Lazio

in 42mila per il trionfo romano, dalle lacrime per il padre ai grandi successi

Un boato lungo, liberatorio, che ha fatto tremare i marmi del Foro Italico. Roma ha riabbracciato ieri sera il suo figlio adottivo, Eros Ramazzotti, trasformando lo Stadio Olimpico in un gigantesco catino di voci, ricordi e brani cantati a memoria dalla prima all’ultima nota.

Una data sold out da ben 42.000 spettatori che ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, il feeling eterno e indissolubile che unisce l’artista nato a Cinecittà al pubblico della sua città.

Dopo i trionfi di Napoli e la grande notte di Milano, la Capitale non è stata da meno, accogliendo il ritorno negli stadi di Eros con un entusiasmo travolgente.

Due ore ininterrotte di musica ed energia pura, concepite come un viaggio transgenerazionale capace di unire i nostalgici degli esordi a Sanremo fino ai fan più recenti.

Foto Francesco Prandoni

Le lacrime e il ricordo del padre

Se il ritmo ha fatto ballare le tribune, a toccare le corde più intime dello stadio è stato il momento più intenso e inatteso della serata. Sulle note storiche di “Un’emozione per sempre”, Eros si è fermato, lasciando che il ricordo del padre Rodolfo (scomparso di recente) prendesse il sopravvento.

La commozione ha bagnato gli occhi del cantante, che ha faticato a trattenere le lacrime. Un attimo di fragilità autentica in cui l’Olimpico si è stretto attorno al suo idolo, sostituendosi a lui nel cantare il ritornello in un coro monumentale che ha unito cinquantenni e adolescenti. Un brivido collettivo rimasto sospeso nell’aria per diversi minuti.

Foto Francesco Prandoni

Dalle origini a “Una Storia Importante”: la band delle grandi occasioni

La scaletta ha regalato una perfetta altalena tra i classici che hanno segnato la colonna sonora della musica italiana e le nuove composizioni tratte dall’ultimo progetto discografico, il monumentale “Una Storia Importante / Una Historia Importante”.

A sostenere la voce graffiante e inconfondibile di Ramazzotti, un’autentica corazzata di musicisti di livello internazionale guidata dal direttore musicale Luca Scarpa (alle tastiere con Christian Rigano).

Il battito dello stadio è stato dettato dal groove della batteria di Brian Frasier Moore e dal basso di Paolo Costa, mentre le chitarre di Giorgio Secco, Antonio Cirigliano e Alessandro Lopane hanno infiammato i soli rock della serata, arricchiti dalle percussioni di Ramon Montagner e dal sax di Marco Scipione, con il tappeto vocale perfetto steso dalle coriste Monica Hill, Zoe Ranno e Sara Deop.

Il viaggio continua verso il Sud

La grande festa romana è solo un’altra medaglia da appuntarsi al petto in un tour estivo che sta riscrivendo i numeri della stagione dei live.

Nessun tempo per riposare: la carovana di Eros Ramazzotti è già pronta a ripartire. I prossimi appuntamenti vedranno lo show sbarcare il 20 giugno a Messina (Stadio Franco Scoglio) e il 23 giugno a Bari (Stadio San Nicola), prima del grandioso atto finale previsto per il 27 giugno a Torino, sul prato dell’Allianz Stadium. Ma la notte dell’Olimpico, con le sue luci e le sue lacrime, resterà stampata a lungo nella memoria della Capitale.

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