Trentino Alto Adige/Suedtirol

L’allarme: abuso dei social per 9 giovani altoatesini su 10 – Bolzano



BOLZANO. Secondo i dati Istat, circa l’85% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni utilizza lo smartphone ogni giorno e oltre un quarto supera le 8 ore di utilizzo quotidiano. In Alto Adige va molto meglio ma l’attenzione deve restare alta. Lo dice uno studio rappresentativo condotto in tutta la provincia dall’Istituto di medicina generale e Public Health di Bolzano. Intanto Marco Galateo – assessore alla Scuola in lingua italiana – sottolinea come nei mesi scorsi siano state date regole precise sui cellulari in classe. «Abbiamo dato indicazioni di non far usare agli studenti il telefonino durante le lezioni, se non per motivi pedagogici rilevanti mi rendo conto che non è facile gestire i ragazzi che lo portano a scuola. È compito dei dirigenti organizzarsi per evitare che lo utilizzino».

Pedevilla (Pediatri): «Divieto fino alla seconda Superiore»

«I media fanno parte della vita quotidiana, ma non sono fattore neutro. Il tempo trascorso davanti allo schermo, i contenuti e le modalità di utilizzo dei cellulari influenzano il sonno, l’attenzione, i modelli di movimento, le interazioni sociali e il benessere psichico». Lo dice Emanuela Pedevilla, segretaria Fimp Alto Adige a nome di tutti i Pediatri di famiglia della provincia di Bolzano. «Siamo molto preoccupati per l’impatto sulla salute causato dalla crescente distrazione dovuta all’uso incontrollato degli smartphone nella vita scolastica quotidiana. Numerose ricerche scientifiche dimostrano che i cellulari in classe compromettono il rendimento, riducono la concentrazione e indeboliscono l’interazione sociale. Proprio per questi motivi, noi pediatri e medici specializzati in medicina dell’adolescenza sosteniamo le linee guida nazionali e chiediamo, a tutela dei bambini e degli adolescenti, un rigoroso divieto di utilizzo dei cellulari durante le lezioni in tutte le scuole elementari e medie dell’Alto Adige, o meglio ancora, fino alla seconda classe delle scuole Superiori».

Più di 2 ore al giorno sui social per quasi 9 adolescenti su 10 

Verena Barbieri, responsabile dello studio e ricercatrice di Biostatistica dell’Istituto di Medicina Generale, spiega che dall’indagine è emerso che «quasi 9 adolescenti su 10 tra i 14 e i 17 anni trascorrono quotidianamente più di 2 ore sui social media». Instagram, TikTok, Snapchat, Facebook ecc. «Nella fascia tra 6 – 9 anni lo fa circa un bambino su 8». Più di 40.000 le famiglie invitate a partecipare alla rilevazione online ala quale hanno risposto i genitori di 5.800 giovani tra i 6 e i 17 anni e 1.600 adolescenti tra gli 11 e i 19 anni. C’è un nesso tra uso eccessivo dei dispositivi e salute mentaleL’uso eccessivo dei dispositivi può essere associato a fenomeni di ansia, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, confronto sociale continuo e più vulnerabilità emotiva. Per l’Associazione unitaria degli psicologi italiani (Aupi) «non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di riconoscere che l’esposizione costante a notifiche, social media e flussi informativi continui sta modificando il modo in cui i ragazzi sviluppano attenzione, relazioni e capacità di gestione delle emozioni».

Fondamentale la famiglia

L’Istituto altoatesino sottolinea come non sia soltanto la durata dell’esposizione a risultare determinante per il benessere dei giovani: «L’età, la coesione familiare e l’equilibrio psicologico rivestono un ruolo centrale». «Mentre i bambini tra i 6 e i 9 anni è bene che non trascorrano troppo tempo davanti allo schermo – riprende Barbieri – per i giovanissimi tra i 10 e i 13 anni vale quanto segue: né un uso eccessivo né uno troppo limitato degli schermi è importante – ciò che conta maggiormente è una relazione aperta e fondata sulla fiducia tra genitori e figli. Per gli adolescenti a partire dai 14 anni regole condivise sull’utilizzo degli schermi possono contribuire a migliorare la durata del sonno e a rafforzare il benessere psicologico».

Raccomandazioni dell’Istituto ai genitori per fasce d’età

Ma cosa possono fare in concreto le famiglie altoatesine per evitare l’uso problematico di Internet? Lo sintetizza l’Istituto in una breve guida.Bambini più piccoli (6-9 anni)«Introdurre regole chiare e adeguate all’età sul tempo di utilizzo dei social».Preadolescenti (10-13 anni)«Dare importanza al dialogo, più efficace del controllo. Chiedete a vostro figlio cosa lo preoccupa. Se è ansioso o problemi di altro tipo. Parlate».Adolescenti (14-17 anni)«Possono valere delle regole concordate insieme, ad esempio niente smartphone o tablet in camera da letto dopo le ore 22, per migliorare la durata del sonno». Ma non è facile che i ragazzi ascoltino, la cameretta è il loro mondo.




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