Calabria

Isola Capo Rizzuto, inchiesta “Black Flower”: Arena e Nicoscia dal carcere ai domiciliari

Sono passati dal carcere agli arresti domiciliari Pasquale Arena (di 34 anni) e Michele Nicoscia (45), che il 16 febbraio scorso sono finiti in manette nell’ambito dell’inchiesta “Black Flower” della Dda di Catanzaro sul presunto controllo della cosca Arena sul villaggio turistico “Seleno-Margheritissima” di Isola Capo Rizzuto. Così ha deciso oggi il Tribunale del riesame di Catanzaro che, accogliendo parzialmente le richieste dei difensori dei due indagati, ha disposto l’applicazione di misure cautelari più attenuate rispetto a quella decise dal gip di Catanzaro.

I tentacoli del clan su assunzioni, manutenzione del verde e pulizia della spiaggia

L’operazione avrebbe fatto luce sui “tentacoli” che il clan avrebbe allungato su assunzioni, guardiania, manutenzione del verde e pulizia della spiaggia della struttura ricettiva. Arena, assistito dagli avvocati Francesca Buonopane e Vincenzo Girasole, è accusato di estorsione aggravata dalla finalità e dal metodo mafioso. Stando agli inquirenti, il 34enne si sarebbe accaparrato la gestione della spiaggia del complesso immobiliare all’ombra del clan di Isola Capo Rizzuto. Anche Nicoscia, difeso dagli avvocati Vincenzo Cicino e Salvatore Staiano, deve rispondere di estorsione aggravata dalla mafiosità. Il 45enne è finito al centro del filone d’indagine che riguarda il recupero degli immobili della fallita “I.G.B. Immobiliare”, società che costruì il “Margheritissima”. I vecchi soci avrebbero attuato una strategia per scoraggiare i legittimi aggiudicatari delle aste giudiziarie, al fine di ricomprare le case tramite prestanome. Il tutto con l’ipotizzato intervento minaccioso di Nicoscia e di altri sodali, i quali avrebbero portato a termine ed a volte solo tentato il recupero delle case.


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