Lecce-Genoa, De Rossi: “Partita delicatissima, ancora non abbiamo fatto niente”

Genova. Domenica 1 novembre il Genoa sarà impegnato nella trasferta di Lecce per quella che mister De Rossi, in conferenza, definisce una partita delicatissima. Il Genoa arriva dalla bellissima prestazione contro la Juventus che è valsa tre punti.
“Ho visto squadre retrocedere con dieci punti in classifica. Non abbiamo fatto nulla, ma qualcosa abbiamo fatto. Abbiamo messo un pochino a posto le cose, ripreso un po’ una direzione di prestazioni, atmosfera e punti un po’ più consona. Questo non ci farà sentire sazi, questi giocatori sanno tenere la barra dritta sempre e non ho dubbi. Affronteremo una squadra che sta lì con noi, quindi sarà una sfida delicatissima. Ma non credo ci sia il rischio che potremmo sottovalutarla”, afferma Daniele De Rossi.
Il tecnico torna a parlare della sfida contro i bianconeri: “Mi è piaciuto di più che siamo stati squadra per 90′, nelle varie fasi che la partita ci ha portato ad affrontare. Sia quando siamo stati molto intensi, sia nelle pressioni che nell’attacco dello spazio, anche nel dominio di questo attacco dello spazio. Forse con un pizzico di lucidità in più potevamo veramente allargare il risultato. Mi è piaciuto anche il fatto che nel secondo tempo, anche nel blocco basso, siamo stati molto ordinati, ci siamo sacrificati. A differenza del Venezia non ci siamo limitati a fare solo blocco basso, ma siamo ripartiti e intanto abbiamo tirato su la pressione, anche per poter avere un po’ più di respiro. Secondo me quella è stata la chiave”.
“Poi le prestazioni individuali sono state molto buone, al di sopra di quello che avevano fatto finora. Non mi piacciono gli allenatori che vincono e si lamentano sempre per far vedere che sono quelli che vogliono la perfezione. Vincere 2-0 in casa contro una squadra come la Juve è bene che l’allenatore faccia i complimenti ai suoi giocatori e li ringrazi per la prestazione e l’impegno che hanno profuso. Forse potevamo sfruttare meglio qualche contropiede e fare gol, ma proprio per andare a cercare il pelo nell’uovo, perché sono soddisfattissimo della partita che hanno fatto i ragazzi”, spiega.
Adesso il prossimo fatto è cercare di fare punti anche in trasferta? Che non sono mai arrivati. “Io penso che l’approccio deve essere quello di continuare a fare prestazioni buone, in casa o in trasferta cambia poco. Attraverso le prestazioni buone verranno fuori i punti che dobbiamo fare. Abbiamo giocato contro Lazio e Roma che sono due squadre che stanno andando fortissimo. Poi c’è quel neo di Parma, che è una partita che, secondo me, pur non essendo stata la nostra partita più brillante, se la rigiocassimo in stessa maniera non la perderemmo mai. È uno stimolo in più, qualcosa da andare a trovare, una piccola macchietta da cancellare. Zero punti di trasferta non è bello ed è una motivazione in più per la nostra partita, anche se poi la motivazione più grande per noi sono la nostra classifica e il nostro futuro”.
Il tecnico poi parla degli avversari di domenica: “Hanno fatto 9 partite e hanno 9 punti ed è un rendimento molto costante, è un punto a partita come media molto semplice da calcolare. Hanno fatto delle ottime vittorie, poi qualche battuto d’arresto. È una squadra che come noi in casa ha un fortino dal quale tirano fuori sempre i punti che gli servono per salvarsi. Sono tanti anni di seguito che si salvano e in passato non gli era mai successo di salvarsi tutti questi anni di seguito in Serie A, quindi vuol dire che hanno cambiato qualcosa, stanno facendo bene. C’è un allenatore che conosco e che stimo molto. Il Lecce ha giocatori fisici, giovani, molto forti sui calci piazzati, ma anche con degli esterni abili nell’uno contro uno. Un portiere tra i più forti che ci sono in Serie A, secondo me”.
“Quindi sarà una partita difficile ed è uno scontro diretto, anche se manca tantissimo alla fine – prosegue -. Comunque quando ti trovi lì lo senti quel peso in più dello scontro diretto. Ci arriviamo con due risultati opposti, ma l’umore non deve essere uno svantaggio per noi. Non dobbiamo andare lì rilassati, ma dobbiamo avere con il loro stesso senso di concentrazione e attenzione perché è una partita molto importante. E soprattutto perché a tornare molto in basso in classifica, come ci abbiamo messo tre partite per tirarci fuori, con tre partite stai di nuovo in mezzo alla mischia. Anzi, ci siamo ancora, con tre partite sei agli ultimi posti”.
De Rossi poi parla di quanto sia importante avere tutti a disposizione dato le tantissime partite ancora da giocare: “E’ fondamentale, è tutto avere a disposizione la rosa completa. La sensazione che si è avuta guardando la partita nostra è che fisicamente stavamo benissimo. Due giorni prima si parlava di Genoa al secondo tempo che è scoppiato, che fisicamente sta malissimo. Stessa cosa con la Fiorentina. Si contestava anche la preparazione. Non è che in due giorni cambi la preparazione, non è che c’è questo cambio di condizione in così poco tempo. Abbiamo recuperato giocatori importanti, abbiamo recuperato giocatori di gamba che ci permettono anche di mettere giocatori di qualità all’inizio. Noi ci siamo trovati a dover anche gestire i minutaggi, sapevamo che inizialmente Traoré non poteva fare più di tanti minuti così come El Shaarawy e Messias e ci trovavamo a metterli nel secondo tempo”.
“Tutti questi giocatori che erano in condizioni così e così entravano tutti quanti nello stesso momento. Questo poteva essere un motivo in più per cui nel secondo tempo eravamo un po’ meno prestanti. Questi giocatori stanno prendendo condizione ora li possiamo mettere dal primo minuto e mescolare ad altri giocatori più fisici e quando vai a fare i cambi entra gente pimpante. Fermo restando che poi abbiamo messo gente che si è preparata dall’inizio con noi, tipo Vitinha che l’ho citato dopo la partita perché è uno che si allena sempre a mille e la condizione si vede. Secondo me anche la testa incide un pochino, perché a volte le gambe vanno un po’ piano anche per la paura, perché quando sei a un punto un pochino ti tremano. Non è stato il nostro caso perché la partita che abbiamo giocato, secondo me, meglio dal punto di vista calcistico è stata quella contro la Fiorentina. Nel primo tempo contro di loro ho visto cose buone e lì abbiamo iniziato essendo ultimi o penultimi. Ma è tutto un insieme di cose. Sicuramente la condizione fisica la migliori grazie a giocatori fisici che puoi mettere in campo”, aggiunge.
Arriva la terza partita in otto giorni, forse ci sarà un po’ di turnover soprattutto per quelli impiegati di più come Vasquez, Ostigard o Osmajic. “Loro hanno avuto anche meno vacanze degli altri perché comunque vanno sempre in Nazionale. Johan addirittura un discorso un po’ più particolare perché va dall’altra parte del mondo e quindi assolutamente loro avranno un po’ di riposo lunedì e martedì. Gli diamo due giorni liberi, rispetto agli altri che ne avranno uno solo, ma tutti e tre giocheranno dall’inizio”.
De Rossi poi si sofferma sulla possibilità di giocare in maniera più offensiva e con la difesa a tre: “Abbiamo pensato di costruire questa squadra per giocare a tre, ma per giocare con degli esterni offensivi. Questa era proprio l’idea di partenza. Fra otto giorni poi ne parleremo, giocheremo contro il Milan, che è una squadra che è costruita in maniera molto simile a quella che pensavo io, ossia con Moreira che gioca a volte esterno del centrocampo e giocatori molto offensivi anche in quei posti dove noi immaginiamo dei quinti, come ex terzini. Questa era la mia idea. Le partite con la Juventus e con la Fiorentina sono importanti perché dimostrano anche un po’ alla gente fuori, ma soprattutto ai miei ragazzi, che si può giocare bene a tre, che si può attaccare forte a tre, che si può giocare bene a quattro, si può attaccare forte a quattro, si può tenere gente aperta difendendo a tre e si può tenere gente aperta giocando 4-3-3 normale con gli esterni in ampiezza. È solo l’atteggiamento e dopo le situazioni che troviamo noi in campo a determinare come giochiamo. E soprattutto questa squadra come pressa, poi gioca. Se pressa bene, se pressa forte, gioca bene. Nel primo tempo con il Napoli li abbiamo pressati benissimo e non sono mai usciti dalla metà campo. Abbiamo smesso di pressarli, è cambiato completamente il ritmo ed è cambiato il tenore della partita”.
“Non vedo Baldanzi come quinto di centrocampo – sottolinea – lui può giocare dappertutto, perché è un giocatore intelligente che trova le soluzioni giuste. Diciamo che il quinto è quello che poi si abbassa anche a fare il terzino e, secondo me, sarebbe un po’ sprecato. Potrebbe incontrare davanti a lui sempre giocatori di grande spinta e metterlo in difficoltà. Può giocare aperto come esterno offensivo, anche se pure lì secondo me non esprime il massimo delle sue qualità. È un giocatore che il meglio lo dà se gioca tra le linee, se gioca dentro al campo. La partita dell’altra sera è stata bella perché gli abbiamo dato tante responsabilità nel pre-gara”.
“Abbiamo preparato la partita, la strategia era stata “diamola a lui”. Lui si è preso tutte le responsabilità, ha corso come un assatanato ed è importante che i nostri giocatori di qualità facciano una fase difensiva importante – afferma -. Dopodiché è stato decisivo quando è andato dentro l’aria, che era quello che gli era mancato. A volte anche per sfortuna perché gli hanno dato fuori gioco per un centimetro col Frosinone, ha fatto un miracolo il portiere sempre del Frosinone. A volte sono periodi in cui la palla sbatte sul difensore della Juve, va dentro, e quindi questo gli dà assolutamente fiducia. Ora vediamo come sta, perché ha fatto una partita di grande dispendio di energia, ma per me lui è un titolare del Genoa a occhi chiusi. È una delle prime maglie che do. In questo senso aver recuperato Traoré, aver dato un po’ di minuti in più anche ad Alex Amorim, ci darà una mano grande. Tanti giocatori offensivi sbocciano non a caso nel momento in cui Traoré prende un po’ di condizione e si mette a giocare lì e ci fa uscire la palla un po’ più pulita”.
Sulle condizioni di Ellertsson: “Non è niente di grave, perché diceva che sentiva meno dolore, quindi non è un infortunio che lo porterà fuori dai campi per tanto tempo. Vediamo. Oggi farà poco, domani farà un po’ di più, capiremo un po’ come sta, ma c’è poco tempo. Domani devo preparare la gara, devo dare delle indicazioni e averlo da una parte, averlo da un’altra parte o non averlo, per noi cambia”.
E infine su quelle di Havel: “Non so quando lo rivedremo in campo e mi dispiace – aggiunge -è un ragazzo che aveva iniziato a trovarsi in condizione. Aveva fatto quel gol in Coppa Italia che lo aveva fatto sentire un po’ più a casa. Ha delle caratteristiche particolari, ha un attacco di profondità simile a quello di Osmajic, ha un passo simile, è bravo in area. Deve lavorare sul controllo di palla, sulla gestione, ma è un giocatore da costruire, da migliorare, con grande potenzialità. Ha perso un bello spicchio di campionato, ma è giovane, non c’è fretta. Appena rientrerà saremo i primi ad abbracciarlo perché è un giocatore importante. Per adesso ancora continua ad allenarsi a parte, corre a parte sul campo. Credo che non manchi tanto”.
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