lo insegue e l’aggredisce per strada

PESARO – Era uscito dal bar pasticceria dopo la pausa caffè per rimettersi al lavoro, ma non ne ha avuto il tempo: un giovane sconosciuto, uno straniero originario del Ghana, l’ha fermato in mezzo alla strada apostrofandolo verbalmente: «Tu sei quello che mi ha rubato i vestiti». Poi dalle minacce il ghanese è passato ai fatti: ha inseguito la sua vittima, l’ha bloccata e strattonata fino a farla finire all’ospedale. Uno choc. E’ successo ieri mattina in via Milano, strada peraltro frequentatissima.
La ricostruzione
A finire al pronto soccorso è stato un pesarese 70enne aggredito a sorpresa. L’assalitore è un trentenne, già noto alle forze dell’ordine, che è stato immediatamente fermato dalla polizia e portato in Questura per accertamenti venendo poi arrestato per lesioni.
A raccontare quanto è accaduto, ancora sconvolto, è lo stesso 70enne, Renzo Magnani, costretto a passare poi buona parte della giornata su una barella del San Salvatore, contuso e frastornato, in attesa degli accertamenti medici.
Il racconto di Renzo Magnani
«Tutto è successo intorno alle 9,30 – racconta – stavo lavorando in zona e mi ero concesso un caffè in via Milano, poco distante. Stavo rientrando quando questa persona mi ha raggiunto in strada e mi si è parata davanti e puntandomi contro il dito ha esclamato “Sei tu quello che ha rubato a me i vestiti”. Io non capivo quello che voleva nè cosa stesse succedendo. Ho cercato di svicolare e di allontanarmi, ma continuava a ripetermi quelle parole più volte e ha cominciato a rincorrermi, intimandomi di fermarmi».
Solo più tardi l’aggredito ha capito il senso di quelle frasi sconclusionate e il loro riferimento, legato a un episodio accaduto nell’inverno di un anno fa.
«Colpito perché avevo ripulito uno stabile per l’Acema Immobiliare dove il ghanese bivaccava»
Il giovane extracomunitario era uno dei senza fissa dimora, più volte sorpresi a bivaccare di notte nello stabile, da tempo in disuso, di proprietà di Acema Immobiliare, sulla statale 16, poi fatto sgomberare dalle forze dell’ordine. «All’epoca – prosegue Magnani – ero stato chiamato dalla proprietà per ripulire l’area sul retro dell’Acema dall’immondizia e da altro materiale in abbandono, svuotando il capannone dismesso.
E’ stato in quell’occasione che ho visto quell’uomo, tra l’altro lo stesso giorno in cui le forze dell’ordine erano intervenute per allontanare chi bivaccava all’interno. Io mi ero limitato a svolgere il lavoro che mi era stato affidato – aggiunge – ma probabilmente mi deve aver ritenuto responsabile. E quando mi ha visto, anche dopo tanto tempo, mi ha riconosciuto e dopo le minacce è passato alle mani, colpendo con la forza dei pugni il mio furgoncino parcheggiato in strada e sbattendomi contro la fiancata. Mentre cercavo di ripararmi dalla sua violenza e di salire sul mezzo per allontanarmi, mi ha tolto le chiavi di mano e mi ha scaraventato a terra continuando a colpirmi. Non ho reagito volutamente, consapevole che se lo avessi fatto poteva finire molto peggio».
L’allarme
E’ stato lo stesso Magnani a dare l’allarme e ad avvertire al polizia che subito dopo ha raggiunto via Milano bloccando l’aggressore, dalla stazza robusta, che staziona sempre in zona. «Episodi simili – conclude amareggiato il 70enne che ha riportato una contusione alle vertebre – non possono essere giustificati né considerati la normalità per me e per nessun altro».



