Lazio

La Ponca l’azienda della famiglia Maccan protagonista al Merano WineFestival 2025

La Ponca, una tenuta della Famiglia Maccan, situata alle pendici del Collio, è stata protagonista al Merano WineFestival nella giornata inaugurale di venerdì 7 novembre 2025, all’interno del format Taste Terroir–bio&dynamica, dedicato alle espressioni più innovative e sostenibili del panorama vinicolo contemporaneo: 200 realtà provenienti da tutto il mondo, con vini biologici, biodinamici, naturali, PIWI, orange, in anfora, under water e referenze no-low.                                

Nella cornice d’eccellenza del Kurhaus di Merano, La Ponca si è presentata al  WineFestival con tre etichette, che racchiudono l’essenza del territorio e della filosofia aziendale: La Malvasia 2022, insignita del The WineHunter Award GOLD; Il Friulano 2022 e il Sauvignon 2022, entrambi premiati con il The Wine Hunter Award ROSSO.

 «Partecipare al Merano WineFestival è per noi motivo di grande orgoglio – raccontano Alex Maccan e la moglie Marta –. Essere stati selezionati per il format Taste Terroir–bio&dynamica al nostro debutto rappresenta un riconoscimento importante del nostro impegno nel creare vini profondamente identitari di un territorio vocato alla produzione di bianchi pregiati. Qui le correnti fredde che scendono dal Korada e la costante ventilazione creano un microclima ideale che ci consente di coltivare secondo i principi dell’agricoltura biologica. È in questa sinergia, tra uomo e natura, che nasce l’identità dei nostri vini».

E questa armonia, tra terra e cielo, trova espressione anche nel design delle etichette La Ponca. Una collezione che nasce dal desiderio di unire due mondi che da sempre si specchiano l’uno nell’altro: la terra e il cielo, il lavoro dell’uomo e l’armonia della natura.

Le incisioni dei planisferi di Albrecht Dürer, con la loro visione rinascimentale dell’universo, diventano qui simbolo di un dialogo eterno tra l’arte, la conoscenza e la materia. Ogni etichetta è una mappa ideale: un frammento di cielo che accompagna il vino nel suo viaggio, dal lavoro nei filari fino alla tavola.

Il vino diventa così una forma di astronomia terrestre, un modo per leggere la natura attraverso i sensi, con la stessa attenzione con cui Dürer percepiva le stelle. In questa unione di arte e agricoltura, di segno e sostanza, La Ponca vuole celebrare l’equilibrio fragile e perfetto che lega l’uomo, la vigna e il cielo, nel segno del celebre pensiero di Luigi Veronelli: «Il vino è il canto della terra verso il cielo».

Alla base della filosofia produttiva di La Ponca c’è l’idea di rispettare l’identità del territorio e le peculiarità di ogni singolo vitigno. Le rese per ettaro sono naturalmente contenute e la gestione agronomica è esclusivamente manuale, dalla cura delle vigne fino alla vendemmia. Come in campagna, così anche in cantina gli interventi si riducono all’essenziale, privilegiando uno stile di vinificazione rispettoso della materia prima, per esprimere al meglio l’anima del territorio.

Le fermentazioni avvengono prevalentemente in fusti di rovere a temperatura controllata e sono precedute, nel caso dei bianchi, da una breve criomacerazione, che esalta la complessità aromatica. Segue un affinamento di circa 12 mesi in legno e successivi 12 mesi in acciaio prima di andare in bottiglia.

Lo Schioppettino, unico rosso della tenuta, fermenta a contatto con le bucce in tini d’acciaio inox e affina per12 mesi in barrique per esaltarne trama e speziatura. Il risultato è una gamma di etichette intense e fortemente identitarie.

La gestione di questo terroir unico, con pendenze marcate e condizioni climatiche variabili, richiede competenza, passione e rispetto per la terra. Alla guida del progetto una squadra esperta, capace di affrontare con sensibilità le sfide di un ambiente tanto straordinario quanto impegnativo.

Ad ispirare tutto questo l’amore di Alex Maccan per questa terra e il desiderio di custodire ed esprimere, attraverso il vino, l’essenza più autentica di un terroir tanto difficile quanto prezioso. Un’essenza che può emergere solo entrando in simbiosi con la natura e con il ritmo delle stagioni. È proprio nella capacità di ascoltare e rispettare questi elementi che si coglie la vera identità di La Ponca

La Ponca (o Opoka in sloveno) è una particolare formazione geologica (Flysh) di origine marina, tipica della regione vinicola del Collio (in Italia) e del Goriška Brda (in Slovenia).

Si tratta di un terreno composto principalmente da marne e arenarie, formatosi 40 milioni di anni fa sul fondo dell’antico mare, che copriva questa zona durante l’era Eocene; quando i movimenti tettonici hanno spinto verso l’alto il fondale marino hanno dato vita alle colline di marne e arenarie, che oggi caratterizzano il Collio e il Brda.

La composizione è data da un mix di sedimenti argillosi finemente stratificati e rocce calcaree, che si alternano in sottili strati.         

Questo tipo di terreno è molto drenante, il che costringe le radici delle viti a penetrare in profondità per cercare acqua e nutrienti, favorendo una concentrazione maggiore di aromi e sapori nelle uve. Questo substrato, unico nel suo genere, è la chiave del successo dei grandi vini bianchi (e rossi) del Collio e del Brda, poiché conferisce ai vini una mineralità spiccata, acidità equilibrata, una struttura elegante e, cosa non trascurabile, longevità

«La Ponca si trova – ci racconta con grande passione e competenza Giovanni Luigi Brumat, responsabile commerciale dell’azienda – nella parte più elevata del Collio, sulle colline di Scriò, ai piedi del complesso montuoso del Korada. L’azienda nasce dalla visione di Alex Maccan, che nel 2021, ha individuato in questo angolo incontaminato un luogo ideale per realizzare un progetto enologico ambizioso: far conoscere il Collio al mondo come terra altamente vocata per la produzione vitivinicola, in particolare di vini bianchi pregiati di alta qualità. L’obiettivo è quello di esprimere nel bicchiere l’identità del territorio.                                               

L’azienda produce 5 varietà bianche: la Friulana, la Ribolla, la Malvasia, Sauvignon, Chardonnay e, unica varietà rossa, lo Schioppettino; tutte doc escluso lo Schioppettino, che è una igt. Sono 12 gli ettari di vigna tutta certificata biologica, circondata da 33 ettari di bosco. Quest’anno ambiamo dovuto anticipare la vendemmia.

La Malvasia istriana provienie dai cru di Petris e Pacial, tra i 200 e i 260 metri di altitudine, su terreni di marne e arenarie di origine eocenica, la celebre ponca, che dà il nome alla tenuta; sono vitigni situati a est sud-est, in un territorio che ha una pendenza anche del 30%: questa è la vera viticoltura eroica; la raccolta viene fatta a mano e la resa è inferiore ai 40 quintali per ettaro; per la malvasia adoperiamo botti da mille litri per la vinificazione, sempre di rovere francese, create in Alto Adige dal bottificio Mittelberger.

Risultato: un vino dal colore giallo paglierino luminoso, con riflessi dorati, profumi iodati e balsamici, al palato è ricco e cremoso, con una piacevole acidità che equilibra il bouquet aromatico; le etichette sono i quadri di Durer, le costellazioni diverse per ogni vitigno».

La Malvasia, il Friulano 2022 e Sauvignon 2022, alla prova dei fatti, cioè ai nostri sensi, si sono rivelati al di sopra delle aspettative; il Collio ha una gran fortuna: viticoltori eroici che amano questo meraviglioso territorio, così difficile da coltivare, e l’hanno reso adatto alla produzione del “nettare degli dei”.

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