spese record e IA rivoluzionano la campagna elettorale
A pochi giorni dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, la spesa totale per la campagna elettorale si avvia a superare la cifra record di 12 miliardi di dollari. Un risultato addirittura superiore agli 8,9 miliardi della campagna del 2022, a metà del mandato presidenziale di Joe Biden.
L’uso dell’intelligenza artificiale
Oltre ai classici articoli di merchandising come magliette, felpe, spillette e cappellini con gli slogan, oggi i piani di comunicazione dei partiti prevedono anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Questa tecnologia è ormai massicciamente utilizzata per realizzare spot elettorali nella battaglia tra democratici e repubblicani per il controllo del Congresso americano.
Secondo i dati del Wesleyan Media Project (che monitora le spese per la pubblicità politica) c’è un boom di pubblicità caricaturali e parodie iper-realistiche (slopaganda) usate per ridicolizzare gli avversari. Diverse campagne in numerosi Stati hanno ampiamente sfruttato immagini generate per simulare scenari distopici o mosse goffe dei rivali. Dall’inizio dell’anno sono più di 164 gli spot politici a livello nazionale prodotti o modificati tramite l’IA.
Le donazioni ai partiti
Quando ormai la campagna elettorale è agli sgoccioli, i repubblicani appaiono meglio posizionati per quanto riguarda la disponibilità economica garantita dalle donazioni. Le casse del partito del presidente Trump sono in grado di finanziare un rush finale nel tentativo di fare la differenza. I conservatori hanno potuto contare anche sul grande aiuto di Elon Musk, che ha versato 455 milioni di dollari per sostenere i candidati repubblicani.
La campagna dei democratici, invece, fa affidamento sui piccoli donatori ma anche sugli assegni pesanti di Michael Bloomberg. Dopo gli 86 milioni versati negli ultimi mesi, l’ex sindaco di New York ha donato negli ultimi giorni altri 36 milioni a sostegno dei candidati e delle cause democratiche.
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