il ruolo dell’elettronica nel manifatturiero veneto
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Negli ultimi anni il dibattito sull’Industria 5.0 è particolarmente attivo e prende forma, come sempre quando si parla di questo settore dell’economia, dalle innovazioni della tecnologia.
Le imprese, in particolare quelle del comparto manifatturiero, si trovano a fare i conti con la capacità di integrare automazione, innovazione, sostenibilità e resilienza.
Le aziende venete sono tradizionalmente orientate all’export e alla specializzazione tecnica. Come riportato dagli ultimi dati di Unioncamere, hanno saputo reagire in maniera efficace all’instabilità internazionale, caratterizzata dall’applicazione dei dazi da parte degli Stati Uniti.
In un contesto altamente competitivo, la sfida si rivela supportare i cambiamenti attraverso un ripensamento di processi, prodotti e filiere. Questo alla luce delle nuove esigenze energetiche e dell’aggiornamento del digitale, dove a fare la differenza è in particolare la modulazione di soluzioni scalabili e con una progettazione personalizzata.
Sfide in cui a essere chiamata in causa è in particolare l’elettronica, che assume un ruolo cruciale e centrale nel panorama dell’industria manifatturiera. La progettazione delle schede elettroniche, soprattutto, diventa essenziale per garantire gli opportuni parametri di efficienza, controllo e integrazione tra hardware e software.
In questo contesto, c’è un’azienda veneta specializzata in progettazione PCB su misura, tra le più apprezzate su scala non solo regionale e nazionale, ma anche internazionale. Il suo nome è VT100 ed è attiva dal 2014; la sede è a Caldiero, nel veronese.
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Rappresenta il partner ideale per le imprese manifatturiere che desiderano acquisire un vantaggio competitivo nel lungo periodo. È infatti in grado di sviluppare soluzioni coerenti con le richieste dell’Industria 5.0 sempre più interconnessa e orientata alla qualità.
I dati di Unioncamere sulle imprese manifatturiere del Veneto
La notizia è stata riportata dall’ANSA a febbraio 2026, che a sua volta ha preso spunto dal comunicato stampa di Unioncamere Veneto in merito ai dati del quarto trimestre 2025.
Il titolo del documento parla da solo: Nonostante i dati, ordinativi esteri in recupero. Un risultato che arriva, come esplicitato dal Presidente di Unioncamere Veneto, Antonio Santocono, dopo un lungo periodo di stallo e con andamento negativo.
Se il fatturato è stato negativo nel primo semestre del 2025, si è assistito a un andamento positivo nel secondo semestre dell’anno, a fronte di un leggero rafforzamento che ha visto un margine tra il +1,7% e il +2,1%.
Ciò conferma, essendo più della metà delle imprese manifatturiere del Veneto a vocazione esportatrice, una buona gestione di una delle situazioni più critiche degli ultimi anni: quella che vede al centro i dazi applicati dagli USA, il Paese con cui si registra la maggior parte degli scambi commerciali.
Le aziende hanno agito diversificando le proprie destinazioni, a volte intervenendo sui margini (18% dei casi). È importante sottolineare che l’impatto dei dazi statunitensi ha interessato la totalità delle aziende esportatrici, quindi persino quelle che non si interfacciano con tale mercato in maniera diretta.
Il risultato è stato positivo grazie anche agli investimenti che sono stati fatti nelle tecnologie digitali, in particolare per quanto concerne l’intelligenza artificiale, che non è però la sola tecnologia a risultare determinante.
Il ruolo dell’elettronica nella trasformazione del comparto manifatturiero in chiave Industria 5.0
L’intelligenza artificiale, pur rappresentando uno degli strumenti più discussi negli investimenti digitali delle imprese venete, non è l’unico asset su cui occorre investire.
A confermarlo è l’analisi sull’Industria 5.0 proposta dal portale Agenda Digitale, secondo il quale il nuovo modello vede al centro l’integrazione tra sostenibilità, IoT, IA e big data.
Alla base dell’Industria 5.0 c’è la volontà di conseguire delle fabbriche smart che risultino resilienti e in quanto tali in grado di affrontare proficuamente crisi economiche sempre più frequenti e dunque cicliche.
L’elettronica industriale costituisce l’infrastruttura fisica su cui poggia la digitalizzazione, a fronte di una spiccata interconnessione e controllo dei processi, che risultano impostati secondo un approccio flessibile e scalabile.
Lo fa attraverso l’adozione di sensori, sistemi di monitoraggio, dispositivi di regolazione e controllo sofisticati, che danno luogo ad architetture hardware affidabili e integrate.
Per un tessuto produttivo come quello veneto, tale elemento diventa a tutti gli effetti un fattore che influisce sulla competitività. Diversamente, senza una base hardware coerente, anche le soluzioni digitali più evolute rischiano di non esprimere pienamente il proprio potenziale.
L’importanza della progettazione PCB su misura: dalla standardizzazione alla personalizzazione
L’Industria 5.0 segna una tappa obbligata verso modelli produttivi più resilienti e sostenibili, ed è proprio in tale quadro che la progettazione delle schede elettroniche assume un ruolo centrale.
Permette infatti di sviluppare dei circuiti stampati in linea con gli standard dello specifico progetto, complice un’integrazione tra analisi tecnica, prototipazione, test e software firmware embedded.
Cosa cambia? Una progettazione PCB su misura, rispetto a quella di schede standard, è in grado di adattarsi maggiormente ai processi produttivi dell’azienda. Consente infatti di ottimizzare i parametri energetici, garantendo una stabilità operativa superiore e facilitando eventuali aggiornamenti futuri.
Innovazione industriale e filiera tecnologica: le prospettive future per il Veneto
In un contesto come quello delineato dai dati Unioncamere, dove le imprese hanno dimostrato di essere resilienti davanti a crisi di valenza internazionale, l’investimento in soluzioni tecnologiche calibrate sui propri processi rappresenta una leva concreta per consolidare la competitività del business nel lungo periodo.
Nel contesto dell’Industria 5.0 saranno sempre di più la solidità della filiera tecnologica locale e gli investimenti nella digitalizzazione e progettazione elettronica a fare da spartiacque. Si tratta infatti dei fattori che più risultano in grado di sostenere la crescita e la qualità produttiva.
La direzione intrapresa dalle aziende del territorio si conferma quella giusta, alla luce dei dati della seconda parte dell’anno e supporta la necessità di intervenire approntando un’integrazione strutturale nei processi industriali.
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