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La Ue alza i toni. Costa: no a interferenze americane nella politica europea

BRUXELLES – La retorica europea nei confronti dell’amministrazione Trump ha registrato un nuovo salto di qualità. La pubblicazione a Washington di una nuova Strategia di sicurezza nazionale, molto critica dell’Unione europea e dei suoi governi, ha provocato ieri la viva reazione di alcuni dirigenti comunitari. Le nuove tensioni transatlantiche giungono mentre i Ventisette stanno negoziando l’uso degli attivi russi per sostenere l’Ucraina nella sua guerra contro la Russia.

Parlando a Parigi, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha avuto parole dure nei confronti della Casa Bianca: «Non possiamo accettare la minaccia di interferenza nella vita politica europea. Gli Stati Uniti non possono sostituirsi ai cittadini europei nella scelta dei partiti buoni e di quelli cattivi». Intanto, da Berlino un portavoce del governo notava: «Consideriamo gli attacchi più un’ideologia che una strategia».

Nel documento pubblicato giovedì notte, l’amministrazione Trump prende di mira l’Europa e in particolare le istituzioni europee «che minano la libertà politica e la sovranità», nonché le politiche migratorie, «la censura della libertà di espressione e la repressione dell’opposizione politica, il crollo dei tassi di natalità e la perdita delle identità nazionali e della fiducia in se stessi».

Ha poi osservato il presidente Costa, che ha poi accolto a cena a Bruxelles il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: «Molti stanno dando priorità al tentativo di minare l’Europa, tanto che mi chiedo: se l’Europa non è forte, perché così tante persone si sforzano di minarla? La verità è che siamo forti». Ciò detto, «se vogliamo proteggerci non solo dai nostri avversari, ma anche dagli alleati che ci sfidano, dobbiamo rafforzare l’Europa».

Lo sguardo del presidente del Consiglio europeo è corso al completamento urgente del mercato unico, anche in campo finanziario, un obiettivo che diventa in questa fase storica volano economico e garanzia politica. In effetti, una maggiore competitività dell’economia rafforzerebbe il welfare state europeo così come, in ultima analisi, anche il peso politico dell’Unione.


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