Pronti a opporci con ogni mezzo

Un impianto agrivoltaico da 21 megawatt su 24 ettari di terreni agricoli, il rischio di compromettere il paesaggio e i dubbi sulla reale compatibilità del progetto con le attività agricole. Il Comune di Casalincontrada ribadisce la propria contrarietà all’insediamento previsto in località Colle Petrano e annuncia la volontà di valutare anche iniziative legali per impedirne la realizzazione. La posizione è emersa dall’incontro pubblico di domenica 25 ottobre, al ristorante La Siesta, al quale hanno partecipato amministratori, tecnici, rappresentanti di Confagricoltura, associazioni e residenti.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Vincenzo Mammarella, che ha ripercorso l’iter autorizzativo del progetto presentato dalla società Blusolar, precisando che la decisione finale spetta alla Regione Abruzzo e non al Comune. L’amministrazione ha già trasmesso una serie di osservazioni al servizio regionale di valutazione ambientale, contribuendo alla richiesta di ulteriori approfondimenti tecnici.
Attualmente il procedimento è sospeso in attesa delle integrazioni richieste alla società proponente. Tra le questioni ancora da chiarire figurano la compatibilità dell’impianto con i beni sottoposti a tutela, da verificare insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Chieti e Pescara, il miglioramento delle schermature arboree e la valutazione dell’impatto acustico.
Il progetto prevede l’installazione di oltre 33mila pannelli fotovoltaici sui terreni di Colle Petrano, con una componente agricola basata sul pascolo di ovini. Proprio questo aspetto è tra quelli maggiormente contestati dall’amministrazione e dagli esperti intervenuti all’incontro, che chiedono di verificare se l’allevamento previsto possa garantire un’effettiva continuità dell’utilizzo agricolo dei terreni.
Stefano Fabrizi, direttore provinciale di Confagricoltura L’Aquila, ha espresso perplessità sulla scelta di prevedere l’allevamento ovino tra i pannelli, ricordando che la maggiore concentrazione di allevamenti abruzzesi si trova nell’Aquilano. Secondo Fabrizi, occorre verificare se le aziende zootecniche siano realmente interessate a trasferire i propri animali nell’area di Casalincontrada.
Un altro elemento di discussione riguarda la superficie agricola destinabile agli impianti per la produzione di energia. Mauro Lovato, presidente di Confagricoltura Chieti, ha richiamato la normativa nazionale sulle aree idonee, soffermandosi sul limite del 3% della superficie agricola utilizzata.
Secondo i dati illustrati da Lovato, Casalincontrada dispone di 720,5 ettari di superficie agricola utilizzata, il cui 3% corrisponde a circa 21,6 ettari. L’impianto progettato a Colle Petrano ne occuperebbe 24. Per il rappresentante di Confagricoltura, una concentrazione di questo tipo rischia di esaurire il margine disponibile, penalizzando gli altri agricoltori eventualmente interessati a installare pannelli per le esigenze delle proprie aziende. L’applicabilità del limite al progetto resta tuttavia una questione da valutare nell’ambito della disciplina regionale e del procedimento autorizzativo.
All’incontro è intervenuto anche Fabrizio Lobene, presidente regionale di Confagricoltura Abruzzo, che ha ripercorso il confronto con la Regione sulla normativa relativa alle aree idonee agli impianti fotovoltaici e agrivoltaici, illustrando le modifiche introdotte e le questioni ancora aperte.
L’avvocato amministrativista Francesco Paolo Febbo, esperto di diritto ambientale, ha invece esaminato le possibili iniziative giudiziarie che il Comune potrebbe intraprendere già in questa fase.
Sul rapporto tra energie rinnovabili e tutela del territorio si è soffermato Marco Bussone, presidente nazionale dell’Uncem, intervenuto in videocollegamento. Bussone ha riconosciuto il ruolo fondamentale delle fonti rinnovabili nella transizione energetica, sottolineando però che la loro diffusione deve essere compatibile con le caratteristiche ambientali, agricole e paesaggistiche dei luoghi. Ha inoltre assicurato il proprio sostegno alle iniziative che l’amministrazione intenderà adottare.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al patrimonio delle case di terra cruda, uno degli elementi caratteristici del territorio di Casalincontrada. Gianfranco Conti, presidente dell’associazione Terrae, ha ricordato il valore culturale e architettonico di queste costruzioni, chiedendo che venga adeguatamente considerato nella valutazione del progetto. L’associazione ha già presentato osservazioni, così come CieloBuio, che ha segnalato i possibili problemi legati all’illuminazione notturna dell’impianto.
Antonio Corrado, ricercatore ed esperto di valorizzazione territoriale, ha approfondito il tema della transumanza e dell’allevamento ovino in Abruzzo, mentre il direttore interprovinciale di Confagricoltura Camillo Colangelo ha fornito supporto tecnico al confronto.
Numerosi gli interventi dei cittadini, che hanno manifestato preoccupazione per le possibili conseguenze dell’insediamento sulle abitazioni e sui terreni circostanti. Tra i timori espressi, il rumore delle cabine elettriche, gli allarmi acustici, l’illuminazione notturna, i riflessi dei pannelli e un possibile deprezzamento degli immobili. Questioni sulle quali i residenti chiedono verifiche e risposte prima di un’eventuale autorizzazione.
A conclusione dell’incontro, il sindaco Mammarella ha rivolto un appello a Nicola Petruzzi, imprenditore del settore sanitario indicato dall’amministrazione come promotore dell’iniziativa, invitandolo a rinunciare a un progetto che, secondo il Comune, rischia di modificare profondamente la vocazione agricola di Colle Petrano.
«Diversamente sarà ricordato come un Attila», ha affermato il sindaco, ribadendo la fermezza della posizione dell’amministrazione: «Ci opporremo con ogni mezzo consentito dalla legge e nel rispetto dell’ambiente».
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