lo statuto di Vannacci contro gender, woke e immigrazionismo
Ci sono “la lotta coraggiosa ai progetti di creazione del nuovo senso comune costruiti su ideologia gender, ideologia woke, cancel culture, immigrazionismo” e la “difesa non negoziabile della sanità, del lavoro, degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, delle forze armate, delle forze dell’ordine e della famiglia naturale formata da un uomo e da una donna” tra i pilastri elencati nello statuto in 56 articoli di Futuro Nazionale, il neopartito di Roberto Vannacci, firmato nei giorni scorsi davanti a un notaio in Toscana.
Il documento indica cinque soci fondatori di cui Vannacci è presidente nazionale con un mandato di tre anni, con il compito tra l’altro di convocare il congresso nazionale. Il mandato può interrompersi anticipatamente solo per dimissioni, impedimento permanente o approvazione di una mozione di sfiducia sottoscritta dai due terzi dei componenti dell’esecutivo nazionale, cosa che comporterebbe la nomina di un Commissario Nazionale reggente. Gli altri soci sono Massimiliano Simoni, ex consigliere leghista nella regione Toscana, nel ruolo di coordinatore nazionale, i deputati ex leghisti Edoardo Ziello (responsabile organizzativo nazionale) e Rossano Sasso (che ha la delega per il sud Italia) e Annamaria Frigo, responsabile del tesseramento nazionale.
Il generale rimanda alle “radici fondamentali”, da cui, viene spiegato discendono i valori, elencati a partire dall”‘identità tradizionale italiana, radicata nel diritto romano, nel pensiero greco, nell’eroismo romano e cavalleresco e nella mirabile sintesi di questi operata dalla civiltà cristiana“. Fnv, questa la sigla del partito, rivendica poi “la cultura, la tradizione e la storia dei nostri popoli, nella quale gesta, figure e vicende da ricordare hanno contribuito alla definizione dell’identità delle comunità locali, dei campanili, delle regioni così come della comune appartenenza alla Nazione Italiana”.
Vannacci parla dell’Italia come “‘Patria delle piccole patrie‘, di specificità che declinano in molteplici e differenti modi, di territorio in territorio, ciò che nei secoli ha fatto grande l’Italia davanti all’Europa e al mondo”. Per il fondatore di Fnv bisogna schierarsi “a difesa a spada tratta delle radici dell’Italia e del popolo italiano, dei confini del territorio nazionale, della coesione valoriale e culturale come elemento imprescindibile di appartenenza alla cittadinanza, non potendo quest’ultima essere ridotta al mero rispetto formale delle leggi né, tantomeno, al corretto espletamento di procedure burocratiche”.
Previsti tre tipi di tessere: per i simpatizzanti (senza voto) e per i soci ordinari e onorari (entrambi con diritto di voto). Lo statuto – da quanto si apprende – prevede anche che, dopo il primo congresso nazionale da tenere obbligatoriamente entro tre anni, dovranno partire quelli regionali, provinciali e comunali.
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