«L’esclusione di Pesaro dal press tour di giornalisti e influencer del Nord Europa un chiaro segnale politico». Commissione cultura, la maggioranza attacca la Regione

PESARO Non una semplice dimenticanza, ma un’esclusione che la maggioranza pesarese legge come un segnale politico. Il press tour organizzato da Regione Marche e Atim per promuovere il territorio con giornalisti e influencer del Nord Europa continua a far discutere: dopo la presa di posizione del vicesindaco Daniele Vimini, anche i consiglieri comunali di maggioranza della Commissione Cultura e Turismo fanno quadrato.
Con loro anche il sindaco Andrea Biancani e il consigliere del M5s Lorenzo Lugli. Il messaggio è netto: lasciare fuori Pesaro, città di Rossini, del Rof e già Capitale italiana della cultura, significa indebolire la promozione dell’intera regione. Evelina Anniballi, Simonetta Drago, Anna Maria Mattioli, Lorenzo Montesi e Tomas Nobili parlano di una scelta difficile da spiegare. «Sarebbe stato naturale e scontato che Pesaro rientrasse nel press tour di promozione turistica organizzato dal presidente Francesco Acquaroli e da Atim», affermano i consiglieri, ricordando che l’iniziativa punta a valorizzare le eccellenze marchigiane agli occhi di promoter e influencer del Nord Europa.
Gli interrogativi
«La città natale di Gioachino Rossini, seconda delle Marche, è stata invece clamorosamente esclusa». Da qui gli interrogativi: «Restano ignoti i criteri con cui sono state selezionate le destinazioni» e quindi, «scelta deliberata, dimenticanza o sgarbo istituzionale?». Lecito chiedersi, secondo i consiglieri, quali logiche abbiano guidato Atim, «ente pubblico finanziato con risorse dei cittadini marchigiani». La maggioranza ricorda ciò che Pesaro rappresenta sul piano culturale e turistico. «Come ricordato dal presidente Sergio Mattarella, la cultura è conoscenza. E Pesaro da sempre ne offre con generosità» e citano il Teatro Rossini, il Museo Nazionale Rossini, Palazzo Ducale, Rocca Costanza, Villa Miralfiore e Villa Imperiale, oltre ai Musei Civici con la Pala del Bellini e le collezioni ceramiche Molaroni e Mengaroni. Richiamano poi il valore internazionale del Rof, dell’Accademia rossiniana “Alberto Zedda” e del Conservatorio Rossini. Sottolineano il ruolo di Capitale italiana della cultura 2024, di Città Creativa della Musica Unesco dal 2017 e Città della Bicicletta grazie agli oltre cento chilometri di piste ciclabili. Completano il quadro la Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro, il litorale, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, il Pesaro Music Awards, il Parco naturale del Monte San Bartolo e l’offerta enogastronomica. Si tratterebbe di «un ulteriore segnale di disattenzione istituzionale» dopo che la Regione aveva respinto l’etichetta di “AntiPesaro”.
Sulla stessa linea il sindaco Andrea Biancani: «Anche questa volta la Regione dimostra di non avere una visione regionale», scrive in post sulla sua sua pagina definendo «incomprensibile» l’esclusione di Pesaro. Per Biancani si continuano a portare avanti «logiche vecchie e di basso livello», mentre la città continuerà «a creare e a cercare relazioni con tutto il territorio senza fare differenze o mettere davanti gli interessi politici o di partito». Il sindaco chiude insistendo sulla necessità di fare squadra: «Uniti si vince, divisi non si va da nessuna parte, soprattutto su un comparto complesso come quello del turismo». Poi l’appello alla Regione: «Fare a meno di Pesaro, vuol dire scegliere di non valorizzare l’intero territorio. Pronti a collaborare alle prossime iniziative di Atim. Mi auguro che la Regione riveda la scelta».




