita comunitaria, del lavoro, dello sport e della costruzione di reti territoriali capaci di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita. In questa prospettiva il progetto di vita diventa una responsabilità condivisa che coinvolge scuola, famiglia, servizi, istituzioni e società civile.

La CNUDD: il ponte tra scuola e università

Tra i contributi più innovativi del seminario vi è certamente quello della Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità, la CNUDD, organismo che riunisce i delegati rettorali delle università italiane impegnati sui temi dell’inclusione e dell’accessibilità accademica.

La presenza della CNUDD all’interno di EXPOAID 2026 rappresenta un segnale particolarmente significativo. Per molti anni il dibattito sull’inclusione si è concentrato quasi esclusivamente sul percorso scolastico, mentre oggi emerge con sempre maggiore forza la necessità di costruire continuità tra scuola, università, formazione superiore e vita adulta. Il progetto di vita non termina infatti con il conseguimento del diploma, ma prosegue attraverso nuove esperienze formative, professionali e relazionali.

L’intero programma di EXPOAID riflette questa impostazione. Accanto ai seminari dedicati alla scuola trovano spazio incontri sull’università, sull’accessibilità, sull’inserimento lavorativo, sull’autonomia abitativa, sull’autodeterminazione, sulle nuove tecnologie, sull’intelligenza artificiale, sulla partecipazione culturale e sulla vita indipendente. La presenza della CNUDD all’interno del panel sul percorso scolastico nel progetto di vita testimonia proprio la volontà di costruire un ponte stabile tra il sistema scolastico e quello universitario, affinché nessuno studente sia lasciato solo nel delicato passaggio verso l’età adulta e verso la piena realizzazione delle proprie aspirazioni personali e professionali.

Luca Fanucci e l’università come luogo di autodeterminazione

Tra le voci più autorevoli presenti ad EXPOAID 2026 vi è quella del professor Luca Fanucci, Ordinario di Ingegneria Elettronica presso l’Università di Pisa, Delegato del Rettore all’inclusione degli studenti e del personale con disabilità e DSA e Presidente della Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità per il triennio 2025-2027. La sua presenza nel panel dedicato al percorso scolastico nel progetto di vita assume un significato particolarmente rilevante perché introduce una prospettiva spesso poco approfondita nel dibattito pubblico: il ruolo dell’università nella costruzione dell’identità adulta delle persone con disabilità.

Per molti anni il tema dell’inclusione è stato prevalentemente associato alla scuola dell’obbligo. Oggi, invece, il numero crescente di studenti con disabilità che accedono agli studi universitari impone una riflessione nuova sulle responsabilità dell’alta formazione. L’università non è soltanto il luogo nel quale si acquisiscono competenze professionali avanzate. È uno spazio di crescita personale, di sviluppo dell’autonomia, di costruzione delle relazioni sociali e di maturazione delle scelte che accompagneranno la persona nella vita adulta.

Il contributo di Fanucci si inserisce perfettamente nel quadro generale di EXPOAID 2026, che dedica ampio spazio ai temi dell’autodeterminazione, dell’autorappresentanza e della piena partecipazione alla vita sociale. Attraverso l’esperienza della CNUDD emergerà come gli atenei italiani stiano progressivamente costruendo modelli sempre più avanzati di accoglienza, orientamento e accompagnamento degli studenti con disabilità, promuovendo il diritto allo studio e rimuovendo le barriere che possono ostacolare il pieno esercizio della cittadinanza universitaria. La prospettiva proposta da Fanucci richiama direttamente il nuovo concetto di progetto di vita introdotto dalla riforma della disabilità: non una semplice successione di servizi, ma un percorso unitario nel quale formazione, lavoro, relazioni e autonomia concorrono alla realizzazione della persona.

Tamara Zappaterra e la sfida dell’inclusione accademica

Accanto al professor Fanucci interverrà la professoressa Tamara Zappaterra, Ordinaria di Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università di Ferrara, Prorettrice alla Diversità, Equità e Inclusione, Direttrice del Corso di Specializzazione per il Sostegno e Segretaria nazionale della CNUDD. Il suo contributo consentirà di approfondire ulteriormente il ruolo dell’università nella promozione dell’inclusione e dell’autodeterminazione.

La professoressa Zappaterra porterà all’attenzione del pubblico il lavoro svolto dalla Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità attraverso i numerosi gruppi di lavoro attivati negli ultimi anni. Si tratta di iniziative che riguardano non soltanto gli studenti con disabilità, ma anche i bisogni educativi speciali, la formazione dei docenti universitari, l’inclusione lavorativa, l’accessibilità dei materiali didattici, la partecipazione sportiva e la costruzione di ambienti accademici realmente inclusivi.

La sua riflessione si collega idealmente a numerosi altri temi presenti nel programma di EXPOAID. Nei diversi seminari della manifestazione si parlerà infatti di lavoro, competenze, partecipazione sociale, tecnologie innovative, comunicazione e cittadinanza attiva. Tutti elementi che trovano nell’università un punto di raccordo fondamentale. L’inclusione accademica non può essere considerata un tema specialistico riservato a pochi esperti. Essa rappresenta uno degli snodi decisivi attraverso i quali una società misura concretamente la propria capacità di offrire pari opportunità e di valorizzare il talento di ogni persona. In questo senso il contributo di Tamara Zappaterra aiuterà a comprendere come l’università stia progressivamente assumendo un ruolo centrale nella costruzione del progetto di vita delle nuove generazioni.

Raffaele Ciambrone: autonomia, conoscenza e competenze di vita

A completare il contributo del mondo universitario sarà il professor Raffaele Ciambrone, Professore associato di Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università di Pisa, Direttore del Corso di Specializzazione per il Sostegno Didattico e Coordinatore del Gruppo Istruzione, Università e Formazione dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità. Figura di riferimento nel panorama della pedagogia speciale italiana, Ciambrone ha dedicato la propria attività di ricerca e di progettazione educativa ai temi dell’inclusione scolastica, della qualità dei processi formativi e della costruzione delle competenze necessarie alla vita adulta.

Il titolo del suo intervento, “Autonomia, conoscenza e competenze di vita”, affronta uno dei nodi più delicati dell’intero dibattito educativo contemporaneo. Negli ultimi anni, infatti, il tema dell’autonomia è diventato centrale nelle politiche inclusive. Tuttavia, il rischio è quello di contrapporre autonomia e conoscenza, come se l’una potesse svilupparsi indipendentemente dall’altra. Ciambrone propone invece una prospettiva diversa: l’autonomia autentica nasce dall’incontro tra sapere, capacità operative, consapevolezza di sé e partecipazione sociale.

La riflessione assume un particolare rilievo all’interno di EXPOAID 2026, una manifestazione che dedica ampio spazio ai temi dell’autodeterminazione, della vita indipendente, dell’accesso al lavoro e della partecipazione alla comunità. Le competenze di vita non possono essere ridotte a semplici abilità pratiche. Esse comprendono la capacità di scegliere, di comprendere il mondo, di esercitare i propri diritti, di instaurare relazioni significative e di costruire il proprio futuro. In questa prospettiva la scuola, l’università e le istituzioni formative sono chiamate a collaborare per offrire alle persone con disabilità non soltanto opportunità di apprendimento, ma strumenti concreti per diventare protagoniste della propria esistenza. È questo, in fondo, il significato più profondo del progetto di vita che costituisce il filo conduttore dell’intera manifestazione di Rimini.

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