La Santuzza e quella croce che viene dal mare
É un carro alto 11 metri, due in più rispetto a quello dello scorso anno, il protagonista del Festino di Santa Rosalia 2026. Il progetto porta la firma dell’archistar Mario Cucinella, che ha immaginato una struttura ispirata ai volumi e alle architetture del patrimonio arabo-normanno di Palermo. L’imponente carro, però, non è solo un richiamo alla storia della città. Al suo interno custodisce vasche che ospitano circa 150 specie di piante mediterranee, trasformandolo in un simbolo di rinascita, natura e biodiversità.
In cima campeggia la statua della Santuzza, realizzata dallo scultore Filippo Sapienza. La figura di Santa Rosalia è ricca di richiami simbolici: nella mano destra stringe una croce realizzata con il legno delle imbarcazioni dei migranti, mentre nell’altra tiene un ramo d’ulivo, emblema universale di pace. Sul petto porta la conchiglia del pellegrino, lo stesso simbolo che accompagnava il cammino di fratel Biagio Conte, mentre ai suoi piedi compare il tradizionale teschio, elemento iconografico legato alla santa.
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