Emilia Romagna

la denuncia della madre chirurga


Stava camminando nel cuore del centro storico di Bologna, diretto verso alcuni amici, quando sarebbe stato avvicinato da due giovani che avrebbero tentato di rapinarlo del telefono cellulare. Uno dei due lo avrebbe spinto in un angolo, tappandogli la bocca per impedirgli di gridare, prima di strappargli lo smartphone dalle mani. Ne sarebbe nata una colluttazione, durante la quale il ragazzo, un 19enne bolognese, ha riportato alcune lesioni.

L’episodio sarebbe avvenuto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre in via Clavature, nel Quadrilatero, una delle zone più frequentate del centro cittadino. A denunciare pubblicamente l’accaduto è stata la madre del giovane, Cristina Bona, medico specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, che ha affidato a Facebook il racconto dell’aggressione subita dal figlio. “Ieri sera mio figlio è stato aggredito in pieno centro a Bologna da due marocchini che volevano rubargli il telefono. Ha reagito per difendersi e ha lesioni in faccia”, ha scritto la dottoressa sui social. Il ragazzo si è poi recato in questura per presentare denuncia.

Aggredito in via Clavature mentre scriveva un messaggio

Secondo quanto raccontato dal 19enne, tutto sarebbe accaduto mentre stava raggiungendo alcuni amici nel centro storico. Il giovane aveva in mano lo smartphone e stava inviando un messaggio quando sarebbe stato avvicinato da due ragazzi, da lui descritti come di origine nordafricana. Uno dei due lo avrebbe improvvisamente spinto in un angolo della strada e gli avrebbe coperto la bocca con una mano per impedirgli di chiedere aiuto. Subito dopo gli avrebbe strappato il cellulare. Il 19enne, però, avrebbe reagito cercando di riprendersi il telefono e di liberarsi dall’aggressore. Ne sarebbe nata una colluttazione, durante la quale avrebbe riportato alcune lesioni al collo.

“Dammi 20 euro e ti restituisco il telefono”: la richiesta durante la rapina

Nel corso dello scontro, secondo la ricostruzione del ragazzo, il presunto rapinatore gli avrebbe proposto di restituirgli lo smartphone in cambio di 20 euro. Il 19enne non si sarebbe fidato della proposta e avrebbe continuato a opporsi, cercando di recuperare il cellulare. La situazione sarebbe diventata ancora più tesa quando il secondo giovane, rimasto nelle vicinanze, avrebbe suggerito al complice di utilizzare uno spray al peperoncino. A interrompere la colluttazione sarebbe stato il passaggio di altri due ragazzi. La loro presenza avrebbe convinto l’aggressore a lasciare la presa e ad allontanarsi insieme al complice, senza riuscire a portare via il telefono.

La denuncia in questura: rapina e lesioni

Il giorno successivo all’aggressione, il 19enne si è presentato in questura per denunciare l’accaduto. Nel verbale, secondo quanto riferito, sono indicati i reati di rapina e lesioni. Il giovane ha spiegato di aver deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine non soltanto per quanto accaduto personalmente, ma anche per richiamare l’attenzione su episodi analoghi che, a suo dire, non sempre vengono denunciati. “L’ho fatto perché è giusto che si sappia che succedono queste cose”, ha raccontato. Il ragazzo sostiene infatti di conoscere altri giovani che avrebbero subito aggressioni simili in città, ma che avrebbero preferito non rivolgersi alle autorità.

“Molti miei amici non denunciano per vergogna o sfiducia”

È proprio il tema delle denunce mancate quello su cui il 19enne insiste maggiormente dopo l’aggressione. “Diversi miei amici che hanno subito aggressioni simili in città non hanno fatto denuncia, chi per vergogna, chi per sfiducia”, ha spiegato. Una scelta che, secondo il giovane, rischia di rendere meno visibile la dimensione del fenomeno. “Il numero reale di questi reati è probabilmente molto maggiore di quanto risulta nelle statistiche”, ha concluso.  La vicenda è ora affidata agli accertamenti della polizia, chiamata a ricostruire quanto avvenuto in via Clavature e a individuare gli eventuali responsabili.


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