Liceo Laura Bassi occupato a Bologna: la protesta

La protesta studentesca torna nelle scuole di Bologna. È stata occupata la succursale del liceo Laura Bassi in via Broccaindosso, dando ufficialmente il via alla stagione delle mobilitazioni dell’anno scolastico 2026-2027. Uno striscione con la scritta “Laura occupato”, appeso al primo piano dell’edificio, annuncia l’inizio dell’occupazione, mentre in diversi altri istituti superiori della città compaiono manifesti e messaggi che invitano gli studenti a scendere in piazza. Al centro della protesta ci sono la contrarietà alla militarizzazione, alla guerra e al carovita, insieme alla richiesta di maggiori investimenti nella scuola pubblica. Una mobilitazione che guarda esplicitamente alla Francia e ai movimenti studenteschi che stanno animando le proteste oltreconfine. L’appuntamento è già fissato: venerdì 16 ottobre, alle 9.30, davanti all’Ufficio scolastico regionale e provinciale, dove gli studenti si ritroveranno per una manifestazione.
Il Laura Bassi occupato: “Pronti a riprenderci gli spazi, le strade e la città”
È il liceo Laura Bassi ad aprire la stagione delle occupazioni a Bologna. La protesta è scattata martedì 13 ottobre nella succursale di via Broccaindosso, nel centro storico. A rivendicare l’iniziativa è il collettivo studentesco dell’istituto, che attraverso la propria pagina Instagram spiega le ragioni della mobilitazione. L’occupazione nasce “in solidarietà con i movimenti studenteschi in Francia contro militarizzazione, guerra e carovita”, scrivono gli studenti. Il messaggio è quello di una protesta che non vuole restare confinata alle aule scolastiche, ma punta a coinvolgere anche le strade e gli altri istituti cittadini. “In questi giorni gli studenti sono pronti a riprendersi i loro spazi, le strade e la città”, annuncia il collettivo del Laura Bassi.
La prima occupazione dell’anno scolastico 2026-2027
Quella del Laura Bassi è la prima occupazione delle scuole superiori bolognesi dall’inizio del nuovo anno scolastico. Da giorni, tuttavia, in diversi istituti si registravano segnali di fermento, anche grazie alla presenza e alle iniziative del collettivo Osa, impegnato nell’organizzazione della protesta studentesca. L’occupazione della succursale rappresenta dunque il primo passaggio concreto di una mobilitazione che punta ad allargarsi. La scelta di guardare alle proteste francesi emerge anche dagli slogan comparsi davanti alle scuole, nei quali gli studenti collegano le rivendicazioni locali a una contestazione più ampia delle politiche sulla guerra e sulla spesa militare.
Da Galvani a Minghetti e Copernico: gli striscioni davanti alle scuole
Non soltanto il Laura Bassi. La mobilitazione sta coinvolgendo, almeno attraverso manifesti e striscioni, anche altri licei della città. Davanti al liceo Copernico, in via Daravaglia, è comparso un tazebao con la scritta: “Gen Z all’assalto. Dalla Francia al Cope”. Al liceo Galvani, invece, il messaggio invita esplicitamente a seguire l’esempio dei coetanei francesi e a partecipare allo sciopero: “Facciamo come in Francia. Soldi alla scuola, non alla guerra. Venerdì 16 sciopero”. Anche gli studenti del liceo Minghetti hanno annunciato la propria adesione alla giornata di mobilitazione attraverso uno striscione: “Minghetti in sciopero. Fate come in Francia. Soldi alla scuola, non alla guerra. Verso lo sciopero studentesco 16 ottobre”. Slogan diversi, ma accomunati dalla stessa rivendicazione: chiedere maggiori risorse per l’istruzione e contestare le politiche di militarizzazione.
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