L’impegno della città per mantenere tracce di memoria all’ex caserma Romagnoli
L’area dell’ex caserma Romagnoli in zona Chiesanuova a Padova manterrà come noto importanti tracce di memoria di cui si fa garante il comune di Padova con deliberazioni votate dal consiglio comunale tra il 2022 e il 2025. Il progetto prevede la realizzazione di un grande parco pubblico al cui interno resteranno le porzioni più significative della caserma per rispettare e conservare la memoria del luogo. Ridotto invece a un’area residuale la realizzazione delle nuove edificazioni. Negli ultimi dieci anni, l’attenzione sulla ex caserma Romagnoli di Chiesanuova a Padova è cresciuta notevolmente. Quello che un tempo era vissuto dal quartiere come un “buco nero” urbano, è diventato il fulcro di un’intensa attività di recupero storico, volta a ricordare che tra il 1942 e il 1943 il sito ospitò un campo di concentramento soprattutto di internati di origine slava.

La mozione
Determinante la mozione intitolata “Segni tangibili di memoria nell’area dell’ex Caserma Mario Romagnoli” presentata nel 2022 dal consigliere comunale Gianni Berno su sollecitazione di una serie di realtà civili e religiose, approvata all’unanimità da parte del consiglio comunale di Padova, nel febbraio 2022. Obiettivo della mozione integrare nel piano di riqualificazione dell’area dell’ex caserma Romagnoli uno spazio e delle tracce dedicati alla memoria dell’ex campo di concentramento e dell’opera pastorale di padre Placido Cortese a favore degli internati. Nella mozione si prevede la conservazione di almeno un edificio originale dell’ex campo, il mantenimento di una porzione del muro di cinta su via Chiesanuova e l’allestimento di un’area espositiva con foto e documenti storici e la valorizzazione e la memoria della figura di padre Placido Cortese. La memoria della caserma infatti è strettamente legata a padre Placido Cortese, il frate che soccorse gli internati slavi e che successivamente salvò centinaia di persone dalla persecuzione nazifascista.
La spiegazione
«L’attività dal basso – ha dichiarato ieri 3 aprile Gianni Berno, consigliere comunale del comune di Padova e capogruppo del Partito Democratico – è stata fondamentale. Gruppi territoriali come il comitato “Itinerario della Memoria Padova Ovest, la consulta di Quartiere, le parrocchie e le scuole del territorio hanno mantenuto viva l’attenzione attraverso eventi annuali (spesso in occasione del 25 aprile) che toccano la caserma, il cippo di padre Cortese, il vicino Padua War Cemetery e altri monumenti. Lo stesso comitato ha anche elaborato alcuni anni fa un libro intitolato “Per non dimenticare”, che raccoglie testimonianze dirette di chi visse nel quartiere durante gli anni del conflitto». Tra il 2024 e il 2025 i cittadini hanno potuto vedere una mostra itinerante, frutto di una ricerca approfondita, curata da Antonio Spinelli e Maria Grazia Tornisiello, sulla storia del campo di concentramento aperto nell’ex Romagnoli, promossa dalla Provincia Italiana di Sant’Antonio dei Frati Minori conventuali, dall’associazione Viaggiare i Balcani in stretta collaborazione e col patrocinio del comune di Padova e della consulta di Quartiere di Padova Ovest. Nel novembre 2025 è stato inoltre pubblicato e presentato un libro del professor Antonio Spinelli “Il campo di concentramento di Chiesanuova – L’internamento degli slavi a Padova durante la Seconda guerra mondiale” sulla storia del campo di concentramento, contribuendo a reinserire la caserma Romagnoli nel più ampio racconto storico della città e del contesto europeo. Un’opera frutto di alcuni anni di minuziose ricerche archivistiche in Italia e all’estero, un contributo prezioso per ricostruire la memoria di questo sito.

Un grande parco
E Il comune di Padova alla luce dell’impegno assunto con la mozione votata nel 2022, in tutte le successive deliberazioni urbanistiche ha preservato queste prescrizioni: a tal proposito si possono citare le deliberazioni che sono ovviamente liberamente consultabili (deliberazione numero 34 del 27.5.2024, deliberazione 52 del 22.7.2024, deliberazione 98 del 10.11.2025). L’area dell’ex caserma Romagnoli è di proprietà di Invimit agenzia che cura la vendita di aree dismesse dal Ministero della Difesa. Lo sviluppo dell’area avverrà secondo le prescrizioni urbanistiche indicate dal Comune. Tali prescrizioni sono state aggiornate con la variante normativa approvata dal consiglio comunale il 10 novembre 2025 e prevedono un’operazione di abbattimento, depavimentazione e successiva bonifica. Lo scopo è la creazione di un nuovo grande parco urbano sull’85% della superficie della caserma concentrando invece solo sul 15% restante la potenzialità edificatoria, dedicata principalmente ad housing sociale. Gli interventi di abbattimento dovranno comunque salvaguardare alcuni selezionati immobili di valore storico, individuati in collaborazione con la consulta di Quartiere e con esperti, al fine di garantire il mantenimento di una testimonianza del campo di concentramento e degli eventi legati alla Seconda Guerra Mondiale e anche agli anni successivi.

Per non dimenticare
Se fino ad alcuni anni fa la caserma era vista solo come una struttura militare dismessa, oggi esiste un impegno formale delle istituzioni e dei cittadini per trasformare una parte di quei 150mila metri quadri in un presidio di memoria storica contro l’oblio. L’area sarà finalmente accessibile alla cittadinanza che potrà in questo modo conoscere e approfondire la tragica e significativa storia del luogo e al contempo apprezzare un parco urbano tra i più grandi della città, un’area riqualificata attesa da decenni per la vivibilità della comunità territoriale.
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