Marche

«L’azione legale per il Covid center? Nessuna causa, è una mediazione». Il sindaco di Civitanova Ciarapica fa chiarezza dopo la lettera alla Regione


CIVITANOVA «Basta speculare politicamente su una struttura che ha salvato tante vite». Fabrizio Ciarapica interviene sulla questione della ex Fiera che ancora deve essere liberata dai moduli e dagli impianti allestiti per diventare Covid hospital. 

 

La decisione

Nei giorni scorsi il Comune ha incaricato un avvocato per seguire il caso in fase giudiziale e stragiudiziale. Inviata una lettera alla Regione per la restituzione dei locali. Azione che, per Giulio Silenzi (Pd) è partita solo quando è stato ventilato un ricorso alla Corte dei Conti. «Non è così – risponde il sindaco – parliamo di un iter normale in questi casi è che viene attivato non dalle parti politiche ma da quelle tecniche, quindi dirigenti e funzionari comunali e regionali». Il primo cittadino non nega che la fase di ripristino dei locali alla funzione originaria «sia durata più di quanto ci si aspettasse», ma nega responsabilità o, peggio, la volontà dell’amministrazione comunale di procrastinare la questione. «Non si può parlare di un ritardo di quattro anni – dice il sindaco – perché la pandemia, come tutti ricordano, è stata caratterizzata da diverse ondate. Il Covid hospital è stato chiuso nel giugno del 2021 ma l’Asur e la Regione hanno voluto mantenere attiva la struttura in maniera cautelativa. Tutti ricordano l’aumento dei casi che c’è stato anche nel 2022 con tante limitazioni. Fortunatamente non si è resa necessaria la riapertura dei posti di terapia intensiva ma per diverso tempo, secondo me giustamente, gli enti competenti nella sanità hanno voluto lasciare quei posti a disposizione e pronti ad ogni evenienza». Poi però, successivamente, l’allora assessore regionale Filippo Saltamartini ventilò l’ipotesi di lasciare come destinazione d’uso della fiera quello sanitario, per un polo di eccellenza o per un centro Alzheimer. Ed è trascorso un altro anno almeno. «Ma il Comune non è stato mai dormiente – ribatte Ciarapica –, c’è stata sempre una costante interlocuzione, tenendo ben presente quelli che erano i termini del contratto che prevedeva la restituzione al Comune. La precedente giunta regionale aveva proposto questa ipotesi sanitaria per la Fiera, poi si è arrivati alla conclusione che l’ipotesi non era percorribile».

 

La situazione

Ciarapica evidenzia un aspetto: «Nel frattempo si è arrivati alle elezioni, al cambio della giunta regionale e anche a sostituzioni nella macchina amministrativa della Regione. È vero, questo ha determinato l’allungamento dei tempi. Ma il Comune ha fatto quel che doveva, con comunicazioni ufficiose e ufficiali. Abbiamo scritto, la Regione non ha risposto, questo determina automaticamente l’iter attuale: non c’è nessuna causa, non c’è alcun contenzioso ma una mediazione. È la prassi innescata dal tecnici, non dai politici. Sono gli uffici che interloquiscono. La nomina di un legale è stata richiesta e accolta dalla giunta perché è così che funziona».




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