Il Vibonese invoca la “calamità”. Ma sul maltempo la Regione frena
Dopo la Provincia, che ha formalizzato l’istanza già nei giorni scorsi, anche i sindaci si appellano alla Regione affinché venga riconosciuto lo stato di calamità nei comuni in ginocchio per il maltempo. Ma da quanto si apprende, non è semplice che l’istanza sia soddisfatta.
In Cittadella regionale, al Dipartimento di protezione civile sono iniziati gli incontri con gli amministratori locali dei centri colpiti dai nubifragi: da quanto emerso, emanare una terza ordinanza in tal senso (già con le ondate di maltempo delle scorse settimane era stato riconosciuto lo stato di calamità) non sembra possibile: la Regione proverà ad ampliare i provvedimenti precedenti inserendovi le nuove situazioni.
Intanto il quadro è drammatico: il presidente della Provincia, Corrado L’Andolina, ha già rimarcato che senza un sostegno da parte degli Enti sovraordinati non si riuscirà a gestire appieno la situazione. Dalle prime stime che si stanno avendo sui vari territori, infatti, servono svariate decine di milioni di euro per rimettere in sesto le infrastrutture. A San Nicola da Crissa, ad esempio, il quadro è estremamente critico: il paese, che da quasi 8 anni deve fare a meno della sua strada principale chiusa per frana (ex ss 110) si ritrova oggi senza neanche le strade alternative, rimanendo privo vie di comunicazione.
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