Basilicata

La biblioteca comunale di Vibo rischia la chiusura: manca personale

La biblioteca comunale di Vibo, recentemente trasferita a Palazzo Santa Chiara, rischia la chiusura per mancanza di personale dedicato. E intanto al palazzo municipale permane un problema sicurezza per mancanza di telecamere


VIBO VALENTIA – La biblioteca comunale di Vibo Valentia, recentemente trasferita a Palazzo Santa Chiara, rischia la chiusura per mancanza di personale dedicato. Il problema è emerso ieri mattina nel corso dell’audizione in IV Commissione consiliare del Comune di Vibo dell’assessore al Personale Marco Talarico, chiamato a fare il punto sulla carenza di organico che interessa l’intero ente comunale.

CARENZA DI PERSONALE NEL COMUNE DI VIBO

Secondo quanto riferito dall’assessore Talarico, la situazione risulta oggi migliorata rispetto al 2024, anno dell’insediamento dell’attuale amministrazione, “quando il numero dei dipendenti comunali era ben al di sotto delle 100 unità. L’ente sta lavorando per non lasciare scoperti i vari settori, anche grazie all’inserimento di 9 lavoratori tramite Tirocini di Inclusione Sociale (Tis), compatibilmente con ferie e assenze per malattia del personale”. Nonostante i progressi, però, mancano ancora circa 100 dipendenti rispetto alla pianta organica prevista, che a regime dovrebbe contare circa 220 figure – un dato che fotografa la portata strutturale del problema, non limitato al solo servizio bibliotecario ma esteso trasversalmente a tutti i settori dell’ente.

IL TRASFERIMENTO DELLA BIBLIOTECA A PALAZZO SANTA CHIARA

Recentemente, la Biblioteca Comunale è stata trasferita temporaneamente presso il prestigioso Palazzo Santa Chiara, nel centro storico di Vibo, in attesa del completamento dei lavori nella sede storica. Il trasloco è avvenuto contestualmente ad un evento culturale di un certo rilievo, alla presenza della scrittrice Catena Fiorello. Per quanto riguarda nello specifico il servizio, Talarico ha spiegato che le due dipendenti attualmente titolari non sono al momento disponibili, senza che si conosca una data certa di rientro: una situazione che rende concreto il rischio di chiusura dei locali proprio nella nuova sede.

LA TESTIMONIANZA DI UNA CITTADINA DI VIBO

A rendere ancora più evidente il disagio per l’utenza è la testimonianza affidata ai social da una cittadina, che racconta la propria esperienza dopo essersi recata nella nuova sede per richiedere un libro per la figlia. Nel post, la donna riferisce di aver trovato assente la persona che gestisce abitualmente il servizio, sostituita da una dipendente trasferita di recente dal settore Urbanistica e rientrata da una lunga malattia, priva di formazione specifica sul funzionamento della biblioteca.
Secondo il racconto, la stessa dipendente avrebbe riferito con grande correttezza e disponibilità di non sapere come gestire i prestiti, di non aver ricevuto istruzioni operative e di trovarsi sola a gestire un servizio del tutto nuovo per lei, aggravato anche da problemi di connessione internet non funzionante e da un orario di lavoro part-time di sole 18 ore settimanali, insufficiente a coprire l’apertura ordinaria della struttura.

Nel testo, la cittadina si chiede se sia opportuno inaugurare con tanta solennità un servizio che, nei fatti, non risulta ancora pienamente operativo, osservando che si è data priorità al taglio del nastro piuttosto che all’organizzazione concreta del servizio stesso. La donna sottolinea come la propria non voglia essere una critica nei confronti della dipendente coinvolta, alla quale esprime solidarietà – ritenendo che nessun lavoratore dovrebbe essere lasciato senza formazione, affiancamento e strumenti adeguati – individuando piuttosto la responsabilità in chi ha deciso di annunciare il servizio senza garantirne l’effettiva funzionalità. Nel messaggio, la cittadina esprime l’auspicio che la segnalazione venga accolta non come polemica, ma come invito a trasformare quella che definisce una riapertura “di facciata” in una riapertura reale, sottolineando come Palazzo Santa Chiara sia una cornice splendida che meriterebbe un servizio all’altezza della bellezza del luogo.

IL NOTO SICUREZZA: ASSENZA DI TELECAMERE AL COMUNE DI VIBO

Accanto alla questione del personale, emerge anche un problema legato alla sicurezza del Comune. Dopo alcuni episodi di intimidazione nei confronti di dipendenti e figure politiche dell’ente, si è tenuta una riunione per verificare l’eventuale presenza di sistemi di videosorveglianza all’interno del Palazzo. La verifica ha dato esito negativo: l’edificio non risulta dotato di telecamere.

Per risolvere la criticità, l’amministrazione starebbe valutando il ricorso alla chiamata diretta di un operatore del settore, scelto tra una rosa di 5-6 aziende, bypassando la procedura di bando ordinaria. Una soluzione che la normativa consente entro determinate soglie economiche, e che permetterebbe di snellire notevolmente i tempi di intervento rispetto a una gara pubblica tradizionale, garantendo una risposta più rapida rispetto alle criticità di sicurezza segnalate.


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