Emilia Romagna

Liste d’attesa con tempi superiori a due anni. È inaccettabile


“Liste di attesa per prestazioni sanitarie indegne di un paese civile”, soprattutto per quanto riguarda l’ospedale di Ravenna: lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alberto Ferrero che ha presentato un’interrogazione alla Giunta dell’Emilia-Romagna in merito alle criticità dei tempi di attesa.

L’atto amministrativo nasce “dalla necessità di tutelare il diritto alla salute – prosegue Ferrero – che la Regione ha il dovere di assicurare con standard di assistenza dignitosi e tempestivi. I dati riportati nell’interrogazione evidenziano una situazione di estrema gravità: per visite oculistiche e colonscopie le prime disponibilità sono proiettate rispettivamente ad aprile e maggio 2028, superando i 24 mesi di attesa.  Anche per gastroscopie ed esami cardiologici si registrano ritardi che rendono di fatto impossibile la prevenzione e la diagnosi precoce e superando ampiamente i limiti previsti dai decreti ministeriali e dai piani regionali (Prgla)”.

“È inaccettabile che un cittadino debba attendere oltre due anni per esami diagnostici fondamentali – aggiunge Ferrero – Queste tempistiche non solo negano il diritto alla prevenzione, ma creano una disparità inaccettabile tra i territori della Romagna, costringendo a rinunciare alle cure chi non ha le possibilità economiche per rivolgersi al privato”.

Ferrero interroga la Giunta per sapere se ritenga “tali tempistiche compatibili con gli standard dichiarati dalla Regione e quali siano le cause strutturali che hanno portato a una dilatazione delle agende così marcata”.  L’esponente di Fratelli d’Italia sollecita, infine, “un intervento strutturale che preveda un piano straordinario di potenziamento del personale e delle strumentazioni diagnostiche presso l’Ospedale di Ravenna, da sempre ‘cenerentola’ fra gli ospedali della Romagna”.

Parallelamente, Ferrero richiede “una revisione degli accordi con le strutture private accreditate, molte delle quali avrebbero già esaurito i budget annuali, al fine di incrementare la capacità di offerta del sistema pubblico e garantire un’equa distribuzione dei flussi sanitari sul territorio romagnolo”.


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