Leclerc: “Terzo posto inaspettato, la nuova Ferrari va”. A Spa vince Piastri su Norris, Hamilton 7°
Di solito afferma: «Uno che fra le mani ha una Ferrari non può gioire per un podio. Vestiti di rosso, si esulta solo per una vittoria». Slogan ripetuto spesso e che appare in contrasto con il volto felice per il terzo posto conquistato a Spa. Non hanno invertito l’ordine dei gradini del podio, quello di Leclerc è il più basso. La gloria massima spetta a Piastri, lepre in pista e nella classifica iridata, ottavo centro in carriera, alla vigilia di Budapest, dove tutto un anno fa cominciò, 12 mesi in cui ha gettato la maschera, ha collezionato allori, rifilato colpi duri al compagno di squadra Norris (ieri il sorpasso al partner, a corsa appena iniziata, che gli ha regalato il successo è stato un capolavoro, manovra capace di annichilire in punti mitici come l’Eau Rouge, il Radillon e Les Combes) e dimostrato di essere il più degno a raccogliere l’eredità di Verstappen. E il monegasco non è neppure nella terra di mezzo, quella spetta al deluso Norris, pole buttata e poca voglia di festeggiare la doppietta McLaren.


Leclerc: “Il terzo posto è risultato inaspettato”
Leclerc è solo terzo, eppure stavolta si lascia andare, esulta volentieri, «perché il risultato è inaspettato, pensavamo di finire quarti», e poi perché non è cosa semplice resistere per quasi 300 chilometri agli assalti di un inviperito Verstappen, che aveva preparato una macchina per una pista fradicia e invece si è trovato di fronte un’insipida via di mezzo, incapace di esaltarlo, qualche pozzanghera e un po’ di umido, «perché i commissari di gara, quando pioveva per davvero, non ci hanno fatto partire, hanno voluto aspettare in maniera assurda e quando hanno dato il via libera ormai era tardi, tutto asciutto e la nostra tattica a rotoli».
Leclerc duro con l’ingegnere di pista
Imprecazioni dell’olandese, quarto, che nulla tolgono ai meriti di un ritemprato Leclerc, pronto a scommettere sulla seconda parte della stagione, «perché gli aggiornamenti che abbiamo portato in Belgio hanno funzionato e ora si può cominciare a mettere pressione alle McLaren». Evidentemente gli effetti della nuova sospensione posteriore gli sono piaciuti. Leclerc non è tipo da nascondere il malumore, se si vede decisamente indietro sulla performance. E non vuole dare troppo peso nemmeno agli stizziti colloqui via radio con il suo ingegnere di pista. Sabato gli aveva detto: «Mi chiedi sempre di sperimentare delle cose nuove, ma io più che continuare a provare, vorrei vincere qualche volta». Ieri nel finale, in piena lotta con Verstappen, un altro messaggio nervoso: «Lasciami in pace, per favore. Mi state dando troppe informazioni. Mantenete la calma e non preoccupatevi».
Leclerc si arrabbia con i box prima del podio su Verstappen: “Lasciatemi stare e mantenete la calma”


Hamilton all’altezza della sua fama
Non certo dialoghi ecumenici, ma spiega Leclerc: «Era il momento di massima pressione. Può capitare di parlare così nella concitazione». Nulla di grave. E chissà se diplomaticamente corretto da ieri potrà diventare anche Hamilton, finalmente degno della sua fama, anche se partendo dai box non poteva certo sperare in un miracolo. Ha chiuso settimo, ha sorpassato tanto, soprattutto all’inizio, quando le condizioni della pista erano critiche, asciutto, bagnato, umido, c’erano poche certezze e la migliore garanzia era la mano del pilota. Lui, ferito nell’orgoglio dopo aver chiesto scusa per tutto il weekend, ha dimostrato di possederne una ancora buona, prima di bloccarsi dietro ad Albon. A fine gara pure lui era contento: «Mi spiace per quello che ho combinato e per i tifosi voglio dare il massimo». Intanto cominciare con un podio (mai visto in questa stagione) non sarebbe male.
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