Emilia Romagna

Intitolazione a Donato Cazzato dell’area verde compresa tra le vie Valle Vallona e Bertino Travagli

CERIMONIA INTITOLAZIONE- Sabato 31 ottobre 2026 (alle 11:00) all’interno del parco di Villa Fulvia all’ingresso pedonale di via Valle Secca


Sabato 31 ottobre 2026 (alle 11:00) si è tenuta la cerimonia di intitolazione a Donato Cazzato (1922-1944), vittima dell’Eccidio della Certosa, dell‘area verde compresa tra via Valle Vallona e via Bertino Travagli, nel quartiere di Villa Fulvia a Ferrara. 

La cerimonia si è svolta alla presenza dell’assessore comunale Stefano Vita Finzi Zalman, delle autorità, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma con i propri Labari e del Gonfalone del Comune di Ferrara.

La proposta di intitolazione è stata promossa dall’Associazione Arma di Cavalleria per ricordare il lanciere fucilato alla Certosa il 20 agosto 1944, l’unica persona tra i fucilati alla Certosa a cui non è stato intitolato uno spazio pubblico.

Questo il testo dell’intervento del rappresentante dell’Amministrazione comunale:

“Autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni d’arma, cittadini: rivolgo a tutti voi un caloroso benvenuto da parte dell’amministrazione comunale di Ferrara e del sindaco Alan Fabbri.
Desidero porgere un saluto commosso alla famiglia di Donato Cazzato, presente oggi qui in così gran numero per condividere questo momento solenne. La vostra presenza testimonia con forza quanto il ricordo del vostro caro sia rimasto vivo e custodito con amore attraverso le generazioni.
Oggi ci riuniamo per rendere omaggio alla memoria di Donato Cazzato, caduto nell’eccidio della Certosa di Ferrara il 20 agosto 1944, una delle pagine più dolorose della nostra storia recente.

Ricordare Donato Cazzato e intitolargli questo luogo significa restituire valore e voce a una vita spezzata a soli ventidue anni, affinché il suo nome e il suo sacrificio non vadano mai dimenticati.
Donato era un giovane fante e cavalleggero originario di Acquarica del Capo, che aveva già conosciuto il fronte e il dramma della guerra. Dopo aver difeso Roma all’indomani dell’8 settembre nei ranghi della Divisione Ariete a Porta San Paolo, compì una scelta etica profonda: invece di cercare un ritorno sicuro verso casa nel Sud ormai liberato, scelse la via più ardua e coraggiosa.
Tornò a Ferrara per unirsi alla Resistenza, prestando il proprio addestramento e il proprio spirito di servizio alla causa della libertà all’interno della formazione partigiana. Catturato e sottoposto a sevizie dalle brigate nere, non piegò la propria dignità, pagando con la vita, insieme ai suoi compagni di lotta, la fedeltà ai valori di giustizia. La memoria di Donato e di tutte le vittime ci richiama ogni giorno alla responsabilità civile e morale di difendere la pace, la libertà e l’inviolabile dignità umana.

Desidero rivolgere un sentito ringraziamento all’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, promotrice di questa nobile iniziativa, per aver voluto mantenere vivo il ricordo del Cavalleggero Donato Cazzato e di tutte le vittime di quei tragici eventi.
Con la scopertura di questa targa, la nostra comunità assume e rinnova un impegno solenne: ricordare il passato, onorare chi ha dato tutto per il bene comune e trasmettere con costanza alle nuove generazioni i valori irrinunciabili della pace, della solidarietà e della libertà democratica”.



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