Liste d’attesa, in Umbria 2025 anno «di transizione»: prestazioni recuperate ma restano 4 criticità

Mobilità passiva, recupero dei ricoveri chirurgici e incremento della spesa per incarichi medici esterni e tempi di attesa per le prestazioni da erogare entro 30 giorni. Sono queste, a proposito di liste di attesa, le principali criticità sulle quali si è concentrata la Sezione di controllo della Corte dei conti dell’Umbria che, giovedì, ha parificato il rendiconto della Regione. La sanità, come viene ricordato nelle 570 pagine del documento, continua a rappresentare il principale capitolo di spesa del bilancio regionale, assorbendo nel 2025 il 73,91 per cento degli impegni complessivi. In questo quadro, i magistrati contabili hanno evidenziato come la gestione delle liste d’attesa e della mobilità sanitaria interregionale resti una delle sfide più rilevanti per la sostenibilità del sistema.
Mobilità passiva Partendo dalla cosiddetta mobilità passiva, ossia dai cittadini umbri che si rivolgono a strutture sanitarie di altre regioni per ricevere cure e prestazioni, il saldo economico, che nel 2019 era ancora positivo per 2,9 milioni di euro, ha registrato un progressivo peggioramento fino a raggiungere un valore negativo di 55,8 milioni di euro nel 2025. Secondo l’analisi della Corte, oltre la metà di questo deterioramento è legata alla riduzione degli accessi di pazienti provenienti dalle regioni confinanti, in particolare dal Lazio, mentre un ulteriore 30 per cento è dovuto all’aumento dei ricoveri degli umbri in Emilia-Romagna.
Ricoveri I dati relativi ai ricoveri ospedalieri confermano le difficoltà del sistema regionale nel trattenere i pazienti, soprattutto per le prestazioni più complesse. L’indice di fuga per le cure ad alta specializzazione si attesta al 24,07 per cento, un valore superiore alla media nazionale del 20,43 per cento, con un costo per i ricoveri fuori regione pari a oltre 42 milioni di euro. Anche per le prestazioni ambulatoriali l’Umbria presenta un livello di mobilità superiore alla media italiana, con un indice di fuga del 3,26 per cento e un saldo negativo di circa 4 milioni di euro. Per contenere il fenomeno, la Regione ha avviato accordi con altre amministrazioni, tra cui l’Abruzzo, e sta lavorando a intese con Emilia-Romagna e Liguria. Nel corso del 2025 sono stati inoltre sottoscritti accordi con strutture private accreditate per recuperare parte della mobilità passiva nelle attività ad alta specializzazione.
Liste d’attesa Sul fronte delle liste d’attesa, il 2025 è stato indicato come un «anno di transizione» verso un nuovo modello organizzativo basato sulla presa in carico del paziente. La Regione ha nominato il Responsabile unico dell’assistenza sanitaria e istituito l’Osservatorio regionale per i tempi di attesa, con il compito di monitorare i dati e predisporre eventuali interventi correttivi. Secondo quanto riportato nel rendiconto, sono state azzerate le 71.237 prestazioni ambulatoriali arretrate presenti alla fine del 2024. Di queste, l’81,49 per cento è stato effettivamente erogato, mentre il restante 18,51 per cento è stato cancellato principalmente per rinuncia del paziente o mancata presentazione.
La chirurgia Meno positivi i risultati relativi ai ricoveri chirurgici. Al 31 dicembre 2025 risultava recuperato il 74,65 per cento delle prestazioni presenti nelle liste di attesa alla fine dell’anno precedente, senza quindi raggiungere l’obiettivo prefissato. Persistono inoltre criticità nel rispetto dei tempi massimi previsti per l’erogazione delle prestazioni. Nel 2025 il 28,33 per cento delle prestazioni ambulatoriali è stato effettuato oltre i termini indicati, con un ritardo medio di 12,41 giorni. La situazione più problematica riguarda la classe di priorità D30, che prevede l’esecuzione delle prestazioni entro 30 giorni: il rispetto dei tempi è stato registrato soltanto nel 53,74 per cento dei casi, con un ritardo medio superiore a 24 giorni.
Oncologia Per quanto riguarda la chirurgia oncologica, i dati relativi ai primi quattro mesi del 2026 mostrano segnali di miglioramento per gli interventi legati ai tumori del colon, del polmone e della tiroide, con il rispetto dei tempi previsti in oltre il 90 per cento dei casi. Rimane invece critica la situazione per i pazienti affetti da tumore della prostata, per i quali soltanto il 35,5 per cento degli interventi è stato eseguito entro i termini indicati. La magistratura contabile ha inoltre evidenziato un aumento dell’attività svolta dalle strutture pubbliche, cresciuta dell’1,58 per cento, a fronte di una significativa riduzione delle prestazioni erogate dai centri privati accreditati, diminuite del 28,78 per cento; contrazione attribuita alla mancanza di risorse ministeriali aggiuntive e all’introduzione del nuovo sistema tariffario.
La tecnologia Tra gli strumenti adottati dalla Regione figurano anche nuove soluzioni digitali per il monitoraggio delle liste d’attesa, tra cui un cruscotto informatico sviluppato da PuntoZero per verificare quotidianamente la disponibilità delle agende e gestire i percorsi di tutela dei pazienti. Sono stati inoltre introdotti sistemi di allerta per monitorare l’appropriatezza delle prescrizioni mediche e potenziati i servizi di telemedicina, che nel 2025 hanno coinvolto oltre 9.700 pazienti, superando gli obiettivi previsti.
Le spese Tra gli elementi di maggiore attenzione indicati dai magistrati contabili figura infine l’aumento della spesa per incarichi medici esterni, salita a 6,8 milioni di euro nel 2025, con un incremento del 56 per cento rispetto all’anno precedente. Una crescita che, secondo quanto evidenziato nel giudizio di parifica, è stata determinata dalla necessità di garantire la continuità dei servizi sanitari e il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza in presenza della persistente carenza di personale strutturato.
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