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La cultura che fa rinascere: l’Aquila diventa Multiverso

Il ghiaccio e la neve a Campo Imperatore, il grande altopiano del Gran Sasso, lasciano spazio ai fiori di crochi regalando al piccolo Tibet d’Abruzzo un’ immagine da cartolina. Non è ancora tempo di transumanza quando tornerà ad essere il regno delle pecore. Ora il silenzio è il vero padrone. Ma l’eco del fervore che c’è nella vicina l’Aquila arriva fin qui. Nell’antica città, crocevia per secoli di commerci e scambi, cuore dell’Abruzzo, le ferite del terribile terremoto del 2009 ora lasciano spazio all’energia vibrante generata dall’essere stata scelta come Capitale Italiana della Cultura 2026. E come il vento che scende dal Gran Sasso e accarezza piazze e luoghi rinati, così essa si diffonde tra monumenti (il Castello, il Teatro San Filippo, la Chiesa di San Bernardino e quella di San Silvestro, l’Oratorio dei Cavalieri de Nardis), le vie e i palazzi rinascimentali e barocchi (Palazzo Margherita, Palazzo Pica Alfieri, Palazzo Dragonetti e molti altri) che riaprono vecchi portoni (prossimo appuntamento il 29 marzo), lasciando spazio anche a nuovi stimoli. Come Palazzo Ardinghelli, sede del MAXXI L’Aquila, dedicato all’arte contemporanea. Il dossier “Multiverso”, con cui la città ha presentato la propria candidatura, punta a un’eredità duratura con progetti infrastrutturali, artistici e sociali (corsi universitari, arte perfomativa, seminari, workshop), trasformando questi 12 mesi in un modello di rinascita permanente che con il suo “fare” vanno oltre l’evento urbano e creano un ecosistema culturale che coinvolge paesaggi naturali, borghi, fino a Rieti e le aree colpite dai sismi del 2009 e del 2016.

Eventi imperdibili

Se l’arte avrà un posto di primo piano con il ritorno a casa al MuNDa (Museo Nazionale d’Abruzzo al Forte spagnolo) della Visitazione di Raffaello, musica e teatro non saranno da meno. La celebra pala, realizzata nel 1517 e uscita dalla città nel 1655, oggi al Museo del Prado di Madrid, dialogherà con la Visitazione del Pontormo (dal 27 giugno al 27 settembre). Accanto alle sale dove è esposto il lavoro di Maurits Cornelis Escher, l’artista dei mondi impossibili, altre ospiteranno l’Ecce Homo di Antonello Da Messina. Note emozionanti si diffonderanno nella città con la prima esecuzione assoluta di Nicola Piovani, nata per gli 80 anni dalla Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”. L’Istituzione Sinfonica Abruzzese, le parole di Davide Rondoni, la musica di Roberto Molinelli e il canto di Simona Molinari danno vita a un progetto inedito per l’ottavo centenario dalla morte di San Francesco. Lascerà un segno anche la prima edizione dell’International Conducting Competition “Vittorio Antonellini” dei Solisti Aquilani per i giovani direttori d’orchestra, presieduta da Salvatore Accardo.

Durante l’estate gli eventi identitari della città — i Cantieri dell’Immaginario, Jazz Italiano per le Terre del Sisma, Festival delle Città del Medioevo, e quella grande festa religiosa e popolare che è la Perdonanza celestiniana, ospitata nella bella basilica di Santa Maria di Collemaggio, avranno una programmazione potenziata. Anche Liu Bolin, artista cinese noto come “l’uomo invisibile”, l’ha scelta per una delle sue performance pubbliche con il body painting, in cui si fonderà con il paesaggio. Altre due performance toccheranno le foreste vetuste del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e Rocca Calascio.

I Paesi narranti del Gran Sasso

A quasi 1.500 metri di altitudine e dove lo sguardo si perde dalla Maiella al Sirente, proprio Rocca Calascio è il castello più alto d’Italia, gioiello tra i più suggestivi del Bel Paese, scelto come set per film come Il nome della rosa e Ladyhawke. Offre un invito alla contemplazione e al silenzio, ma anche alla resistenza, tipica delle genti e i pascoli d’alta quota. Dopo anni d’abbandono, con il progetto “ Luce d’Abruzzo”, avviato con i fondi del PnRR, Calascio è un esempio concreto di come lo sviluppo sostenibile delle aree interne sia possibile. Tante le attività: Scavi archeologici, Scuole di perfezionamento della Pastorizia, della Tessitura, del Turismo e della Musica, e poi attività culturali e sportive (il Festival dell’innovazione, del cinema, dello street boulder, o arrampicata urbana), un polo del benessere con gastronomia e sport, un museo esperienziale. L’Aquila Capitale della Cultura vi fa tappa con la Scuola Internazionale di Archeologia della sua università, per giovani studiose e studiosi italiani e stranieri. L’onda lunga di Capitale della Cultura conduce agli altri borghi di quell’antica Baronia di Carapelle, che fece la fortuna dei Medici, cioè Capestrano, Castel del Monte, Santo Stefano di Sessanio, Carapelle Calvisio e Navelli, dove tesori antichi e paesaggi incontaminati si fondono. Il Castello di Capestrano domina la valle del Tirino, tra i corsi d’acqua più puliti e limpidi d’Europa. Non lontano, nel 1934 venne ritrovato il Guerriero di Capestrano, statua in pietra del VI secolo a.C., simbolo della regione e reperto chiave per lo studio delle genti italiche (oggi al Museo di Chieti). Tra i tesori del borgo c’è anche il convento del francescano San Giovanni da Capestrano e la chiesa di San Pietro ad Oratorium con il “quadrato magico”, cinque parole latine la cui giustapposizione crea il palindromo “Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas”, il cui significato simbolico è ancora oscuro. Se il profumo di zafferano porta a Navelli, quello del formaggio a Castel del Monte, paese della transumanza, luogo di grande fascino, ricco di credenze e misteri tutti da scoprire come, per esempio, la Notte delle Streghe. Una tradizione da non perdere “ru rite de’ re sette sporte” (il rito delle 7 arcate scavate nella roccia ndr), una rappresentazione teatrale realizzata dagli abitanti del borgo, che dal 1996 si ripete ogni anno le notti del 17 e del 18 agosto richiamando migliaia di persone. Entrambi i borghi fanno parte della neonata destinazione i Paesi Narranti, nuovo attore di un turismo sostenibile che valorizza il territorio con tour ispirazionali, percorsi pensati per creare connessioni, incontri e consapevolezza con proposte di qualità e mai banali come quelle ideate da Il Bosso (www.paesinarranti.it) . In questo tour è d’obbligo una tappa nel borgo di Bominaco, dove tra le mura di un oratorio c’è la Cappella Sistina d’Abruzzo, così soprannominata per la sua bellezza. E’ l’Oratorio di San Pellegrino, dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco, una piccola cappella che custodisce all’interno immagini inaspettate con meraviglie del calibro della Cappella degli Scrovegni.

Tappe di gusto

L’Abruzzo aquilano è anche terra di grandi tradizioni enogastronomiche. E anche da questo punto di vista merita un viaggio. Nel Capoluogo tra le 99 piazze, le 99 chiese e le 99 cannelle monumento nazionale, numero simbolo della città come racconta la leggenda, una tappa di gusto è lo storico Elodia, un tempio della cucina abruzzese, con una super cantina oggi ospitato nell’affascinante Palazzo Cipollone. Più in là a Palazzo Pica Alfieri che conquisto la regina Govanna D’Aragona che vi abitò c’è Yoichi dove si incontrano cucina locale a orientale. E se un altro palazzo d’epoca (Palazzo Fibbioni) ospita Connubio, è interessante anche la proposta di FØRMA Contemporary che propone cucina creativa con materie prime locali, premiato con il Bib Gourmand dalla Michelin Guide. Il concept, ideato dallo chef Simone Ciuffetelli, si è esteso anche a “FØRMA Bakery” in Via Fortebraccio, offrendo prodotti da forno di alta qualità. Alle porte della città c’è “Il baco da seta” all’interno della “Dimora del baco”, mentre la storia della città è nell’antico bar Nurzia, famoso per il suo antico torrone natalizio. Per gustare l’oro rosso d’Abruzzo nella sua città natale a Navelli si deve fare tappa all’Antica tavena oppure a La Cabina in località San Pio. Gusto e tradizione anche a Capestrano da Il Castello e decisamente più rustica ma sicuramente a km zero è la proposta di Risto-Macelleria Tirino mentre nel centro del paese si dorme nella Dimora Storica Casa Senatore. A Castel Del Monte un’ottima proposta è quella Hotel Parco Gran Sasso (sia come ristorante sia come ospitalità) e Santo Stefano di Sessanio famoso per il suo Sextantio Albergo Diffuso da qualche mese ha aperto Sextantio Cucina con alla guida Dino Como, ex braccio destro del tristellato Niko Romito a Casa Donna nel paesino di Castel di Sangro.


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