Cultura

le sue canzoni approdano in teatro e diventano sceneggiature

Le canzoni di Lucio Dalla approdano in teatro. Il 13 agosto, nell’ambito della rassegna Sanremo Summer Symphony, debutterà in prima assoluta “Tra il mare e le stelle”, un nuovo spettacolo che intreccia musica, narrazione e teatro con l’obiettivo di raccontare l’uomo dietro l’artista, evitando la formula del semplice concerto-tributo.
Ospitato nell’Auditorium Franco Alfano, lo spettacolo vedrà sul palco l’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta da Giancarlo De Lorenzo, con arrangiamenti di Valter Sivilotti, le voci di Gabriella Martinelli e Peppe Voltarelli, i testi di Davide Mancini e Marco Alemanno e la regia dello stesso Alemanno, storico collaboratore di Dalla negli ultimi nove anni della sua vita.

L’idea alla base del progetto è quella di esplorare il lato più intimo del cantautore bolognese, concentrandosi non tanto sulla cronologia della sua carriera quanto sul suo sguardo infantile e sulla straordinaria capacità di trasformare la realtà in immaginazione.
“Per anni ho rifiutato l’idea di aggiungere un altro tributo dedicato a Lucio”, racconta Alemanno. “Quando Davide Mancini mi ha parlato del progetto, però, mi ha colpito il desiderio di raccontare il bambino che Lucio è rimasto fino all’ultimo, con le sue manie, le sue fragilità e la sua inesauribile fantasia”.
Da questa intuizione nasce una drammaturgia costruita come una sceneggiatura cinematografica, fatta di continui salti temporali, ricordi e rimandi, in cui le canzoni dialogano con i racconti per comporre un ritratto sfaccettato dell’artista.

Davide Mancini, attore visto recentemente nella serie “Portobello” di Marco Bellocchio, interpreta il racconto senza cercare di imitare Dalla. “Non volevo scimmiottarlo. Ho cercato di far emergere la sua anima attraverso il mio corpo e la mia voce. Più Marco mi raccontava episodi della sua vita con Lucio, più mi rendevo conto che le sue domande diventavano anche le mie”, ha raccontato ad Avvenire.
Il rapporto tra Alemanno e Dalla ha rappresentato il cuore del lavoro creativo. Il regista ha messo a disposizione ricordi personali e una conoscenza diretta del modo in cui il cantautore concepiva musica e teatro. “Lucio considerava le canzoni delle piccole sceneggiature. Nei concerti desiderava sempre inserire elementi teatrali che ampliassero il racconto musicale, e abbiamo cercato di restare fedeli a quello spirito”.

La scaletta alterna grandi classici come “4 marzo 1943”, “Cara” e “Futura” a brani meno eseguiti, tra cui “Le rondini” ed “Enna”, accompagnando il pubblico attraverso le diverse stagioni artistiche del musicista. Accanto alla musica trovano spazio anche gli episodi che hanno segnato il suo percorso creativo: gli incontri con Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini, il sodalizio con Roberto Roversi e la crisi che seguì la loro separazione, culminata nella nascita di “Come è profondo il mare“, primo album con testi interamente firmati da Dalla.
Lo spettacolo mette inoltre in luce le numerose influenze culturali che attraversavano la sua opera. Secondo Alemanno, in “L’ultima luna” si possono cogliere richiami al cinema di Stanley Kubrick, mentre “L’anno che verrà” contiene echi dello scrittore svizzero Robert Walser, testimonianza di un artista capace di assorbire continuamente letteratura, poesia e cinema per trasformarli in canzoni”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »