in cinquemila ai Fori Imperiali, sventato blitz eco-attivista
Il volo radente delle Frecce Tricolori a colorare di verde, bianco e rosso il cielo terso sopra il Colosseo, il passo cadenzato dei reparti e l’abbraccio di migliaia di cittadini assiepati dietro le transenne sin dalle prime luci dell’alba.
Roma ha celebrato così, tra solennità e grandissima partecipazione popolare, la Festa della Repubblica, un appuntamento che quest’anno ha abbattuto il muro della storia celebrando l’80° anniversario dal referendum istituzionale del 1946.
La giornata si è aperta all’Altare della Patria con uno dei momenti più densi di significato della tradizione italiana: il Presidente della Repubblica ha deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto, rendendo omaggio al sacrificio dei caduti e dando ufficialmente il via alle celebrazioni solenni.
Il parterre delle autorità e la spinta dei 280 sindaci
Subito dopo la cerimonia a piazza Venezia, il Capo dello Stato ha ricevuto il saluto dei vertici istituzionali del Paese.
In prima fila, schierati all’ingresso della tribuna d’onore dei Fori Imperiali, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
A rompere il protocollo militare all’avvio della sfilata è stata una scelta fortemente simbolica: ad aprire il corteo non sono stati i blindati o i corpi d’élite, ma una delegazione di circa 280 sindaci arrivati da ogni angolo d’Italia, fasce tricolori al petto, chiamati a rappresentare l’ossatura democratica e le autonomie locali delle comunità del Paese.
Tensione all’Altare della Patria: sventato il blitz di Extinction Rebellion
La mattinata istituzionale è stata tuttavia preceduta da minuti di forte tensione sul fronte dell’ordine pubblico.
Un drappello di attivisti del movimento ambientalista Extinction Rebellion ha tentato di mettere in atto un blitz dimostrativo a sorpresa a ridosso dell’Altare della Patria, proprio lungo il percorso transennato.
Il piano dei manifestanti è stato però neutralizzato sul nascere grazie al tempestivo intervento degli agenti di Polizia e dei Carabinieri del dispositivo di sicurezza, che hanno bloccato i giovani prima che potessero lanciare vernici o incatenarsi, evitando qualsiasi ripercussione sulla fluidità della cerimonia.
Gli attivisti sono stati fatti salire sulle campagnole e accompagnati negli uffici della Questura per il fotosegnalamento e le denunce del caso.
Il maxi-tricolore da 450 chili e l’omaggio delle Frecce
Disinnescato il fuori programma, i Fori Imperiali sono diventati il palcoscenico della grande parata, che ha visto sfilare con orgoglio oltre 5.500 donne e uomini appartenenti alle Forze Armate, alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e a tutte le altre articolazioni operative dello Stato, accompagnati dalle note di 18 bande musicali.
Tra i momenti più spettacolari e immortalati dagli smartphone della folla, l’esibizione dei Vigili del Fuoco.
Ottanta specialisti del Corpo hanno dato vita a un’autentica impresa coreografica, srotolando dall’anello monumentale del Colosseo l’immensa bandiera italiana: un gigante di 2mila metri quadrati di stoffa e 450 chilogrammi di peso che dal 2006 è il marchio di fabbrica delle celebrazioni romane.
Il gran finale è stato come sempre affidato alla perfezione millimetrica delle Frecce Tricolori, che hanno solcato il cielo della Capitale sigillando gli 80 anni di una Repubblica unita tra memoria e futuro.
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