Trentino Alto Adige/Suedtirol

LAV: la sterilizzazione delle nutrie è un’alternativa più valida dell’abbattimento – Cronaca



BOLZANO. L’uccisione delle nutrie in Alto Adige non sta risolvendo il problema della specie invasiva, secondo la LAV (Lega Anti-Vivisezione). Nonostante l’uso di gabbie e trappole per catturare gli esemplari e l’autorizzazione di cacciatori a sopprimere le nutrie nell’ambito dei piani di contenimento, la popolazione di questi roditori continua a crescere. La Provincia di Bolzano ha incaricato i cacciatori di abbattere gli esemplari della specie, ma le politiche di abbattimento non sembrano efficaci. Nonostante anni di interventi, la popolazione di nutrie in Italia è in costante aumento, con milioni di esemplari in particolare nella Pianura Padana. In Lombardia si stima che vi siano oltre 2 milioni di nutrie, e anche in Veneto i numeri sono preoccupanti.
 

L’uso di armi da fuoco per l’abbattimento delle nutrie comporta anche rischi per la sicurezza pubblica, poiché molte aree abitate dalla specie sono vicino a piste ciclabili, sentieri e strade molto frequentate. L’uso delle armi in queste aree è quindi pericoloso per le persone.
 

La LAV sottolinea che è necessario un cambio di strategia, favorendo metodi ecologici e non cruenti come l’uso dei predatori naturali. La volpe, che svolge un ruolo importante nel controllo delle nutrie, è fortemente perseguitata in Alto Adige, dove ogni anno vengono abbattute circa 2.500–2.600 volpi. In alternativa, la sterilizzazione delle nutrie, già sperimentata con successo in Lombardia, è una soluzione efficace: riduce la natalità e stabilizza la popolazione senza necessità di abbattimenti.




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