ILAMB – New Frontiers | Indie For Bunnies
Torniamo a parlare del duo gli ILAMB in occasione dell’uscita del loro terzo album “New Frontiers”.
Giova riprendere quanto scrissi già in passato, per raccontare ciò che ha preceduto “New Frontiers”, considerato che si tratta di gruppo dall’underground siciliano e pertanto “repetita iuvant”.
Il primo lavoro “Trip to Heaven“ è datato 2016 e racchiude in sé richiami ad ambiti sonori quali il lato più nobile del pop nonchè il progressive inglese anni ’70 , sicuramente quello più morbido e gentile di gruppi come Gentle Giant, Genesis o Camel senza alcuna pretesa di sperimentalismo o fusione jazzistica propria della scuola di Canterbury.

Nel 2019 il secondo album, “L’altrà metà di me” che rispetto a “Trip to Heaven” presenta una serie di brani con testi in italiano.
Come ebbi modo di scrivere per semplificare e dare un’idea del gruppo potremmo immaginare che i loro album potrebbero essere quell’ “Endless River” che i Pink Floyd avrebbe potuto e dovuto pubblicare post “Division Bell”.
Confermo quanto già espresso in precedenza, perché merita attenzione, ovvero che “la chitarra di Davide si conferma di straordinaria emotività, un giovane e promettente Gilmour, sempre circondato da ariosi (ma mai barocchi) arrangiamenti a cura del padre, che si cimenta al canto, non un virtuoso ma scevro da toni declamatori o cadute di tono“.
Rispetto ai precedenti due lavori è presente una maggiore eterogeneità negli arrangiamenti e nei riferimenti musicali, dove si palesa il nobile riferimento ad un personaggio come Steven Wilson e a certo progressive a tinte più hard.
Disponibili su tutte le piattaforme di streaming più note, consiglio in ogni caso l’acquisto dei cd, dove si fa notare ed apprezzare il libretto che nella prima pagina riporta un mirabile estratto che funge da manifesto delle sensazioni e delle intenzioni della musica proposta in questo “New Frontiers” e che ripropongo integralmente :
“New Frontiers “ è un viaggio attraverso la complessità dell’epoca moderna, dove l’apparenza ha spesso sostituito l’essenza e le connessioni autentiche sono diventate rare. Ogni canzone una tappa, una riflessione su ciò che perdiamo quando ci adattiamo a un mondo che ci chiede di essere altro rispetto a ciò che siamo.
Ma anche una storia di risveglio e di speranza : la ricerca di un nuovo orizzonte, più vicino alla nostra vera natura, ai nostri sogni, e alle relazioni che danno significato al nostro vivere. In queste note e parole si intrecciano malinconia e rabbia, ma anche luce e determinazione . Perché, alla fine, le nuove frontiere non sono un luogo da trovare, ma un percorso da intraprendere dentro di noi“.
Source link




