La Nasa cancella Gateway, la stazione spaziale orbitante realizzata a Torino
TORINO – Cambio di strategia nella corsa alla Luna. La NASA ha deciso di sospendere il progetto della stazione orbitante Gateway, che avrebbe dovuto gravitare attorno al nostro satellite, per concentrare risorse e obiettivi sulla costruzione di una base direttamente sulla superficie lunare. Una svolta significativa che coinvolge anche l’Italia e, in particolare, Torino, grazie al ruolo chiave di Thales Alenia Space.
L’annuncio è arrivato da Washington per voce del nuovo direttore dell’agenzia, Jared Isaacman, che ha delineato un piano ambizioso: “Investiremo circa 20 miliardi di dollari nei prossimi sette anni e costruiremo la base lunare attraverso decine di missioni, in collaborazione con partner commerciali e internazionali”. Una cifra imponente che segna una chiara priorità: passare dall’orbita alla superficie.
Il progetto Gateway era stato concepito come una piattaforma orbitante di supporto: un avamposto strategico per la ricerca scientifica e per le future missioni nello spazio profondo, inclusa quella verso Marte. Tuttavia, secondo Carlos Garcia-Galan, oggi non rappresenta più un passaggio imprescindibile: “Sebbene rimanga rilevante per i futuri obiettivi di esplorazione, non è essenziale per il raggiungimento dei nostri obiettivi primari”.
Il nuovo programma
La nuova roadmap prevede tappe serrate. I primi astronauti potrebbero tornare sulla superficie lunare già nel 2028, un traguardo strettamente legato al successo della missione Artemis 2, il cui lancio dalla Florida è attualmente previsto non prima del 1° aprile. La costruzione vera e propria della base dovrebbe invece iniziare nel 2029, segnando l’avvio di una presenza più stabile dell’uomo sulla Luna.
Per Torino, la notizia ha un doppio volto. Da un lato, lo stop a Gateway ridimensiona un progetto che vedeva protagonista proprio Thales Alenia, impegnata nella realizzazione del modulo abitativo Halo, già spedito negli Stati Uniti e destinato a costituire il cuore della stazione orbitante. L’azienda, parte del gruppo Leonardo, avrebbe inoltre dovuto sviluppare il modulo per le attività extraveicolari degli astronauti.
Dall’altro lato, non tutto è perduto. Isaacman ha infatti confermato che il modulo abitativo costruito a Torino rientrerà nei nuovi piani della NASA, lasciando aperta la porta a un ruolo ancora centrale dell’industria aerospaziale piemontese nella futura esplorazione lunare.
Una svolta che ridisegna le ambizioni spaziali globali, ma che continua a parlare anche italiano. Con o senza Gateway, la Luna resta nel mirino — e Torino, almeno per ora, resta a bordo.
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