Marche

«La Solgas è dei fermani, non della maggioranza. Quante perplessità sulla fusione» In assemblea pubblica Servire Fermo ribadisce: «Continueremo a vigilare»

Al centro, Saturnino Di Ruscio. Alla sua sin. Piegaetano Catalini

«Non piove sul bagnato! Ieri, nonostante la pioggia battente, Saturnino Di Ruscio ha fatto sold-out, la sede di Viale Trento del movimento Servire Fermo gremita fino alla strada. Da Fermo ma anche dal territorio, partecipatissimo l’incontro dibattito sull’”affaire” Solgas. Sono intervenuti anche i consiglieri comunali di altre forze di opposizione oltre a ex amministratori fermani, incluso il relatore di numerosi convegni su “caso Mattei”». E’ quanto si legge in una nota proprio del gruppo di opposizione “Servire Fermo” rappresentato, in Consiglio, proprio da Di Ruscio.

«La posizione di “Servire Fermo ” del resto è nota  visto che Di Ruscio per primo ha sollevato la questione anche prima e durante la  seduta consiliare chiamata a deliberare. Di Ruscio ha illustrato l’intera vicenda amministrativa elencando la copiosa serie di perplessità emerse, confortato dai rilievi di esperti da lui appositamente consultati, che dalla relazione del Collegio Sindacale Solgas taciuta in prima istanza al consiglio comunale in sede di deliberazione. Relazione richiesta poche ora prima del Consiglio dedicato ma pervenuta solo successivamente, il primo ottobre, e taciuta alle opposizioni conseguentemente costrette a formale accesso agli atti. Relazione del collegio sindacale censurata con formula di “segretezza” ai consiglieri malgrado dovesse essere a disposizione dei consiglieri comunali tutti in pubblica adunata» è quanto si legge sempre nella nota del gruppo di opposizione.

(leggi la sintesi delle criticità oggetto della richiesta di riesame da parte del Consiglio comunale, allegata sa Servire Fermo alla nota) .

Di Ruscio ha poi allargato il discorso al futuro dell’Asite «che presto potrebbe perdere asset strategici nel buio pesto delle strategie  dell’attuale  maggioranza sempre più trincerata ed autoreferenziale, avvolta nell’egocentrismo social di sagre e feste. Dietro l’angolo il progressivo disimpegno e la privatizzazione di asset strategici che sposteranno altrove il potere decisionale. Sulla delicata  vicenda, “Servire Fermo” e le opposizioni restano vigili in attesa di conoscere se il sindaco tirerà dritto domani lunedì 12 ottobre, assumendosi tutta la responsabilità politica ed amministrativa dell’intera vicenda, rischiando di  decidere irreversibilmente il destino dei fermani liquidando un asset strategico creato con i soldi dei fermani. Piergaetano Catalini, portavoce politico di Servire Fermo ha concluso che su temi di interesse generale come la Solgas la politica supera i  rispettivi steccati ideologici e coltiva il confronto. Il “tarlo” del confronto non può essere eluso o semplificato opponendo le categorie “maggioranza” e “minoranza ” perché  non esistono consiglieri comunali di serie A e consiglieri di serie B. Il  consiglio comunale legittimamente eletto avrebbe dovuto e potuto essere messo nelle condizioni di sapere con pari dignità e trasparenza. La Solgas non appartiene alla “maggioranza” ma ai fermani, e questa maggioranza ha avuto il consenso del 32% degli aventi diritto al voto. Sempre Catalini ha fatto capire che si aspetta un contraccolpo. Un colpo di coda. Un rigurgito. Rivolto a Du Ruscio  ha detto che il  movimento continuerà l’agenda tracciata in questi mesi in consiglio comunale e nella città, e che Di Ruscio venderà cara la pelle. Ad majora».


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