“Inventate e prive di prove”: J.K. Rowling rompe il silenzio dopo le pesanti accuse di Lilly Wachowski
Lo scontro intorno a J.K. Rowling e alle sue posizioni sui diritti delle persone transgender si riaccende, questa volta coinvolgendo direttamente Lilly Wachowski, co-regista di Matrix. Dopo le durissime dichiarazioni della filmmaker contro la creatrice di Harry Potter, è infatti arrivata una risposta ufficiale da parte dell’entourage della scrittrice britannica.
Tutto è cominciato con una lunga intervista concessa da Wachowski a Variety, nella quale la regista ha parlato anche dell’imminente serie televisiva di Harry Potter e del dibattito che continua ad accompagnare il franchise a causa delle posizioni espresse negli ultimi anni dalla sua autrice. Wachowski, che ha fatto coming out come donna transgender nel 2016, non ha usato mezzi termini. Secondo la filmmaker, continuare a sostenere economicamente Harry Potter significherebbe contribuire indirettamente alle iniziative finanziate dalla sua creatrice.
“J.K. Rowling finanzia il genocidio trans, punto. Quindi, se sostenete Harry Potter, state sostenendo il genocidio trans”, ha dichiarato Wachowski, sostenendo che una parte del denaro generato dai prodotti legati al Wizarding World finirebbe nelle disponibilità della scrittrice e verrebbe successivamente impiegata per finanziare iniziative legislative contrarie alle persone transgender.
La regista ha quindi paragonato la propria posizione a quella di chi sceglie di non acquistare determinati prodotti per ragioni politiche o ambientali. Secondo Wachowski, consumare Harry Potter non potrebbe essere completamente separato dalle attività e dalle idee della sua creatrice, soprattutto considerando che Rowling è coinvolta direttamente nella nuova serie HBO in qualità di produttrice esecutiva.
Le parole più pesanti, però, non si sono fermate qui, visto che nella stessa intervista Wachowski ha criticato duramente Rowling ed Elon Musk, inserendo entrambi all’interno di un discorso più ampio sul clima politico e culturale che, secondo lei, starebbe mettendo in pericolo le persone transgender. A queste dichiarazioni ha ora risposto Neil Blair, agente di J.K. Rowling, attraverso una nota inviata a Entertainment Weekly.
Blair ha innanzitutto difeso il diritto di Wachowski a criticare le idee della scrittrice, sottolineando però che opinioni e accuse dovrebbero essere rappresentate in maniera accurata. Ha quindi contestato direttamente l’affermazione secondo cui Rowling finanzierebbe iniziative finalizzate a danneggiare le persone transgender. “La libertà di parola è un principio che dovremmo tutti avere a cuore. Ciò che conta è che le opinioni di J.K. Rowling, come quelle di chiunque altro, vengano rappresentate accuratamente, correttamente e rispettosamente”, ha dichiarato Blair.
L’agente ha poi spiegato a cosa sarebbe destinato, secondo Rowling, il denaro del J.K. Rowling Women’s Fund, fondo creato dalla scrittrice nel 2025 per sostenere cause legali relative ai diritti basati sul sesso nel Regno Unito. Secondo Blair, attraverso il fondo Rowling sostiene donne impegnate in azioni legali per preservare i diritti previsti dall’Equality Act 2010, aggiungendo che “non sostiene azioni legali finalizzate a danneggiare le persone transgender o iniziative volte a limitare i diritti trans”.
Il rappresentante della scrittrice ha poi risposto ancora più duramente a Wachowski:
“Le persone sono libere di non essere d’accordo con le sue opinioni, ma accuse seriamente diffamatorie di questa natura, arrivando persino a evocare in modo oltraggioso i nazisti e il genocidio che hanno commesso, non dovrebbero mai essere presentate come fatti quando sono chiaramente inventate e prive di qualsiasi prova.” – Neil Blair
La questione riguarda anche il modo in cui Rowling ha utilizzato parte del proprio patrimonio negli ultimi anni. Nel 2025 la scrittrice ha lanciato il J.K. Rowling Women’s Fund, presentato come uno strumento per finanziare persone e organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti delle donne e delle ragazze basati sul sesso, compresi quelli relativi al lavoro, allo sport e agli spazi riservati a un solo sesso.
Rowling aveva inoltre sostenuto economicamente For Women Scotland, organizzazione protagonista di una lunga battaglia legale arrivata fino alla Corte Suprema britannica. Nell’aprile 2025 la Corte ha stabilito che, ai fini dell’Equality Act 2010, i termini “woman” e “sex” fanno riferimento al sesso biologico. Una decisione accolta pubblicamente con soddisfazione dalla stessa Rowling e fortemente criticata da numerose associazioni per i diritti delle persone transgender.
È dunque su questo terreno che nasce lo scontro con Wachowski. La regista interpreta il sostegno economico di Rowling a queste battaglie come parte di un’azione contro i diritti delle persone trans; l’entourage della scrittrice respinge invece categoricamente questa rappresentazione, sostenendo che l’obiettivo sia tutelare diritti già riconosciuti alle donne e non ridurre quelli delle persone transgender. La polemica arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per Harry Potter.
La nuova serie HBO riporterà sullo schermo i romanzi di Rowling con un cast completamente nuovo e con la scrittrice direttamente coinvolta nella produzione. Proprio questa partecipazione continua a dividere una parte del pubblico e dello stesso mondo dello spettacolo. Con le dichiarazioni di Lilly Wachowski e la risposta arrivata dall’agente di Rowling, quello che ormai da anni accompagna il Wizarding World torna quindi al centro del dibattito. E questa volta lo scontro ha raggiunto toni ancora più duri, con accuse che l’entourage della creatrice di Harry Potter ha deciso di respingere pubblicamente e senza mezzi termini.
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