Liberi dalla schiavitù del peccato

Una cattedrale stracolma di fedeli, il suggestivo rito della “Luce che squarcia le tenebre” e un messaggio chiaro, diretto, capace di parlare al cuore di ognuno. Sabato Santo 4 aprile, monsignor Felice Accrocca ha presieduto la sua prima Veglia pasquale da vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, davanti a una comunità che ha voluto essergli vicina in questa solenne ricorrenza.
“La Pasqua è il passaggio dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio. Possa davvero ognuno di noi fare esperienza di liberazione, esperienza di una libertà riconquistata”. Con queste parole il nuovo vescovo ha aperto l’omelia, riportando l’attenzione dei presenti sul senso più profondo della notte più santa dell’anno.
Prendendo spunto dal libro dell’Esodo e dal passaggio del Mar Rosso, Accrocca ha descritto la condizione di chi si sente “stretto davanti e dietro da problemi più grandi di sé”. Un’immagine potente, che il presule ha voluto calare nella vita quotidiana: “Può accadere all’adolescente con i problemi affettivi o scolastici, al padre di famiglia che rischia il lavoro, a chiunque si senta oppresso da situazioni senza via d’uscita”.
“Eppure – ha aggiunto – l’Angelo del Signore passa da davanti a dietro. Non è più Israele a combattere, ma il Signore stesso. In quel momento la situazione si rovescia”. Un invito a riconoscere, nella propria esistenza, quei “passaggi” in cui Dio è intervenuto per “ripescarci dal fondo e riportarci a galla”.
Il vescovo non ha usato mezzi termini nel parlare del peccato, paragonandolo a una dipendenza: “Come l’alcol, le sostanze tossiche, persino il telefonino. Una schiavitù da cui si vorrebbe uscire, ma non ci si riesce. Solo l’incontro con Cristo può liberarci dal profondo”.
Ma per fare Pasqua, ha spiegato, “bisogna avere il coraggio di morire a noi stessi, di morire al peccato”. E ha aggiunto: “Ogni scelta nella vita è una morte, una rinuncia per qualcosa di più grande. Lo vede lo studente che vuole una bella pagella, l’atleta che sogna di diventare campione, il musicista che passa ore a fare esercizi. Oggi invece si vorrebbe tutto, subito e senza sforzo. È un inganno”.
Il momento più atteso della Veglia è stato l’amministrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana a sette catecumeni, giunti al termine di un cammino di due anni. Tra loro una famiglia di origine albanese (genitori e due figli), una coppia americana da oltre vent’anni residente in Italia e un giovane assisano di origini tedesche.
Proprio loro, pochi giorni prima, avevano avuto modo di conoscere il nuovo vescovo e di raccontargli “la gioia di entrare nella Chiesa cristiana”. Un’emozione che si è riverberata su tutta l’assemblea, mentre Accrocca impartiva il Battesimo, la Cresima e la Prima Eucaristia.
Al termine della celebrazione, il parroco don Alessandro Picchiarelli ha voluto ringraziare pubblicamente monsignor Accrocca “per la sua familiarità”, sottolineando il clima di vicinanza e dialogo instaurato in pochissimo tempo con la comunità.
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