La ‘fame di verità’ di Giotto e San Francesco: al via la mostra tra genialità e carisma spirituale

di Danilo Nardoni
Grazie all’incontro tra il carisma spirituale di San Francesco e il genio di Giotto di Bordone, nel fervido cantiere della Basilica costruita per onorare le spoglie del Santo, ad Assisi sul finire del Duecento si compie il passaggio epocale dal linguaggio forbito e stilizzato ereditato dalla tradizione bizantina, alla rivoluzione figurativa promossa dal maestro fiorentino, capace di restituire la realtà e i suoi affetti con una coerenza e una credibilità del tutto inedite.
L’Umbria, per ricordare così anche l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, dal 14 marzo apre al pubblico la sua più grande mostra all’interno delle celebrazioni francescane, visitabile fino al 14 giugno alla Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia, per raccontare uno dei momenti più decisivi della storia dell’arte italiana. La nascita dell’arte moderna.
“Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, a cura di Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, è stata svelata in anteprima mostrandosi subito per come è: non soltanto un’esposizione di capolavori, ma il racconto di una stagione irripetibile, in cui l’Umbria diventa teatro di una trasformazione profonda del linguaggio figurativo europeo. Il percorso espositivo, articolato in otto sezioni e oltre sessanta opere, riunisce tavole dipinte, croci, polittici e manoscritti miniati, restituendo il clima straordinario di quegli anni.
Dopo oltre tre anni di lavoro per realizzare la mostra, ora “le aspettative sono molto alte”, come ha sottolineato il direttore dei Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria, Costantino D’Orazio: “Sono già migliaia le prenotazioni, con centinaia di gruppi in arrivo”. “La mostra – ha spiegato D’Orazio – vuole far capire come questi due geni erano affamati di verità. E per raccontare la verità di Francesco, Giotto trova uno stile rivoluzionario assorbito dai pittori che lo hanno poi seguito”.
Sulla parola “rivoluzione” si è poi soffermato Davide Rondoni, presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’Ottavo Centenario della morte di san Francesco d’Assisi: “La parola rivoluzione, moderna e contemporanea, qua si applica ad un periodo dove non si usava, in un’epoca che non aveva elaborato questo concetto. Quella che presenta la mostra è quindi una rivoluzione al contrario, perché senza una avanguardia ma animata da un sentimento popolare. Quella esposta non è quindi una rivoluzione che parte dall’avanguardia ma si adegua ad un movimento di popolo, perché San Francesco è di popolo”.
Tra i vertici della produzione giottesca, alla Galleria nazionale dell’Umbria figurano la Madonna di San Giorgio alla Costa, prestito eccezionale della Diocesi di Firenze, e il Polittico di Badia proveniente dalle Gallerie degli Uffizi: opere programmatiche, decisive per comprendere la portata della svolta giottesca. Accanto a Giotto emergono, nel secondo decennio del Trecento, due grandi maestri senesi: Simone Martini, interprete di un’eleganza gotica raffinatissima, e Pietro Lorenzetti, capace di una narrazione intensa e drammatica. Le loro opere, realizzate negli anni dell’attività ad Assisi, testimoniano la vitalità del cantiere francescano e la ricchezza di soluzioni figurative sperimentate nella Basilica.
Il percorso espositivo mette poi in dialogo i protagonisti della rassegna con i maestri umbri (Maestro della Croce di Gubbio, Maestro di Cesi, Maestro del Farneto, Marino di Elemosina, Palmerino di Guido, Puccio Capanna, Maestro della Croce di Trevi, Maestro di Fossa, Maestro del Crocefisso d’Argento) che, tra Perugia, Gubbio, Orvieto, Spoleto e Montefalco, seppero accogliere e reinterpretare in modo originale la lezione giottesca e senese. Polittici ricomposti, grandi croci dipinte, tavole restaurate e opere raramente esposte al pubblico restituiscono la complessità di una stagione creativa di eccezionale intensità.
L’esperienza trova il suo ideale completamento negli affreschi della Basilica di Assisi e nel Museo del Tesoro del Sacro Convento, dove un video immersivo permette di rivivere, attraverso le tecnologie più avanzate, i percorsi visivi concepiti per i pellegrini medievali che si recavano a pregare sulla tomba del santo. Lo scopo della mostra, infatti, è anche quello di conferire apporti rilevanti allo studio di queste tematiche centrali della storia dell’arte, attraverso azioni significative come la ricostruzione di complessi smembrati, la presentazione di opere mai esposte al pubblico, l’effettuazione di numerosi restauri e indagini diagnostiche.
A partire dall’apertura della mostra, la Galleria Nazionale dell’Umbria sarà aperta anche il lunedì, offrendo così più opportunità per visitare l’esposizione.
The post La ‘fame di verità’ di Giotto e San Francesco: al via la mostra tra genialità e carisma spirituale appeared first on Umbria 24.
Source link

















