Marche

la Corte dei Conti bacchetta l’Ast

ANCONA – Dal problema delle ferie arretrate non smaltite dagli operatori sanitari, ai tempi lunghi delle liste d’attesa per il mancato contenimento della spesa per comprare dispositivi medici e farmaci. Sono solo alcune delle zone d’ombra rilevate dalla sezione di controllo della Corte dei Conti, che ha preso in esame l’attività portata avanti dall’Ast nel 2023, anno di partenza dell’azienda sanitaria territoriale. Tante le raccomandazioni rivolte all’ente sulla scorta delle criticità analizzate e inviate, tra gli altri, al governatore Acquaroli e all’assessore Calcinaro.

I dettagli

Per il 2023, la spesa dei dispositivi medici ha raggiunto 41 milioni con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente, quando ancora esisteva l’Asur. L’obiettivo di riduzione della spesa, per i magistrati, non è stato dunque raggiunto. Lo stesso discorso vale per l’acquisto dei farmaci ad uso ospedaliero. È stato rilevato che la Regione non ha rispettato il tetto di spesa per acquisti diretti che, al netto dei gas medicinali, sono risultati pari a 379.838.064 euro. Sul fronte delle misure straordinarie di reclutamento del personale, sono stati 90 contratti siglati per una spesa di 2,4 milioni. Non sono stati reclutati infermieri di famiglia e di comunità a tempo determinato.

In sede istruttoria è stato rilevato che il totale della spesa sostenuta per il recupero delle prestazioni ambulatoriali e di ricovero, pari a 1.080.970,08 euro, è risultata di poco superiore alle risorse assegnate con la delibera regionali, pari a 1.001.358,55 euro (di cui 645.720,04 per la specialistica ambulatoriale e le prestazioni diagnostiche e 355.638,51 euro per gli interventi chirurgici). In particolare, la spesa per le assunzioni/riallocazione del personale risulta pari a 334.750,48, a fronte del finanziamento stimato di 55.400 euro. L’Ast ha rappresentato che lo scostamento è riconducibile a una precisa strategia operativa, rimodulata in corso di anno in relazione agli esiti dei continui monitoraggi. Ad ogni modo, per il collegio non sono stati raggiunti i target per il recupero delle liste d’attesa. I magistrati hanno rilevato anche lo sforamento del vincolo di spesa per l’acquisto di prestazioni da operatori privati accreditati per l’assistenza specialistica ambulatoriale e ospedaliera; nonché «l’adozione di documenti e schemi concernenti il programma di fabbisogno del personale inadeguati rispetto alle finalità».

Raccomandano dunque «la celere prosecuzione e la conclusione dei procedimenti di reclutamento (già in corso, ndr) al fine di garantire la piena realizzazione del programma di fabbisogno del personale, anche nell’ottica di ridurre ed eliminare il ricorso al personale esterno all’azienda», e pure di monitorare «l’ammontare (particolarmente elevato) delle ferie non godute da parte del personale». Il costo di una eventuale monetizzazione, al 2023, ammontava a 18 milioni (2.402 giorni).




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