Sicilia

Le cinque regole d’oro per prevenire i rischi

In Italia ogni anno circa 230 mila persone muoiono per infarto, scompenso e ictus, e spesso queste morti si verificano prima dei 70 anni di età. Ma in molti casi possono essere evitate seguendo semplici regole, in primis smettendo di fumare. Già dopo un anno dall’abbandono del fumo, infatti, il rischio si dimezza. Lo ricordano i cardiologi in vista della Giornata Mondiale del Cuore, che si celebra oggi, 29 settembre. Le malattie cardiovascolari sono ancora oggi la prima causa di morte e di ricovero in Italia e nel mondo. Colpiscono milioni di persone in Italia, in particolare nella popolazione femminile: sono responsabili del 33% dei decessi tra le donne, rispetto al 28% tra gli uomini.
«Circa l’80% degli eventi cardiaci però – spiega Furio Colivicchi, presidente della Fondazione Anmco per il Tuo Cuore e direttore della Cardiologia dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma – può essere evitato modificando i principali fattori di rischio attraverso scelte quotidiane concrete e intervenendo, quando richiesto, con le terapie. Oggi disponiamo di farmaci straordinariamente efficaci in grado di azzerare fattori di rischio come il colesterolo cattivo e ipertensione». L’Italia vanta terapie post-evento molto efficaci che hanno portato a una netta riduzione della mortalità dopo l’infarto.

«La vera sfida – aggiunge Massimo Grimaldi, presidente dell’Anmco e direttore della Cardiologia dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti – è giocare d’anticipo: questo permette di trattare le malattie con maggior successo o, ancor meglio, prevenirne l’insorgenza». Per questo, fino al 4 ottobre, Fondazione Onda promuove la (H) Open Week sulle malattie cardiovascolari, quest’anno dedicata in particolare alle cardiomiopatie, condizioni che possono rimanere silenziose per anni e avere origine familiare.
Controllarsi con costanza rientra infatti nelle cinque regole diffuse dalla Fondazione per il Tuo Cuore dell’Anmco. Il primo dei consigli è abolire i prodotti a base di tabacco: il fumo accelera la formazione di placche nei vasi e aumenta la pressione e la frequenza cardiaca, quadruplicando il rischio di infarto. Un altro dei principali nemici delle arterie è sedentarietà: svolgere attività fisica regolare (150 minuti alla settimana di attività aerobica moderata), perché riduce la pressione arteriosa, migliora la sensibilità all’insulina e aiuta a controllare il peso corporeo.

Anche il cibo che assumiamo determina la salute dei nostri vasi sanguigni: sì alla dieta mediterranea e a limitare il sale a meno di 5 grammi al giorno. Centrale è poi monitorare costantemente i fattori di rischio come pressione, colesterolo e glicemia: molti fattori di rischio cardiovascolare non danno sintomi finché non è troppo tardi. Non sottovalutare, infine, lo screening di base con l’ettrocardiogramma a riposo.


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