“L’iperscelta delle app ci ha insegnato a dire ‘forse ti amo’ invece di ‘ti amo’. Siamo sempre più sostituibili e sempre più controllati”: così lo psicologo Livio Ricciardi
Lo psicologo Livio Ricciardi sostiene che la paura dell’amore non è un difetto da correggere né un segno che siamo “rotti” e lo spiega nel suo libro “Forse ti amo -Capire la paura dell’amore nel labirinto delle relazioni contemporanee” (ed Rizzoli).
È il modo in cui ci proteggiamo quando desideriamo qualcosa che può farci male. “Il problema – dice, è che oggi viviamo in un contesto che amplifica quella paura: troppe opzioni, troppa esposizione, troppa pressione a mostrarsi desiderabili. Così avviciniamo l’altro e intanto alziamo muri, e il ‘forse’ messo davanti al ‘ti amo’ diventa il nostro scudo”.
L’autore non offre ricette né colpevoli, e non condanna app, sesso occasionale o relazioni non tradizionali. Vuole osservare le nostre strategie di difesa “senza vergogna o giudizio”. Ogni capitolo alterna una storia (Anita e Tommaso, Marco e Stefano, Enrico e Chiara, Elena e Giorgio) a una parte teorica. Nelle storie la paura si vede nei gesti, mentre la teoria la spiega.
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