Ingiusta detenzione, per Dassilva un maxi risarcimento se sarà riconosciuto innocente fino alla Cassazione

Ingiusta detenzione. Un argomento che, sempre più spesso, torna alla ribalta delle cronache quando emergono errori giudiziari che hanno portato un innocente a finire dietro le sbarre. Da Raffaele Sollecito, finito dietro le sbarre per l’omicidio di Meredith Kercher (avvenuto a Perugia nel 2007) e che ha chiesto allo Stato il risarcimento, al 57enne riminese giudicato innocente in primo grado dopo oltre un anno di custodia cautelare perché indagato per abusi sessuali sulla ex e risarcito con 50mila euro. Oggi, dopo la sentenza di assoluzione in primo grado, anche Louis Dassilva se riconosciuto innocente fino alla Cassazione potrà chiedere allo Stato un risarcimento per i suoi 694 giorni trascorsi dietro le sbarre dei “Casetti” dal 16 luglio 2023.
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La Legge, in questi casi, è esplicita stabilendo il diritto a un indennizzo economico riconosciuto dallo Stato a chi ha subito una custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari, ed è poi stato assolto con formula piena. Il risarcimento massimo è di 516.456,90 euro calcolato su una base di circa 235 euro al giorno. Calcolatrice alla mano, nel caso il metalmeccanico senegalese risultasse completamente estraneo all’accusa dell’omicidio di Pierina Paganelli fino al terzo grado di giudizio gli spetterebbero poco più di 163mila euro.
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Un argomento, questo, che è emerso anche nella conferenza stampa di giovedì pomeriggio nello studio degli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, che hanno assistito Dassilva nel processo, ma sul quale la risposta è stata netta: “E’ una situazione che, adesso, non prendiamo nemmeno in considerazione. Le nostre priorità, adesso sono, altre” alludendo al fatto che la Procura ha già annunciato di ricorrere in Appello.
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