Le Odissee di ieri e di oggi perché i miti non finiscono mai. Domani ultimo atto di MitiCu!, la rassegna di Locri sostenuta dal Gal
Salvino Nucera compone in greko, l’idioma di ceppo ellenico che in Calabria resiste ancora. A Locri i suoi versi sono stati pronunciati ad alta voce dall’Associazione ellenofona «Jalò tu Vua», prova sonora d’un rapporto con la Grecia mai interrotto. Il reading rientra nel cartellone della terza edizione di MitiCu! Festival del Mito e della Cultura Greca, sostenuto dal Gal Terre Locridee, che si concluderà domani.
Il tema che è stato scelto quest’anno è il mare, in tutte le sue declinazioni: rotta percorsa dagli uomini e dagli dei, frontiera politica, materia religiosa, questione filosofica. Ci sono le acque solcate da Odisseo e dagli Argonauti, con il loro corredo di tempeste, naufragi e approdi. C’è il Mediterraneo dei nostri giorni, dove pesano migrazioni, crisi climatiche e guerre, assieme alla domanda di nuove responsabilità.
Ad aprire è stata una prova corale che ha anticipato i temi dei giorni successivi. Per Classici Contro, Filippomaria Pontani e Silvia Bigai hanno lavorato con gli studenti del Polo Liceale di Locri su un montaggio di autori lontani fra loro: Alvaro accanto a Seferis, Omero accanto a Pasolini, Eschilo accanto a Seneca. Il percorso è partito dal vocabolario marino ed è arrivato alla «xenía», la pratica antica dell’ospitalità verso lo straniero, con Odisseo e Medea a fare da guida. Maddalena Giovannelli si è occupata poi delle Odissee di oggi, e allo stesso Pontani è spettata la lettura commentata di alcuni brani omerici.
Medea compare due volte. Gianfranco Adornato e Maurizio Paoletti ne ricostruiscono la vicenda storica e le raffigurazioni; i Sacchi di Sabbia l’hanno riportata in scena con le Argonautiche di Apollonio Rodio, con la regia di Giovanni Guerrieri e le interpretazione di Silvio Castiglioni, in un confronto con il grecista Francesco Morosi e Cristina Pace. Al Mediterraneo delle religioni antiche sono stati dedicati gli interventi di Antonella Bellantuono, Carmelo Nicolò Benvenuto, Francesco Massa e Arianna Rotondo. Il versante performativo si completa con Achille Fulfaro e il collettivo TRA.tTe, che firmano un laboratorio teatrale e lo spettacolo «Pangea – Quando arriva il mare».
La parte conclusiva guarda alla cronaca. Gabriele Montalbano, Vincenzo Romania e Vittorio Zito affrontano il fenomeno migratorio con gli strumenti della storia e della sociologia, fino a misurarsi con quanto accade nel territorio, in una discussione sull’accoglienza e sul rapporto con chi arriva da fuori. «Cutro, 94…and more» verrà presentato domani dal regista Angelo Resta assieme al professore dell’Unical Carlo Fanelli: racconta acque che restano via di passaggio, fonte di vita e scenario di lutti.
Il congedo spetterà infine a «Il risveglio della cicala», esito del progetto Risalat, dove due donne, una in Palestina e una in Italia, si scrivono e si riconoscono grazie a lettere che viaggiano da una sponda all’altra. Da Odisseo alle lettere del progetto Risalat sono passati quasi tremila anni, e il Mediterraneo continua a consegnare alle sue rive le stesse due cose: naufraghi e messaggi. A Locri si è cercato di leggerli insieme.
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