Legge elettorale, Schlein attacca: “Emergenza è la sanità ma la priorità di Meloni è il Colle”
Il Pd alza le barricate contro il Melonellum, la nuova legge elettorale voluta dalla maggioranza. I dem incalzano il governo: si occupano della riforma del sistema di voto, anziché dare priorità ai problemi reali del Paese, a partire dalla emergenza sanità.

Prima una batteria di dichiarazioni degli esponenti Pd, poi l’affondo della segretaria Elly Schlein. “In un Paese in cui mancano 70.000 infermieri, in un Paese in cui una lista d’attesa per una gastroscopia può arrivare ad un anno e mezzo, la priorità di Giorgia Meloni è la legge elettorale, è il potere, è il Quirinale. Ecco, vorrei che si mettessero finalmente a occuparsi dei veri problemi degli italiani, anziché tenere in ostaggio le istituzioni e il Parlamento per curarsi dei problemi loro”.


Interviene anche il presidente M5S Giuseppe Conte: “Le forze di opposizione hanno convenuto di fare una opposizione congiunta con emendamenti soppressivi e, per quanto ci riguarda, con una alternativa alla loro proposta, che nasconde un premierato. Dobbiamo contrastare tutti ed essere pronti al ricorso alla corte costituzionale”.
Le barricate dem
“Mentre milioni di italiani attendono mesi, se non anni, per una visita o un esame, la destra sceglie di concentrare il dibattito politico su una nuova legge elettorale”. Così in una nota Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Partito democratico. “I dati diffusi dall’Istat – continua – fotografano una situazione drammatica. Di fronte a numeri così impietosi ci si aspetterebbe un governo impegnato a ridurre le liste d’attesa, rafforzare il personale sanitario e garantire il diritto alla salute. Invece, l’attenzione delle italiane e degli italiani viene spostato sulle regole del voto, come se questa fosse la priorità del paese”.
“Meloni che fa? Che fa di fronte al caro bollette? Che fa di fronte al fatto che tanta parte della popolazione non arriva alla fine del mese? Scopre una nuova priorità: la legge elettorale”, osserva il senatore Alessandro Alfieri, responsabile riforme nella segreteria nazionale del Pd, che conclude: “Da approvare in fretta e furia, probabilmente con la fiducia. Perché ha paura di perdere le prossime politiche”.
“Questa legge elettorale serve soltanto alla maggioranza e a Giorgia Meloni. Non hanno avuto il coraggio di portare avanti il premierato perché erano consapevoli che i cittadini l’avrebbero bocciato e ora tentano di raggiungere lo stesso obiettivo attraverso una legge ordinaria, modificando la legge elettorale”. Lo afferma la capogruppo dem in Commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè.
Per Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale Pd ed europarlamentare “la sanità affonda, e il governo pensa solo a conservare il potere. Giorgia Meloni sceglie di dare la priorità alla legge elettorale. È questo il suo patriottismo? Pensare alle regole per restare al potere invece che occuparsi del diritto alla salute degli italiani?”. Osserva la responsabile scuola del Pd, Irene Manzi: “Il governo Meloni ha fretta. Fretta di cambiare le regole elettorali, di blindare i propri equilibri di potere. Ma su una delle urgenze più sentite dal Paese, la sanità pubblica, quella stessa fretta è inspiegabilmente sparita”.
E la capogruppo Pd in commissione Affari sociali Ilenia Malavasi rincara: “Mentre la presidente Meloni è concentrata sul suo ‘Melonellum’, milioni di cittadini continuano a fare i conti con una sanità pubblica sempre più in difficoltà”. Chiosa Alfredo D’Attorre, componente della segreteria nazionale Pd: “La forzatura che la destra sta compiendo con l’imposizione di una nuova assurda legge elettorale sarebbe stata grave in ogni contesto. Diventa incredibile sul finire di una legislatura in cui il governo più lungo e inutile della storia repubblicana non ha dato risposta a nessuno dei veri problemi dell’Italia, a partire da quello cruciale dello smantellamento della sanità pubblica Ieri la presidente Meloni ha poi definitivamente gettato la maschera. Gli italiani possono continuare ad aspettare per una visita di controllo, nel frattempo il governo si occupa di come salvare le poltrone e di come spianare la strada alla Meloni verso il Quirinale”.
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