Lazio

Le pietre del mondo non sono invincibili

Nella penombra della Basilica Vaticana, squarciata solo dal tremolio di migliaia di fiammelle, Papa Leone XIV ha presieduto la sua prima Veglia Pasquale.

Un rito millenario, iniziato nell’atrio della Basilica con la benedizione del fuoco nuovo, che ha segnato il culmine del Triduo Pasquale e l’inizio del ministero del nuovo Pontefice nel cuore della cristianità.

Il rito della Luce: «Uniti contro le tenebre»

Dopo la solenne processione verso l’Altare della Cattedra e il canto dell’Exsultet, il Papa ha riflettuto sul simbolismo del cero pasquale.

«Da quest’unico cero tutti abbiamo acceso i nostri lumi», ha osservato Leone XIV. «È il segno della luce pasquale che ci unisce nella Chiesa come lampade per il mondo. Questa notte dissipa l’odio, piega la durezza dei potenti e promuove la pace».

AP Photo Andrew Medichini

Le “pietre” del nostro tempo

Il cuore dell’omelia è stato dedicato a una metafora potente: le pietre che, ancora oggi, chiudono i “sepolcri” dell’umanità. Pietre che il Pontefice ha voluto chiamare per nome, distinguendo tra quelle interiori e quelle sociali:

Le pietre del cuore: Sfiducia, paura, egoismo e rancore.

Le pietre del mondo: Guerra, ingiustizia e la chiusura tra popoli e nazioni.

«Spesso queste pietre sono così pesanti e ben vigilate da sembrare inamovibili», ha denunciato il Papa, riferendosi chiaramente alle crisi internazionali e ai conflitti che insanguinano il pianeta.

L’appello: «Non lasciatevi paralizzare»

Leone XIV ha poi esortato i fedeli a non cedere allo sconforto, citando l’esempio di uomini e donne che, nel corso dei secoli, hanno avuto il coraggio di “rotolare via” quegli ostacoli, a volte a costo della vita. «Non sono personaggi irraggiungibili, ma persone come noi che, forti della grazia del Risorto, hanno agito con l’energia ricevuta da Dio».

Il monito finale è stato un invito all’azione e all’impegno civile e spirituale: «Facciamo nostro il loro impegno, perché ovunque nel mondo crescano e fioriscano i doni pasquali della concordia e della pace».

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