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FISIOTERAPIA TRA RAGIONAMENTO CLINICO E TERAPIA MANUALE: ALTO CONFRONTO SCIENTIFICO AL CTO DI NAPOLI

“Sono molto soddisfatto per la riuscita dell’evento che si è tenuto al CTO dove sono accorsi molti colleghi ma anche tanti studenti. Il nostro lavoro è di stimolo e di informazione su alcune tematiche fondamentali del nostro profilo professionale. Lavoriamo affinché i colleghi sul territorio abbiano massima conoscenza della materia perché vogliamo che siano pronti ad affrontare le nuove sfide della sanità territoriale.”

Ha espresso soddisfazione Paolo Esposito, presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta per la straordinaria riuscita del convegno tenutosi presso il Centro Traumatologico Ortopedico (C.T.O.), dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli su argomenti riguardanti l’etica e il ragionamento clinico nella terapia manuale in fisioterapia.
Il superamento dei vecchi paradigmi, la centralità del paziente e la solidità delle prove scientifiche sono stati tra i temi dibattuti. Inoltre l’evento ha acceso i riflettori su un punto saldo per la professione fisioterapica: la terapia manuale Evidence-Based Medicine (EBM), (Evidens besid medisin) promuove un approccio bio-psico-sociale e multidimensionale che rimette al centro il ragionamento clinico e la sicurezza del paziente.
In passato la terapia manuale è stata circondata da una narrazione quasi “meccanicistica”. Espressioni come “riallineare una vertebra”, “sbloccare un bacino” o “sciogliere un’aderenza” hanno dominato l’immaginario collettivo e, talvolta, la pratica clinica.
Oggi, invece, la letteratura scientifica parla chiaro: questi miti vanno decostruiti, come ha affermato il dott. Salvatore Liguori.
“Nella lezione di oggi – ha dichiarato il dott. Liguori – abbiamo decostruito quelli che sono i miti più radicati e le false credenze. Abbiamo sostituito quello che è falsa scienza con neurofisiologia applicata. Perché la prima cosa da fare è portare quanto più scienza all’interno della nostra professione.”
Uno dei temi caldi che ha caratterizzato il dibattito ha riguardato l’influenza dell’intervento manuale sul controllo posturale e sulla propriocezione.
E a tal proposito il dott. Giuseppe Pezzella ci ha spiegato come influisce il tocco del fisioterapista sulla stabilità e sulla percezione del corpo nello spazio.
“Nella relazione di oggi – ha affermato il dott. Pezzella – abbiamo messo in evidenza tutti quelli che sono gli effetti della terapia manuale sul contorno posturale. In realtà oggi la postura è sempre più un costrutto culturale, fatto di presupposizioni che spesso portano in inganno. La terapia manuale in qualche modo può influenzare quella che è la componente percettiva, quindi ovviamente la percezione del corpo e dello spazio. Ma questa va certamente associata ad altri principi che sono l’esercizio terapeutico e dell’economia posturale che deve essere insegnata al paziente. stesso.”
Salvatore Picardi, responsabile scientifico dell’evento, ha sottolineato l’importanza della terapia manuale in fisioterapia.
“Non a caso abbiamo scelto il CTO come sede di questo evento – ha rimarcato il dott. Picardi – in quanto è sempre stato un presidio di eccellenza per quanto riguarda la riabilitazione e la fisioterapia. Anche oggi abbiamo ribadito che la terapia manuale può essere uno strumento valido nelle mani del fisioterapista per la presa in carico della gestione delle problematiche del paziente.”
Cosa aggiungere. Dal convegno tenutosi al CTO di Napoli emerge un messaggio chiaro per il futuro della riabilitazione: la terapia manuale è un potente facilitatore del movimento attivo. Solo integrando il tocco terapeutico con il ragionamento clinico e l’evidenza scientifica è possibile garantire trattamenti efficaci, sicuri e realmente cuciti su misura per il paziente.


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