Le notti tropicali fanno male alla salute? Ecco i rischi e come affrontarle
L’estate del 2026 è iniziata con un nuovo record sul fronte del caldo. In un post su X, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha scritto che “l’Europa è il continente che si sta riscaldando più velocemente sulla Terra, con temperature doppie rispetto alla media globale”. Ha inoltre comunicato che oltre 1300 decessi in eccesso sono associabili a questo fenomeno. Preoccupa l’aumento delle notti tropicali, cioè le notti in cui la temperatura non scende sotto i 20 gradi centigradi. Il World Weather Attribution, un’ampia collaborazione accademica che studia l’impatto del cambiamento climatico sugli eventi meteorologici estremi, ha esaminato i dati termici delle notti in Europa e ha diffuso un allarme rivolto soprattutto alla popolazione anziana e a chi convive con malattie croniche. Sono vulnerabili anche i residenti in abitazioni prive di adeguati sistemi di raffreddamento e in città ricche di “isole di calore”, cioè con un microclima più caldo a causa della cementificazione e della riduzione del verde pubblico. La probabilità di notti molto calde è aumentata di oltre dieci volte in poco più di vent’anni in gran parte d’Europa.
Servono quindi soluzioni strutturali di salute pubblica e indicazioni chiare su come difendersi.
Cos’è esattamente la notte tropicale?
Per identificare una notte tropicale non basta trascorrere una di quelle notti in cui è difficile dormire senza sudare o svegliarsi riposati. Non è nemmeno necessario cambiare latitudine. L’espressione notte tropicale indica un fenomeno preciso che accade quando, dopo il tramonto, le temperature minime non scendono al di sotto dei 20 °C. E si sta verificando sempre più spesso anche in Europa.
Da qualche anno i bollettini meteo estivi forniscono anche l’Indice TR (da Tropical Night) per individuare il numero di notti calde nella stagione. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nel 2024 in Italia si è registrato un aumento di 25,2 notti tropicali rispetto alla media del trentennio 1991-2020, il valore più alto mai rilevato. Questo dato non riguarda solo il clima: uno studio condotto su undici città dell’Europa meridionale, tra cui Roma, ha rilevato un’associazione tra la durata delle notti calde e un aumento della mortalità. Un’ipotesi proposta dagli autori è che il corpo non riesca a recuperare adeguatamente dallo stress termico accumulato di giorno.
Cosa si intende per stress termico?
Chiamato anche stress da calore, è la condizione nella quale il corpo non riesce a regolare la propria temperatura a causa del troppo caldo. Un fenomeno simile, ma con meccanismi diversi, può manifestarsi anche in presenza di freddo intenso (ne avevamo parlato nella scheda “Alcune persone sono più freddolose di altre?”). Con il caldo, invece, occorre fare attenzione ai colpi di calore, che impediscono all’organismo di termoregolarsi, cioè di disperdere il calore accumulato.
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