«Liberi di scegliere», dal 9 agosto tutele per i minori che vogliono affrancarsi da contesti mafiosi
Operativa dal 9 agosto la legge «Liberi di scegliere», dedicata alla protezione dei minori che vivono in contesti di criminalità organizzata. Passata quasi in sordina rispetto ai riflettori puntati sulle modifiche alla disciplina dell’imputabilità dei minorenni, la norma – composta di 13 articoli – si muove su un binario diverso e punta a proteggere, in un’ottica di prevenzione e recupero, i minori che vogliono sottrarsi all’ambiente di criminalità in cui vivono. E lo fa attraverso una rete di tutela a 360 gradi che interessa anche le famiglie, in particolar modo le madri. Di contro però vengono rafforzati anche gli strumenti sulla responsabilità genitoriale, compresa la limitazione o la decadenza nei casi in cui il contesto familiare comporti un grave pregiudizio per la crescita del minore.
Le misure in campo
La legge spazia dalle misure di protezione personale all’assistenza socio-economica. Nel pacchetto è prevista la possibilità di trasferimento in luoghi protetti, interventi di sostegno psicologico, educativo ed economico, percorsi di istruzione, formazione, inserimento lavorativo, soluzioni abitative e la possibilità di secretare gli atti relativi alle misure di tutela oltre che, se necessario, il cambio di generalità. Nella norma anche l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico presso il ministero della Giustizia e il rafforzamento del ruolo dei servizi sociali minorili e della rete territoriale; sono inoltre dettate le modalità di modifica, sospensione e revoca delle misure da parte del tribunale per i minorenni.
Imperativo categorico al quale si è ispirato il legislatore è l’interesse superiore del minore in linea con i parametri della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. E proprio in quest’ottica, è stabilito che le misure possono essere applicate, oltre che ai giovani adulti già entrati da minori nel raggio d’azione della tutela, anche ai genitori e agli altri adulti di riferimento che intendono seguire il minore nel cammino di “affrancamento”.
Una rete anche per minori e genitori indagati o condannati
Una rete di protezione destinata ai figli di persone indagate, imputate o condannate per i delitti di associazione a delinquere, associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o per i delitti aggravati dal metodo mafioso, nel caso in cui siano già stati adottati provvedimenti che limitano la responsabilità genitoriale o altri interventi di supporto educativo. La legge riguarda anche i minorenni indagati, imputati o condannati per gli stessi reati che vogliono uscire dal circuito delinquenziale e i minori vittime di atti di violenza o intimidazione da parte della criminalità organizzata. «Liberi di scegliere», a differenza delle norme sulla protezione per i collaboratori e i testimoni di giustizia, non condiziona l’accesso alle garanzie a una collaborazione del minore rispetto ai reati. Unico requisito: la voglia di cambiare strada.
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