Abruzzo

la battaglia di una residente di Francavilla [FOTO e VIDEO]


Ogni volta che piove, la villetta di Maria Teresa Urso in via Nazionale Adriatica nord 130 a Francavilla al Mare si trasforma in un incubo. Acqua che penetra dalle pareti, muri ammuffiti, mobili rovinati, porte da buttare. «Hanno fatto l’asfalto e mi hanno sotterrato la casa di un metro e mezzo», denuncia la residente, esasperata da una situazione che dura ormai da anni.

I problemi, racconta Urso, sarebbero iniziati con la realizzazione di un parcheggio a raso da parte del Comune, proprio accanto alla sua abitazione. L’asfalto ha rialzato il piano stradale di circa un metro e mezzo rispetto alla sua proprietà. Risultato: ogni volta che piove, l’acqua piovana scivola verso il punto più basso, la sua casa, invadendo gli ambienti interni.

A peggiorare le cose ci sarebbe una fogna ostruita da calcestruzzo, come ha rivelato un idraulico durante un sopralluogo. L’ostruzione impedirebbe il corretto deflusso delle acque. «L’acqua entra dai muri, dalla parte retrostante dell’abitazione – spiega Urso – e anche ieri ho dovuto chiamare i vigili del fuoco per farla uscire. Ma intanto c’è una nuova allerta meteo».

Negli anni, Urso ha cercato di trovare una soluzione con il Comune, anche con l’assistenza dell’avvocato Arianna Campana. Ma ogni tentativo si è concluso con un nulla di fatto. «Avevamo trovato un mezzo accordo per realizzare un’intercapedine e sistemare i muri con l’aiuto della compagnia assicurativa del Comune. Ma i danni non sono stati riconosciuti».

Ora la cittadina, esasperata, ha deciso di procedere per vie legali. Sta facendo predisporre una perizia tecnica per avviare un accertamento tecnico preventivo, in vista di un giudizio civile per ottenere il risarcimento dei danni. «Questa estate la mia casa era come una piscina. Ho buttato le porte nuove, i mobili si sono rovinati di nuovo. Ho scritto a tutti, al sindaco, ai giornali, alle Iene. Non ce la faccio più».

Urso chiede interventi strutturali urgenti: «Non voglio solo rimborsi – precisa – ma che si impedisca all’acqua di entrare ogni volta che piove». Tra i danni subiti anche un cancello che non si apre più a causa dell’innalzamento della strada. «Sono tre anni che lotto», conclude. E la battaglia, a quanto pare, è tutt’altro che finita.


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