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Informazione Campania – CULTURA – LA FORZA DELLE DONNE PER IMPARARE A GUARDARE LA VITA CON ALTRI OCCHI

Un premio speciale a chi combatte il tumore. Il riconoscimento alla  Presidente dell'Associazione NOI DONNE Soprattutto Veronica Carratu' dal  Circolo Canottieri Irno di Salerno Resilienza, una parola abusata ma che  esprime appieno

di Clementina Leone

Scrivere significa dare voce alla propria dimensione più intima, dare forma a emozioni, stati d’animo, angoscia e speranza. Questo e molto altro, hanno fatto due donne straordinarie di Mercato San Severino in provincia di Salerno: Veronica Carratù e Carla De Salvatore.

Le stesse, non solo sono riuscite a riscrivere la loro vita senza smettere mai di lottare a testa alta contro il cancro, ma anche a metterla a servizio degli altri attraverso le associazioni senza scopo di lucro delle quali sono le presidentesse. La forza di chi affronta una malattia oncologica non si misura con l’obbligo di essere eroi, ma emerge attraverso la resilienza quotidiana, il sostegno medico e la condivisione della propria vulnerabilità. Spesso si ricorre a metafore belliche, ma la vera forza risiede anche nell’accettazione dei momenti di fragilità. «Parlare di sé non è facile, ancor meno lo è farlo pubblicamente ha dichiarato spesso la presidentessa dell’associazione ֞Noi Donne Soprattutto֞ Veronica Carratù, ma raccontare le proprie esperienze, i pensieri, i sentimenti e, perché no, le paure, i fallimenti, i trionfi, è un’occasione per delineare il variegato e immenso universo donna. L’associazione Noi Donne Soprattutto di Salerno, si occupa di sostenere i malati oncologici, con un focus particolare sull’aiuto alle donne per affrontare la malattia nella sua totalità attraverso il supporto psicologico per il miglioramento del comfort e la ricostituzione psicofisica. La Signora Carla De Salvatore invece, è la presidentessa dell’Associazione ֞Artigiani in Tour֞, una rete culturale e di promozione del fatto a mano e dell’artigianato campano che organizza laboratori creativi ed eventi. Ma non finisce qui, la Signora De Salvatore, ha saputo essere anche il collante di un gruppo di artigiani che è diventato famiglia, imparando a difendere insieme il valore del lavoro manuale contro la produzione in serie. Questa unione umana e creativa si fonda su tre pilastri: la condivisione di spazi e idee, il rispetto dei tempi naturali di lavorazione e la trasmissione del sapere. Ogni oggetto creato a mano ha dichiarato la Signora De Salvatore, possiede una storia irripetibile che porta con sé l’anima di chi lo ha modellato. Essere una famiglia, significa aiutarsi nelle difficoltà economiche e di mercato, promuovendo insieme la cultura del fatto a mano e molto altro. Affrontare la malattia a testa alta, come hanno fatto le due signore oggetto di quest’articolo, non ferma i sogni, la creatività e il desiderio di aiutare gli altri, anzi diventa come una sorta di profonda spinta umana a donarsi ancora di più al prossimo. La vulnerabilità trasforma le difficoltà in una risorsa per comprendere meglio il dolore altrui, mentre l’arte, il pensiero e i progetti personali trovano spesso nuove forme di espressione e di bellezza proprio oltre il limite fisico.


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